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Alto Adige

Idroelettrico: competitività del settore e sfide del futuro in Alto Adige

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Le scelte che la politica adotterà sia in riferimento al decreto incentivi, sia sul rinnovo delle concessioni determineranno i confini concreti dello sviluppo della fonte idroelettrica e del suo effettivo contributo alla produzione di energia pulita in Italia.

Se ne è parlato oggi (11 febbraio) a Palazzo Widmann a Bolzano durante il secondo Tavolo dell’idroelettrico incentrato sul tema della “Competitività della filiera italiana dell’idroelettrico“.

Sorto su input di Assoidroelettrica, il tavolo al quale partecipa anche SEV – Federazione Energia Alto Adige, si pone quale sede di dibattito delle diverse posizioni del comparto.

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All’incontro, al quale erano presenti rappresentanti di spicco del settore, hanno partecipato per la Provincia di Bolzano il presidente Arno Kompatscher e l’assessore all’ambiente ed energia Giuliano Vettorato. Introducendo i lavori il presidente di Assoidroelettrica, Paolo Pinamonti, ha sottolineato come il settore abbia subito profondi cambiamenti negli ultimi 60 anni.

Da una situazione di monopolio l’idroelettrico si è trasformato in un settore industriale come tanti altri, con tante sfide da affrontare: dai prezzi in netto calo all’incremento dei canoni di concessione e delle compensazioni ambientali richieste, dai cambiamenti climatici con periodi di siccità fino alla riduzione degli incentivi“, così Pinamonti che ha ricordato come il comparto idroelettrico con oltre il 40% dell’energia rinnovabile nazionale giochi un ruolo di rilievo nella produzione energetica in Italia, non solo dal punto di vista quantitativo, ma anche qualitativo dal momento che è l’unica fonte rinnovabile programmabile che può dare stabilità e sicurezza alla rete di trasporto nazionale.

Quella dell’idroelettrico è una storia sofferta in Alto Adige, sia per l’impatto ambientale che politico” ha affermato il presidente della Provincia Arno Kompatscher. Con la modifica dell’art 13 dello statuto di autonomia nel 2017, la competenza primaria per quanto riguarda le concessioni per le grandi derivazioni a scopo idroelettrico è tornata in mano della Provincia.

Si tratta di una grande conquista“, ha fatto presente il presidente Kompatscher ricordando che in Alto Adige oltre 1.000 centrali idroelettriche producono circa 5128 GWh/anno e in anni molto buoni fino a circa 6000 GWh/anno, molto di più del consumo. Il 45%, pari a circa 2300 GWh/anno di energia elettrica, vengono esportati.

Stiamo elaborando una nuova legge provinciale per le nuove gare, in linea con la direttiva comunitaria, con l’intento di centrare appieno l’obiettivo: dal momento che l’acqua è un bene pubblico si dovrà trarre il maggior beneficio per i cittadini“. Il potenziale per un ulteriore sfruttamento sostenibile dei corsi d’acqua è quasi del tutto esaurito.

In futuro, come ha riferito Kompatscher, un occhio di riguardo deve essere messo sull’efficientamento delle strutture esistenti, sul risparmio energetico citando il modello di successo CasaClima, e sull’ottimizzazione da un punto di visto elettrico.

Grazie alle nuove tecnologie e all’ingegno si può superare la produzione attuale, questo vale sia per il pubblico che per i privati” ha affermato Kompatscher, aggiungendo che “la strategia della Provincia di Bolzano è a 360° e punta a far divenire l’Alto Adige una green region in tutti i settori puntando al risparmio energetico e alla mobilità sostenibile“.

Il neo assessore provinciale all’ambiente ed energia, Giuliano Vettorato, ha definito la politica locale “lungimirante” ed ha affermato l’intenzione di proseguire sulla strada intrapresa.

In Alto Adige il 70% dell’energia proviene da fonti rinnovabili, l’obiettivo strategico per il 2050 è di raggiungere una quota di oltre il 90%, dove il comparto idroelettrico ha un ruolo primario“, ha affermato Vettorato.

