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Il Coronavirus non ferma il Carnevale di Laives, Bianchi: “Dobbiamo aiutare le persone a vivere senza paura”

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Questo pomeriggio a Pineta di Laives si è tenuta la tradizionale festa di conclusione del Carnevale. Nonostante il brutto tempo, la decisione di non annullare la festa all’ultimo e le recenti notizie sul Coronavirus è stata un successo.

“Fino a stamattina non si sapeva ancora nulla – hanno riferito gli organizzatori -, avevamo già montato tutto, e speravamo che non l’annullassero. Invece è andata bene, sono arrivate molte persone, i bambini erano felici, tutto è andato per il meglio. Ovviamente sei avessero deciso di bloccare tutto avremmo dovuto sbaraccare, ma non è successo”.

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Le persone presenti non sembravano tanto preoccupate dell’attuale situazione Coronavirus, ed alla domanda se fossero stati d’accordo nell’eventualità avessero annullato tutto rispondono:Un po’ troppo allarmismo, i giornali e la televisione stanno facendo solo danni continuando a parlarne in questa maniera. Certo, nessuno qua sta dicendo che bisogna sottovalutare la questione, ma è tutto troppo esagerato, per non parlare degli scaffali vuoti nei supermercati. Secondo noi c’è troppa psicosi, non è la fine del mondo, manifestazioni come quella di oggi non avrebbe molto senso annullarle”.

Alla festa era presente anche il Sindaco di Laives Christian Bianchi, che sulla situazione ha detto: “Ci siamo sentiti questa mattina con gli organizzatori e abbiamo valutato la situazione sulla base delle ordinanze della Provincia e la protezione Civile, e il rischio è stato ritenuto percorribile. In questi giorni poi le persone stanno vivendo una psicosi anche esagerata, abbiamo visto tutti gli assalti ai supermercati di questi giorni, il che la dice lunga sullo stato d’animo delle persone”.

Con tutta la responsabilità che un Sindaco deve avere penso che sia anche nostro compito aiutare la gente a vivere una vita tranquilla e non condizionata dalla paura e dall’esasperazione. Provincia, Protezione Civile e Azienda Sanitaria stanno facendo tutto il necessario per assicurare il benessere dei cittadini, ma questo non vuol dire far vivere le persone chiuse in un bunker senza attività sociale all’aperto, penso che ad oggi non ci sia ancora nessun pericolo”.

Oltre alla festa, si è tenuto il Processo al Carnevale, ed è stato bruciata la statua che lo raffigurava, quest’anno simile ad un Condor.

 

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