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Alto Adige

Resta chiusa fino a fine agosto la strada per passo Lavazè

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Continuano lungo la strada per passo Lavazè (SS 620) i lavori per ripulire le pareti rocciose in seguito alle cadute di alberi e agli smottamenti dovuti al maltempo del weekend scorso.

Due imprese incaricate dal Servizio strade provinciale procedono all’installazione di reti paramassi su un’area di 1.000 metri quadrati. Anche i proprietari dei boschi sono al lavoro per rimuovere gli alberi caduti.

“La strada dovrà restare chiusa – spiega il direttore del Servizio Strade Philipp Sicher – fino a quando saranno messe in sicurezza le zone pericolose lungo i pendii e ricostruite le barriere  e i muri di contenimento”.

Dopo il sopralluogo effettuato ieri (9 luglio) gli uomini del Servizio strade e i geologi hanno concordato sulla necessità di prolungare la chiusura fino alla fine di agosto. Per il traffico è prevista una deviazione sulla strada provinciale per Obereggen (Sp 76).

Bressanone

Fuga di gas in condominio a Bressanone: evacuate 30 persone

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Paura questa mattina tra le 8 e le 9 a Bressanone a causa di una pericolosa fuga di gas causata dalla perdita di un serbatoio Gpl in un condominio di via Etzel.

Sul posto, oltre alla polizia, i vigili del fuoco di Bressanone e Millan che hanno fatto evacuare in tutto una trentina di persone. Di queste, alcune sono state portate al pronto soccorso cittadino per una lieve intossicazione.

La strada interessata dalla fuga è stata chiusa in via precauzionale per almeno un paio di ore per permettere la messa in sicurezza della struttura.

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Alto Adige

Selva e Santa Cristina a inizio ‘900: al via mostra fotografica

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Com’era la vita in Val Gardena a inizio ‘900?

Lo spiega una mostra fotografica organizzata dal Museum ladin Ciastel de Tor in collaborazione con il Centro culturale Tublà da Nives di Selva ed il Museo Palais Mamming di Merano.

La mostra sarà inaugurata sabato 26 ottobre, alle ore 17, al Centro culturale Tublà da Nives.

Esposti paesaggi, foto di costumi tipici e ritratti, per i quali gli organizzatori lanciano un appello: chi è in grado di dare un nome alle persone raffigurate?

 

 

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Merano

Sicurezza a Merano: più agenti della Polizia municipale e di Stato. Altre 17 telecamere in città

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Sul tema della sicurezza pubblica a Merano il Sindaco Paul Rösch ha preso posizione: “La Giunta comunale – ha spiegato il primo cittadino – ha aumentato sia l‘organico della Polizia municipale sia il numero delle videocamere per la sorveglianza. Auspichiamo un maggior sostegno da parte della Polizia di Stato“.

Tutti i casi di aggressione verificatesi negli ultimi giorni sono stati risolti nell‘arco di poche ore, in parte il giorno stesso in cui è avvenuto il fatto. I responsabili sono stati identificati, uno di loro si trova in custodia cautelare“, ha ribadito Rösch.

Il governo cittadino ha di recente aumentato a 42 il numero degli agenti della Polizia locale e aumentato la presenza nei rioni cittadini.

Anche la videosorveglianza di strade e piazze è già estesa: ci sono 123 videocamere, controllate dalla Polizia locale, altre 17 verranno installate prossimamente. 39 videocamere servono a monitorare il traffico, le rimanenti per ‘osservare‘ il territorio comunale.

Se i responsabili delle aggressioni sono stati identificati così in fretta lo dobbiamo anche alle videocamere. Chi adesso reclama più vidoecamere non si è reso ben conto di come le forze dell‘ordine stiano già operando“, ha fatto notare Rösch.

Rösch ha ribadito anche la necessità di una maggiore presenza sul territorio comunale meranese da parte della Polizia di Stato.

Che l‘organico delle forze dell‘ordine venga progressivamente ridotto dallo Stato e che competenze in materia di sicurezza, e la copertura dei relativi costi, vengano delegate sempre di più al Comune e alla Polizia locale è una realtà inaccettabile. Questo è ciò che è accaduto negli ultimi anni“, ha affermato Rösch, che domani incontrerà il Prefetto Vito Cusumano a Bolzano.

La videosorveglianza e la repressione sono però soltanto un lato della medaglia.

Altrettanto importante è il lavoro con i giovani e le iniziative per la prevenzione della violenza“, ha fatto notare il sindaco. Il Comune di Merano stanzia ogni anno più di 330.000 euro per sostenere le associazioni giovanili.

Dobbiamo reintegrare nella nostra comunità i giovani che vivono ai margini e sulla soglia della criminalità e offrire loro una prospettiva. Dobbiamo promuovere una cultura che rifiuti la violenza fisica e verbale. Il notro obiettivo ultimo non può certo essere quello di punire le persone. Vogliamo una società nella quale la violenza venga esclusa a priori come possibile soluzione di conflitti – e non soltanto perché la Polizia controlla costantemente e minuziosamente ogni singolo cittadino e ogni singola cittadina“, ha concluso Rösch.

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