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Indennità illegittime, scure da luglio per evitare guai. Nel mirino anche il contratto dei medici

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La sentenza della Corte costituzionale ha dichiarato illegittima la normativa provinciale e regionale che ha previsto finora il pagamento delle indennità di carica integrate nello stipendio ad almeno 600 dirigenti cessati dalle loro funzioni.

E il panico ha cominciato a diffondersi alla notizia che in molti altri, anche in virtù delle recenti sentenze della Corte dei conti, potrebbero ritrovarsi a dover rispondere di danno erariale.

Sono infatti diciotto al momento gli ex della Provincia che hanno subito una condanna in primo grado con la previsione di restituzione di cifre da migliaia di euro.

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Per questo motivo la scure sulle buste paga di funzionari provinciali, comunali, di comprensori ma anche della Sanità, potrebbe calare già dal mese di luglio.

Nel mirino anche l’ultimo contratto dei medici, all’interno del quale è inserita la gabola che permette l’incorporamento graduale dell’indennità di funzione al salario mensile sotto forma di assegno personale.

Nel frattempo la Provincia alza gli “scudi di bronzo” e non demorde: il Landeshauptmann Kompatscher insiste (inspiegabilmente) per la realizzazione di una norma ad hoc che trasformi l’illecito portato avanti dal 1992 in situazione regolare.

Le indennità integrate ai fini pensionistici anche dopo la chiusura degli incarichi di regolare non hanno però un bel nulla e riguardano una questione che non si può risolvere portando il problema da un piano giuridico a uno meramente politico.

Le disposizioni previste dalla normativa provinciale sul pubblico impiego sono, e restano, incostituzionali.

Ricordiamo come la legittimità costituzionale dell’indennità dei funzionari della Provincia di Bolzano fosse stata sollevata dalle sezioni riunite della Corte dei conti per la Regione Trentino Alto Adige anche lo scorso anno.

E come già comunque avvenuto negli anni precedenti, la Corte dei conti aveva nuovamente contestato l’indennità dei dirigenti altoatesini, come anche quella dei funzionari regionali.

La procuratrice Daniela Morgante aveva dichiarato il modello altoatesino inadeguato, perché rappresenterebbe una sorta di automatismo, come anche la recente interpretazione autentica della Provincia.

Di diverso avviso il governatore Arno Kompatscher che ha invece negato qualsiasi forma di tale automatismo, perché il ruolo di coordinamento e responsabilità viene regolamentato tramite contratto collettivo.

Kompatscher aveva inoltre sottolineato che la recente riforma è stata concordata con il governo Gentiloni, che appunto (e come sempre succede nel caso di decisioni autonormate da parte della Provincia di Bolzano) non l’ha impugnata.

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