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L’opinione: “Codice di condotta? Atto politico di superiorità. Svp firmi un contratto per la pari dignità dei gruppi linguistici”

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La SVP, come è noto, pone delle precondizioni alla Lega per poter formare la nuova Giunta provinciale e subordina il buon esito della trattativa alla sottoscrizione di un testo, da parte dei quattro consiglieri eletti in quota Lega, nel quale vengono affermati 3 principi guida cui la prossima Giunta dovrà ispirarsi nell’azione di governo della provincia. Essi sono:

1) ripudio di ogni forma di discriminazione per ragioni di carattere culturale, religioso, linguistico, etnico, sessuale e/o sociale;

2) mantenimento e rafforzamento dell’autonomia e tutela della minoranza linguistica tedesca e ladina;

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3) riconoscimento del valore dell’Unione Europea e della moneta unica.

A ben vedere, si tratta di atto giuridicamente inconsistente e dal valore squisitamente politico/simbolico.

L’art. 48/Bis dello Statuto d’Autonomia dispone, infatti, che “I membri del Consiglio provinciale… prima di essere ammessi all’esercizio delle loro funzioni, prestano giuramento di essere fedeli alla Costituzione”.

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Anche i 4 consiglieri leghisti hanno quindi giurato sulla Costituzione, impegnandosi a rispettarne il contenuto, sia nell’esercizio delle loro funzioni di consiglieri provinciali, sia nel caso in cui taluno di essi venisse eletto membro della prossima Giunta provinciale.

Avendo prestato il giuramento, i 4 consiglieri si sono impegnati solennemente a:

1) evitare qualsiasi discriminazione, assicurando a tutti i cittadini “pari dignità sociale” ed uguaglianza di fronte “alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” (Art. 3, comma 1 Costituzione);

2) riconoscere e promuovere l’autonomia locale della Provincia, anche secondo le “condizioni particolari di autonomia” previste dallo statuto speciale adottato con legge costituzionale (art. 5, 116 e 117 Costituzione) e tutelare le minoranze linguistiche (art. 6 Cost.);

3) promuovere e favorire l’Unione Europea e le organizzazioni internazionali volte ad assicurare “la pace e la giustizia fra le Nazioni”, accettando vincoli, obblighi e limitazioni di sovranità derivanti dalla partecipazione alle suddette organizzazioni sovranazionali (art. 11, 117 e 120 Costituzione).

Non vi è quindi alcuna ragione di fondo per richiedere un impegno supplementare, oltre a quello già assunto dai consiglieri con il giuramento sulla Costituzione.

Resta il valore simbolico del documento. Ma il significato simbolico, a mio parere, è inaccettabile denotando soltanto una autoproclamata superiorità morale e politica del partito di raccolta sudtirolese sul futuro partner di governo.

Ma un’analisi va fatta e dunque resta la domanda: perché la SVP richiede alla Lega la sottoscrizione di un documento del tutto inutile e dal sapore simbolico di mera prevaricazione?

Perché di questo si tratta e di nient’altro: chiedere un ulteriore impegno al rispetto di valori costituzionali, rispetto ai quali i 4 consiglieri si sono già espressi con il solenne giuramento, è semplice atto politico di superiorità, quasi di umiliazione e di pubblica gogna.

Ed allora, proprio per la natura della richiesta, è facile intuire quale sia il reale intento della SVP cioè nient’altro che imporre alla controparte sgradita una prestazione impossibile, sapendo che verrà rifiutata, come di fatto è avvenuto,  per poi accasarsi con gli esclusi alla prima tornata (Verdi e Pd), scaricando pubblicamente e mediaticamente su Bessone & Co. tutta la responsabilità del fallimento del primo tentativo di comporre la Giunta.

E allora, se questo dovesse avvenire, e proprio perché in Alto Adige i simboli sono importanti, mi piacerebbe che il futuro partner prescelto dalla SVP, subordinasse, a propria volta, la propria adesione ad un progetto comune di governo alla sottoscrizione da parte di quest’ultima di un documento: un atto solenne nel quale sia sancito l’impegno, per l’avvenire, a trattare TUTTI i gruppi linguistici con pari dignità, secondo principi di uguaglianza e di imparzialità, valorizzando il capoluogo rispetto alla periferia ed assicurando l’accesso alla pubblica amministrazione e ad ogni incarico di direzione pubblica secondo criteri di merito, a prescindere dall’appartenenza a questo o a quel gruppo linguistico. Dite che si potrebbe formare una Giunta su questi presupposti?“.

Avv. Luca Crisafulli

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