La produzione idroelettrica in Alto Adige, infatti, copre circa il 91 % della produzione di energia rinnovabile sul territorio. Il rimanente 4% circa deriva dal fotovoltaico e il 5 % circa da biomassa in cogenerazione.

Dopo il workshop mattutino nel pomeriggio è seguita la visita alla centrale idroelettrica di Sant’Antonio della Eisackwerk, dove è in corso il più grande cantiere idroelettrico italiano degli ultimi decenni per la costruzione di un nuovo impianto completamente in galleria.

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Merano

Nuova rastrelliera per bici in stazione a Merano

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E’ stata installata presso la stazione ferroviaria una nuova rastrelliera a due livelli per biciclette. Il portabici, che troverà sistemazione sotto la tettoia recentemente realizzata, può ospitare fino a 152 mezzi a pedali.

Il Comune di Merano completa così una nuova infrastruttura utile a promuovere la mobilità ciclabile.

La stazione è uno degli snodi viabilistici più importanti della città. Per garantire un agevole passaggio dai mezzi a pedali ai mezzi di trasporto pubblico deve essere garantito un numero sufficiente di parcheggi per le bici. Con il modello di rastrelliera a due livelli, già utilizzato con successo in tante città europee, possono essere posteggiate molte biciclette in uno spazio ristretto e protetto dalle intemperie“, ha spiegato l’assessora alla mobilità Madeleine Rohrer.

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Valle Isarco

Risanato il ponte a Campodazzo lungo la strada statale del Brennero

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Il ponte in cemento armato di 185,31 metri di Campodazzo, lungo la SS12 del Brennero, dotato di piloni che raggiungono l’altezza di 16 metri collocati nell’alveo del fiume Isarco, è stato risanato nei mesi scorsi grazie all’intervento dell’Ufficio tecnico strade.

L’opera era stata realizzata nel 1973 e prima dell’effettuazione dei lavori non garantiva il transito di tutte le categorie di mezzi. Per questo motivo si sono resi necessari dei lavori di risanamento straordinario grazie ai quali la struttura è oggi nuovamente in grado di sostenere in sicurezza il traffico veicolare di circa 10.000 veicoli al giorno.

Grazie a questo intervento ora il ponte di Campodazzo, collocato lungo una delle arterie stradali più importanti dell’asse Nord-Sud, è nuovamente in grado di garantire i necessari standard di sicurezza” afferma l’assessore provinciale alla mobilità, Daniel Alfreider. Il costo dell’intervento ammonta complessivamente ad 848.000 euro.

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I 1662 ponti stradali esistenti lungo le strade statali e provinciali altoatesine vengono controllati regolarmente dagli operatori dell’Ufficio tecnico strade della Provincia e dagli esperti del Servizio strade.

In questo modo siamo in grado di identificare tempestivamente eventuali problematiche e di porvi rimedio. Il nostro obiettivo è quello di sviluppare ulteriormente la rete viaria provinciale e di migliorarla laddove possibile, allo scopo di garantire i massimi standard di sicurezza con una particolare attenzione alla mobilità del futuro ed ai muovi veicoli ad emissioni zero” afferma l’assessore competente.

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Alto Adige

Nuove briglie sul Passirio a Moso in Passiria

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L’Ufficio sistemazione bacini montani ovest dell’Agenzia provinciale per la protezione civile sta realizzando nuove briglie si sbarramento lungo il fiume Passirio in località Monteganda/Hahnebaum nel comune di Moso in Passiria.

Si tratta di 4 nuove opere delle quali quest’estate potranno esserne realizzate tre a seconda delle condizioni atmosferiche. La quarta sarà, invece, portata a termine nell’estate 2020.

Le nuove briglie vanno così ad aggiungersi alle 60 già realizzate con altri progetti su un tratto lungo circa 1,5 chilometri. L’intervento, realizzato su progetto di Mauro Spagnolo, comporta un investimento di circa 900.000 euro.

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Come spiega la direttrice del cantiere, Lea Gasser, per le briglie è stata scelta una tipologia realizzativa particolare con un sistema che le rende più stabili rispetto alle spinte dei fenomeni franosi attivi.

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