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Gravi criticità per i disabili alle fermate delle stazioni a valle di San Genesio e del Colle

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Scendere o salire dall’autobus con la carrozzina è impossibile alle fermate delle stazioni a valle di San Genesio e del Colle.

Il lettore Claudio Grasso ci scrive riallacciandosi al nostro precedente articolo https://www.lavocedibolzano.it/oltrisarco-approvata-alluna…/  osservando:

L’accesso delle persone disabili al trasporto pubblico locale e problematico. Tema già sollevato in un articolo della stessa testata https://www.lavocedibolzano.it/autobus-guasti-a-bolzano-pe…/

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Non metto in dubbio la volontà del Comune di Bolzano che, a macchia di leopardo, sta rifacendo e riadattando alcune delle fermate del bus del trasporto pubblico in città. Certo è che ci sono dei punti nevralgici come le fermate di scambio intermodale. Cito ad esempio la fermata alla Stazione FS in loc. Ponte Adige, il capolinea presso le stazioni a valle delle funivie di San Genesio e del Colle di Bolzano. Abbiamo documentato solo quest’ultima.

Come si può vedere dalle foto in allegato, nella prima fermata non c’è un marciapiede e lo spazio concesso per la salita/discesa degli utenti è già esiguo per la presenza di un muro di cinta da un lato e il passaggio obbligato per il defluire delle auto in uscita dal parcheggio dall’altro.

Nella seconda fermata che sta dirimpetto, a 90 gradi rispetto alla prima, il marciapiede c’è ma è troppo stretto per consentire ad un eventuale utente in carrozzina di scendere dal bus. Inoltre la manovra di accostamento al marciapiede risulta ostica sia per la sua posizione che per l’altezza del marciapiede stesso e quindi il bus non riuscirebbe in ogni caso ad affiancarsi in modo utile allo stesso.

Il problema è già stato posto all’attenzione dell’amministrazione di SASA.

Mentre la stazione a Valle e a monte della funivia del Colle di Bolzano è organizzata e attrezzata per il trasporto sia di biciclette che di utenti in carrozzina, come si può vedere dalle foto, il trasporto pubblico è ancora in alto mare.

Il problema è ormai sotto gli occhi di tutti, non sarà un grosso problema da risolvere“.

 

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Bolzano, emergenza sicurezza: mettere presidi di Polizia fissi nella zona di piazza Stazione

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Sinceramente non capisco, perchè nella zona “parco stazione” non vengano messi un paio di presidi (ovvero stazioni mobili) delle Forze dell’Ordine, visti i numerosi e frequenti disordini avvenuti in passato e recentemente.

Sono frequenti gli interventi mirati interforze finalizzati al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti e al contrasto della microcriminalità in linea generale, ma i “residenti” del parco sembrano non essere scoraggiati e il giorno dopo continuano le loro attività illecite che poi sfociano in vere e proprie aggressioni, in pieno giorno e davanti ai passanti (rischiando peraltro di coinvolgerli, vedi anche lancio di bottiglie/cubetti di porfido/altro).

In sintesi, una presenza dello Stato fissa ridurrebbe i tempi di intervento, potrebbe scoraggiare eventuali azioni illecite e darebbe sicuramente anche una maggiore percezione di sicurezza per il capoluogo.

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Viviamo in un territorio dove in primis la sicurezza deve essere garantita dagli apparati di Polizia e dove sicuramente il personale non manca. Si sottolinea quello operativo (in strada), escludendo chiaramente il personale impiegato negli uffici che sembra essere addirittura a livello nazionale del 60% (inchiesta Panorama o Espresso).

E’ bene specificare che le Forze dell’Ordine, e mi riferisco a chi in strada interviene giornalmente, svolgono un lavoro eccellente, ma chiaramente non sono responsabili del fatto che (ipoteticamente) un giorno X ci sono 4 pattuglie invece che 6 o più.

Non sono responsabili se hanno decine di interventi e pochi mezzi o uomini, questo è chiaro! Parliamo ultimamente di Daspo urbano o giornalmente di “ritoccare” il nostro sistema legislativo, ma se non si incrementano gli “operativi” di conseguenza si riducono i controlli e la presenza dello Stato.

Basti pensare che sabato pomeriggio, in pieno svolgimento dell’Altstadtfest, (la faccio breve senza entrare troppo nei particolari per ovvi motivi) è stato richiesto l’intervento al 112 per un tizio palesemente sbronzo che importunava i passanti.

Sicuramente un caso, ma dopo un bel po è intervenuta la Municipale e successivamente i Carabinieri addirittura di un altro paese a qualche chilometro da Bolzano, poiché non vi erano mezzi disponibili.

Non era un caso di estrema urgenza chiaramente, ma comunque un caso da intervento degli operatori per risolvere una problematica che durava da quasi un’ora (tra ubriachezza molesta, insulti e atteggiamenti aggressivi del soggetto).

Sarebbe utile che la politica tutta, invece di continuare a scrivere “spot” su cosa fanno il sindaco o il prefetto, proponga delle idee fattibili e mirate, ammesso che fortunatamente viviamo in una regione dove rispetto ad altre realtà possiamo considerarci fortunati.

