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Merano

Monopattino rubato recuperato in poche ore: decisivo il GPS, denunciato 31enne

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Un intervento che coniuga prontezza operativa e competenze tecnologiche ha permesso ai Carabinieri della Stazione di Luson e Chiusa di recuperare, nei giorni scorsi, un monopattino elettrico rubato poche ore prima a Merano. L’operazione si è conclusa con la denuncia di un cittadino straniero 31enne, già conosciuto alle Forze dell’Ordine per numerosi precedenti specifici.

L’attività è scattata intorno alle 19:10 in via Roncato, a Bressanone, nell’ambito dei consueti servizi coordinati di controllo del territorio. I militari hanno intercettato un cittadino straniero, senza fissa dimora, ma stanziale in città, mentre era in possesso di un monopattino elettrico di ultima generazione.

A differenza dei veicoli tradizionali, i monopattini non sono dotati di targa o sistemi di identificazione univoci immediatamente visibili.

Comunque, i militari sono stati in grado d’interfacciarsi con i moderni sistemi di sicurezza digitale, attivando la procedura di localizzazione GPS integrata nel mezzo. L’attivazione da remoto delle misure di sicurezza ha permesso di confermare in tempo reale che il dispositivo era esattamente quello asportato in mattinata a Merano.

Una volta accertata la provenienza furtiva, il mezzo è stato posto sotto sequestro e immediatamente restituito al legittimo proprietario, che aveva sporto denuncia alla Stazione Carabinieri di Merano solo poche ore prima. Il giovane è stato invece accompagnato in caserma e deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per ricettazione.

“Questo intervento dimostra come il ‘pronto soccorso della sicurezza urbana’ non possa più prescindere da una solida competenza tecnologica. Oggi, chi pattuglia le nostre strade deve saper padroneggiare strumenti digitali tanto quanto quelli operativi tradizionali” dichiara il Comandante della Compagnia Carabinieri di Bressanone.

“Identificare un monopattino elettrico, mezzo privo di targa o telaio visibile, richiede intuito e capacità tecnica – rammenta –. I nostri militari sono stati capaci di sfruttare a vantaggio della legge i sistemi GPS e le misure di sicurezza remota, trasformando un dispositivo tecnologico in un elemento di prova schiacciante.”

“Restituire il maltolto in meno di dodici ore è il segno tangibile di un’Arma moderna – conclude –, capace di rispondere con celerità alle nuove sfide della criminalità predatoria e di garantire una tutela reale alla proprietà privata dei cittadini.”

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