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Il vescovo Muser al reparto Cure palliative: “Luogo di relazione e dignità”

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Il vescovo Ivo Muser ha iniziato il tempo di Avvento visitando oggi (1 dicembre) il Servizio hospice e cure palliative dell’ospedale di Bolzano.

Davanti al dolore e alla malattia, si è chiesto il vescovo, dove possiamo attingere speranza e fiducia? La sua risposta:  Nel volto dei nostri ammalati, che con la loro sofferenza ci insegnano a riscoprire i veri valori; nel volto dei medici e del personale, dove leggiamo la grandezza del servire; negli occhi dei molti volontari, che sanno ascoltare e sostenere“.

Nella messa celebrata nel Servizio hospice e cure palliative dell’ospedale di Bolzano con pazienti, familiari, personale sanitario e volontari, il vescovo Ivo Muser ha ricordato che “in una società di affanni e preoccupazioni, della superficialità e della mentalità del sempre di più, il tempo forte dell’Avvento ci chiama a fare scelte convinte per noi stessi e anche per gli altri”.

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“Proprio il reparto di cure palliative – ha aggiunto il vescovo – non è un luogo dove si può essere superficiali, autoreferenziali, distratti. È un luogo che invita all’attenzione e a confrontarci con le domande decisive della nostra vita: cosa conta? cosa rimane?“.

Monsignor Muser ha quindi espresso grande rispetto e un profondo graziea tutti coloro che si prendono cura degli ammalati qui ricoverati. Questo non è un luogo di indifferenza, ma un luogo di vicinanza, di relazione, di aiuto. È un luogo di accoglienza e di dignità. Questo luogo così prezioso ci aiuti a imparare ad essere sensibili e profondamente umani”. 

A chi chiede dove trovare speranza e fiducia nella malattia, il vescovo ha detto che “la risposta si può leggere sul volto di chi è qui presente: è sul volto dei nostri cari ammalati che con la loro sofferenza ci insegnano a riscoprire i veri valori; è sul volto dei medici e del personale di questo reparto, dove possiamo leggere la grandezza del servire, del chinarsi verso i nostri fratelli e le nostre sorelle più deboli; è negli occhi dei molti volontari che offrono il loro tempo per ascoltare, per sostenere, per mettersi al servizio di chi ha ancora molto da dare e da dire con la testimonianza della sua sofferenza”.

Il vescovo si è infine trattenuto con pazienti, familiari e personale del Servizio guidato dal primario Massimo Bernardo.

 

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