Questo non significa perche ci si debba lamentare solo politicamente, cercando unicamente dei responsabili senza proporre qualche idea per rendere ancora più sicura la città.

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“L’autista mi ha fatto pipì sul furgone”: lo sfogo di un lettore e la segnalazione a Sasa

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Mi ha pixxxxto sul furgone!“.

E’ ancora sbalordito Daniele Battaglioli, lettore bolzanino che attraverso le pagine del nostro giornale vuole raccontare un curioso, o forse sarebbe meglio definirlo singolare episodio accadutogli appena cinque giorni fa nel parcheggio della funivia del Colle.

Andando a recuperare il grosso mezzo che usa per lavoro, Daniele si è ritrovato, suo malgrado, in una imbarazzante situazione, alle prese con i bisogni impellenti di un autista molto disinvolto.

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Nonostante il soggetto in questione avesse urgenza di “liberarsi”, tanto che a leggere questa storia torna alla memoria il ritornello di quella canzoncina per bambini del 1979 cantata dal buon Pippo Franco: “non ne posso proprio più, io la faccio qui”, il comportamento di questo orinatore un poco maleducato resta assai difficile da giustificare.

Scrive Battaglini:

Sabato mattina mi trovavo nel parcheggio della funivia del Colle perché dovevo caricare dei prodotti alimentari intorno alle 10:30/11:00. Appena uscito dalla funivia, mi sono diretto verso il furgone aziendale che mi hanno assegnato e ho trovato un autista che orinava davanti al mezzo.

Convinto che lo stesse facendo nella vegetazione e visto che a 2 metri si trovano i bagni pubblici della funivia, mai e poi mai avrei immaginato che stesse orinando proprio sul mio furgone. Poco dopo si è allontanato dicendomi addirittura ‘meno male perché mi stavo pixxxxxdo sotto’.

Una volta spostato, incredulo mi sono accorto che invece aveva fatto tutti i suoi bisogni sul mezzo, come si vede in foto, ma non potevo più protestare perché ormai l’uomo era andato via.

Ho chiamato subito il servizio reclami della SASA e la signorina, anche lei incredula, ha raccolto la mia deposizione, segnalando il fatto a chi di dovere.

Ora, io non voglio né un rimborso per il lavaggio effettuato a mie spese, visto che in ditta mi hanno richiamato per il furgone sporco, né un richiamo per l’autista maleducato, ma mi piacerebbe che almeno SASA rispondesse alla mia segnalazione“.

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Autobus guasti a Bolzano, perché le rampe per disabili sono spesso rotte

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Varie ipotesi sul motivo per cui le rampe della Sasa si rompono di frequente, costringendo i disabili spesso a non poter usufruire del trasporto pubblico, sono state lanciate anche tramite social network negli ultimi giorni.

Una di queste è del lettore Claudio Grasso, che analogamente a quanto avevano già fatto alcuni esponenti di Casapound e della Lega tramite social e in consiglio comunale, ha  segnalato guasti e malfunzionamenti relativi ai mezzi pubblici cittadini.

Esiste, tra il resto, una specifica norma europea che prevede l’obbligo per le aziende di trasporto di predisporre con ogni strumento possibile l’agevole accesso ai mezzi di trasporto pubblico.

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Il problema del mancato funzionamento delle rampe disabili sugli autobus del trasporto pubblico a Bolzano sembra ultimamente più marcato. Molto spesso si vedono arrivare in fermata autobus con un foglio di carta attaccato con il nastro isolante sul finestrino del posto guida, la cui scritta recita inequivocabilmente ‘RAMPA DISABILI GUASTA‘.

Parlando con alcuni autisti, prossimi alla pensione, sono riuscito a farmi raccontare la storia di queste rampe per la salita e la discesa di persone disabili in carrozzina. Gli autobus incriminati sono quelli più vetusti che supportano un modello di rampa ad estrazione da sotto il pianale.

Inizialmente però, al momento della loro entrata in servizio, questi autobus supportavano un modello di rampa ad estrazione meccanica. Il movimento della rampa era comandato direttamente dall’operatore dal posto guida. Ancora oggi si possono vedere i pulsanti di comando sulla plancia che regolavano l’estrazione automatica della rampa disabili.

Ogni mattina l’operatore a cui veniva assegnata la vettura aveva l’obbligo di provare il funzionamento della rampa stessa prima di uscire dal deposito. C’era infatti un modulo cartaceo detto ‘foglio corsa‘ in cui bisognava relazionare, barrando una casella con una crocetta, il corretto funzionamento della stessa. Poi, forse per una serie di malfunzionamenti o altro, i motorini elettrici sono stati smontati dalle vetture e le rampe sono state modificate e riconvertite per una estrazione manuale delle stesse“.

“Io non sono un tecnico – continua Grasso – ma alla luce delle rampe manuali installate sugli autobus di recente acquisto ( quelli dal 2013 di colore giallo ) che si aprono a ribalta, conosciute come rampe ‘a libro’, mi sono fatto alcune domande.

