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Griessmair in stand-by: la nomina a sottosegretario si complica e frena anche la riforma dell’autonomia

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foto ANSA
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Battuta d’arresto per la nomina di Roland Griessmair a sottosegretario per le minoranze linguistiche. L’ex sindaco di Brunico, da tempo in pole position per l’incarico, vede sfumare – almeno per ora – il traguardo: la Commissione Affari Costituzionali del Senato, come riportato dal quotidiano Dolomiten, non affronterà oggi la discussione sulla sua nomina, lasciando sul tavolo un dossier che si complica di ora in ora.

A pesare sulla questione sarebbero le perplessità espresse dal leader di Forza Italia, Antonio Tajani, ma soprattutto le riserve della Svp, il partito di riferimento dello stesso Griessmair. Il nodo centrale? La tessera di partito. La Südtiroler Volkspartei esige infatti che, in caso di nomina, l’ex sindaco restituisca simbolicamente la sua appartenenza politica. Un gesto che non piace a tutti e che rischia di trasformarsi in un ostacolo insormontabile.

Dal canto suo, Griessmair prende tempo e non chiude la porta, ma nemmeno la apre del tutto. “Sono in ferie e ho tempo per riflettere. Non ho bisogno di un nuovo lavoro, lo farei per l’Alto Adige. È tutto da vedere”, afferma in un’intervista al Dolomiten, lasciando intendere che nulla è ancora deciso.

Il rallentamento sulla nomina ha ripercussioni anche sulla riforma dell’autonomia, che subisce un inatteso cambio di rotta. Come riporta la Tageszeitung, la prima lettura della riforma dello Statuto d’autonomia non avverrà al Senato, come inizialmente previsto, ma alla Camera dei Deputati. Una modifica procedurale che rischia di allungare sensibilmente i tempi dell’iter parlamentare, che prevede due letture in ciascuna delle due Camere.

“La prima lettura al Senato, prima della sessione sul bilancio, sarebbe stata utile. Ora rischiamo di perdere alcuni mesi”, avverte con preoccupazione la senatrice Julia Unterberger, sottolineando come ogni ritardo possa compromettere l’efficacia e i tempi di approvazione di una riforma considerata strategica per il futuro dell’Alto Adige.

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