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Fratelli d’Italia in frantumi a Bolzano: il caso Nero scuote il partito

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Immagini di repertorio
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La consigliera comunale Ilenia Nero finisce nel mirino del suo stesso partito, Fratelli d’Italia, che ora ne chiede apertamente le dimissioni. A puntare il dito è Marco Galateo, vicepresidente della Provincia autonoma di Bolzano e presidente provinciale di Fdi, che accusa la collega di aver “disatteso le indicazioni di partito e del gruppo consiliare” durante il voto sul programma della sindaca Zeller. Nero, infatti, si è astenuta invece di votare contro, come richiesto dalla linea del partito.

Per Galateo, il comportamento di Nero rappresenta un vero e proprio strappo con la fiducia degli elettori. “La consigliera Nero ha di fatto tradito la fiducia degli elettori che l’hanno portata in consiglio comunale”, afferma con fermezza, ricordando anche che in altre votazioni, come quella sulle commissioni consiliari, “ha votato contro anche quando erano presenti le colleghe di gruppo, risultando l’unico voto negativo dell’aula”.

Il dissenso, secondo Galateo, affonda le radici nella scorsa legislatura, quando “problemi mai risolti da parte di Nero” hanno compromesso la coesione interna. “Si è passati da una campagna elettorale totalmente autoreferenziale, con promesse irrealizzabili, al massimo del tradimento della fiducia oggi, lasciando il gruppo consiliare per problemi di comunicazione che lei stessa ha creato”, scrive il presidente provinciale.

La decisione della consigliera di abbandonare il gruppo consiliare di Fdi è vista come un atto di rottura definitiva con il partito. Galateo ricorda che “Fratelli d’Italia resta il primo partito in Italia, strutturato su più livelli organizzativi, dal circolo ai massimi rappresentanti istituzionali”, sottolineando come Nero fosse già stata ammonita “per comportamenti contrastanti non solo con statuto e regolamento, ma anche con le regole di quieto vivere di una comunità”.

Ora, la richiesta è chiara: dimissioni immediate. “Siamo fermamente convinti che, dopo la libera scelta di abbandonare il gruppo consiliare di Fdi, e quindi anche il partito come previsto dal codice etico firmato con l’adesione al movimento, siano doverose le dimissioni dal consiglio”, scrive Galateo. L’obiettivo è restituire agli elettori di Giorgia Meloni “quella rappresentatività che avevano espresso con il voto di maggio”.

Il messaggio finale è netto e senza appello: “Restare significherebbe tradire gli elettori con l’aggravante della menzogna e del sotterfugio”.

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