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Alto Adige

L’economia tiene nonostante le crisi: crescita 2026 allo 0,9%, ma rimane l’incertezza globale

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Le tensioni internazionali e il rincaro dell’energia non hanno affondato la solidità dell’economia altoatesina. Quanto meno leggendo i dati rilevati e diffusi dal Barometro primaverile dell’Istituto promozione lavoratori (Ipl), secondo cui la previsione di crescita per questo 2026 è dello 0,9%.

Stando alla spiegazione dell’Ipl, questo quadro dell’economia è sostenuto anche dalla tenuta del commercio internazionale, che continua ad espandersi malgrado le politiche sui dazi degli Stati Uniti.

Le imprese sarebbero infatti riuscite ad andare oltre gli ostacoli, sfruttando differenze nelle tariffe doganali e adottando strategie alternative. Rimane però alta l’incertezza legata agli scenari geopolitici.

Però, l’invito del direttore dell’Ipl, Stefan Perini guarda alla cautela, sottolineando come i dati non tengano ancora conto degli effetti della guerra in Iran, che unita all’aumento dei prezzi di petrolio e gas e alle continue criticità nell’attraversare lo Stretto di Hormuz, potrebbe incidere non poco sull’economia globale.

Ponendo l’attenzione entro i confini di casa propria, si apprende che i lavoratori altoatesini mantengono un atteggiamento prudente, con il 49% che prevede una situazione stabile.

Al contempo è in crescita il timore di perdere il lavoro, con un indice che raggiunge un livello record. Rimangono inoltre diffuse le difficoltà economiche tra le famiglie e prospettive di risparmio limitate.

A fronte di tutto e come si diceva all’inizio, l’economia locale mostra una certa capacità di tenuta. La sottolineatura del presidente dell’Ipl, Stefano Mellarini, racconta che a preoccupare sono però i segnali di debolezza nel manifatturiero e nell’edilizia, dove il clima di fiducia continua a peggiorare.

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