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Bolzano

Nigeriana massacrata, resta in carcere l’ex compagno: “Mi hanno fatto un rito woodoo”

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La credenza nelle maledizioni e i problemi psichiatrici sarebbero all’origine dell’aggressione avvenuta lo scorso martedì alla stazione di Bronzolo ai danni di una donna nigeriana ora ricoverata in condizioni gravissime e in prognosi riservata all’ospedale di Bolzano.

Questa mattina l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Emilio Schoensberg per l’ex fidanzato della 28enne, autore del brutale pestaggio.

Si tratta di un 25enne richiedente asilo a Cremona e residente a Verona, anch’egli nigeriano, che per ora si è avvalso della facoltà di non rispondere.

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L’uomo, in Italia da due anni, capisce la nostra lingua ma si esprime in inglese: oggi ha chiesto delle condizioni di salute della ex compagna e della figlia di due anni.

La vittima, residente a Bronzolo, la mattina del primo ottobre si trovava in stazione per prendere il treno che l’avrebbe portata a Bolzano per seguire un corso di italiano.

Secondo il suo avvocato Thomas Schnitzer, all’origine dell’aggressione ci sarebbero proprio i problemi psichiatrici dell’uomo e la credenza di essere vittima di una maledizione derivata da un particolare rito woodoo.

Un rito magico-esoterico denominato “JuJu“, che fa parte di una tradizione dell’Africa occidentale e comprende una serie di rituali che richiamano entità sovrannaturali partendo da aure, spiriti e fantasmi, per arrivare alla credenza che gli oggetti possano avere proprietà magiche.

Juju è inoltre il termine che viene usato per indicare la religione delle persone di etnia Yoruba. Le pratiche al suo interno sono spesso utilizzate dalla mafia nigeriana nell’ambito della tratta di esseri umani e per ridurre in schiavitù le donne deportate e costrette a prostituirsi.

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