Alla luce dei frequenti malfunzionamenti delle rampe disabili a estrazione manuale è evidente che data la loro posizione sono soggette a raccogliere tutte le impurità del suolo ( polvere, acqua, neve, terriccio ) e quindi mi pare logico che per il loro corretto funzionamento abbisognerebbero di una manutenzione perlomeno settimanale ( pulizia degli ingranaggi e loro ingrassaggio o oliatura).

Tutta questa serie di operazioni comporta sicuramente un costo non indifferente e infatti tutti i nuovi autobus non supportano più questo modello di rampa.

Mi chiedo, ma non si poteva fare una modifica del pianale e installare direttamente delle rampe ‘a libro’? Forse l’analisi costi benefici sul momento ha fatto propendere per la prima soluzione: la riconversione. Ma sul lungo termine pare proprio che non sia stata una saggia decisione.

La seconda causa di malfunzionamento delle rampe ad estrazione è il fatto che sono soggette a storcersi e quindi non essendo più allineate sono di difficile estrazione o spesso l’operatore non riesce ad estrarle o solo a metà.

Pare che qualche operatore nel tentativo di estrarre la rampa, per consentire la salita di un disabile in carrozzina, si sia infortunato perché la rampa di difficile estrazione, forse incastrata, si è invece sbloccata all’improvviso e l’operatore oltre a cadere a terra, ha subito oltre alle contusioni anche un forte trauma muscolare.

Il problema delle rampe storte è imputabile principalmente alle carrozzine motorizzate (elettriche). I vari modelli disponibili sul mercato hanno pesi e portate molto differenti. Si va dai kg 74 di peso della carrozzina con una portata utile di kg 127 https://irp-cdn.multiscreensite.com/…/files/uploaded/FOX.pdf ai modelli più evoluti dove si parla di kg 125 di peso della carrozzina con una portata utile di kg 160 https://irp-cdn.multiscreensite.com/…/fil…/uploaded/KITE.pdf.

Le rampe disabili in uso presso l’azienda di trasporto pubblico locale di Bolzano hanno una portata massima di 350 kg, peso che è indicato in calce sulla stessa. Di solito non si rompono mai. Dicono.

A Bolzano ci sono molte fermate problematiche (marciapiede troppo stretto) per la salita e la discesa di persone disabili in carrozzina. Altre impossibili per l’assenza di un marciapiede (es. P.za Domenicani). La mancanza di spazio di manovra per la ridotta misura dei marciapiedi presso le fermate degli autobus, determina delle grosse problematiche.

Nonostante il bus si fermi a circa mezzo metro dalla cordonata per guadagnare spazio, una volta estratta la rampa la carrozzina che scende sulla rampa non riesce ad avere lo spazio sufficiente sul marciapiede e quindi le ruote motrici si trovano ancora sulla rampa stessa al momento dell’inizio della manovra di curvatura.

Dato il peso della carrozzina, compreso l’utilizzatore, determina un effetto di torsione sulla rampa. Questa torsione determina il non allineamento della rampa che non riesce più a rientrare all’interno della propria sede e quindi il bus rimane bloccato in fermata. O nei migliori casi, la rampa rientra ma in modo forzato ( a scarpate ).

Negli ultimi due anni, finalmente, il Comune di Bolzano che è anche socio azionario, insieme ai Comuni di Laives e Merano, si S.A.S.A. S.p.a. ha cominciato a sistemare alcune fermate. Le più riuscite sono la nuova fermata della Linea 5 in via Duca d’Aosta direzione centro città e le due fermate in v.le Europa, direzione centro e periferia, Passaggio W. Tobagi.

Ancora, Linea 7A, 7B, 14, fermata alla rotatoria di v. Castel Weinegg. Un po’ discutibile dato che la bandierina blu di fermata è stata installata sul palo della luce al centro della rotatoria, la pensilina sta ancora nella sua posizione originale e una parte del marciapiede è stata rettificata, ma si sono dimenticati la segnaletica orizzontale che indica il punto di sosta del bus.

L’elenco delle fermate problematiche, tra le quali alcune impossibili, è talmente lungo che non comincio neanche a scriverlo.

Fermo restando le condizioni di utilizzo del trasporto pubblico http://www.sasabz.it/…/sa…/area-clienti/dirittiviaggiatore/… mi chiedo: ma se dovessimo fare un’ispezione accurata in un giorno qualsiasi su tutti i mezzi in circolazione, quanti sarebbero quelli con un malfunzionamento delle rampe disabili o con le rampe già guaste, ma circolanti ?”.

Nella prima foto vediamo una rampa a libro, non soggetta a malfunzionamenti.

Nella seconda foto vediamo una rampa ad estrazione. Che abbia il motorino elettrico o che non lo abbia, e sia quindi manuale, è soggetta a rotture continue e a costose manutenzioni.

Nella terza foto vediamo un autobus con rampa bloccata. Il disabile deve rinunciare a salire. Naturalmente si trattava di rampa ad estrazione.

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