Connect with us

Società

Rete contro le discriminazioni RE.A.DY, la Provincia aderisce

Pubblicato

-

Anche la Provincia di Bolzano aderisce alla rete nazionale anti discriminazioni RE.A.DY. In Alto Adige ne fanno già parte i Comuni di Bolzano, Merano ed Appiano.

È stata recentemente approvata da parte della Giunta provinciale, su proposta del presidente, Arno Kompatscher, l’adesione alla Rete nazionale delle pubbliche amministrazioni anti discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere (RE.A.DY).

La rete è nata nel 2006 a Roma e Torino ed in questi ultimi anni diverse amministrazioni locali e regionali hanno avviato politiche per favorire l’inclusione sociale delle persone omosessuali, transessuali e transgender (lgbt) sviluppando azioni positive e promuovendo atti e provvedimenti amministrativi che tutelano dalle discriminazioni.

Pubblicità
Pubblicità

Queste persone, di fatto, ancora oggi non godono di pieni diritti e spesso vivono in situazioni di discriminazione nei diversi ambiti della vita famigliare, sociale e lavorativa a causa del perdurare di una cultura condizionata dai pregiudizi.

Secondo il presidente Arno Kompatscher, “l’adesione a RE.A.DY rappresenta un passo importante per sensibilizzare la popolazione nei confronti delle tematiche dell’inclusione sociale e dei diritti di queste persone”.

L’adesione alla rete nazionale anti-discriminazioni ha lo scopo di individuare, mettere a confronto e diffondere politiche di inclusione sociale, per le persone lgbt realizzate dalle pubbliche amministrazioni a livello locale; contribuire alla diffusione di buone prassi su tutto il territorio nazionale mettendo in rete le pubbliche amministrazioni impegnate nella promozione dei diritti delle persone lgbt; supportare le pubbliche amministrazioni nella realizzazione di attività rivolte alla promozione ed al rinascimento dei diritti di queste persone.

Hanno già aderito alla rete RE.A.DY numerosi Comuni a livello nazionale, per quanto riguarda l’Alto Adige ne fanno parte Bolzano, Meranoed Appiano.

Società

Alpini: commemorato a Brunico il 77° anniversario della battaglia di Nikolajewka

Pubblicato

-

Il 26 gennaio 1943, a Nikolajewka, gli Alpini della Divisione Tridentina scrissero l’ultimo capitolo di una delle storie militari più conosciute dell’Esercito Italiano, l’eroico ripiegamento dal fronte russo durante la 2^ Guerra Mondiale.

Un’ultima battaglia per uscire dopo giorni di estenuanti combattimenti dalla sacca dentro cui erano stati chiusi i soldati dell’Asse in ritirata, che vide gli Alpini del 6° reggimento – giunti  per primi  alle porte del paese ucraino – compiere un ennesimo determinante sforzo per consentire il ritorno a casa dei superstiti dell’Armata Militare Italiana in Russia e degli eserciti alleati.

Il loro sacrificio – e quello più in generale di tutti i Caduti – è stato ricordato nella caserma “Lugramani” di Brunico, sede del Comando del 6° reggimento Alpini, con una breve cerimonia commemorativa alla presenza del generale Ignazio Gamba, Vice Comandante delle Truppe Alpine per il territorio, delle Autorità civili locali, dei rappresentanti delle altre Forze Armate e dei Corpi militari dello Stato insistenti sul territorio e delle tante Associazioni combattentistiche e d’Arma da sempre vicine al reggimento.

Pubblicità
Pubblicità

Per quei fatti d’arme alla Bandiera di Guerra del 6° reggimento Alpini fu conferita una Medaglia d’Oro al Valor Militare con la seguente motivazione:

In sette mesi di durissima campagna sul fronte russo si dimostrava granitica e potente unità di guerra, saldissimo fascio di indomite energie, di ferrea volontà e di leggendario ardimento.

Durante la difficilissima manovra di ripiegamento dal fronte del Don sempre vittoriosamente tenuto, i suoi battaglioni Vestone, Verona, Val Chiese, malgrado le eccezionali avverse condizioni di clima e di elementi, la mancanza assoluta di ogni rifornimento, davano continue fulgidissime prove delle loro fiere qualità guerriere.

Operando con rara abilità in territorio insidiosissimo, pur spossati dalle più aspre fatiche e privazioni, superando ogni umana possibilità di resistenza fisica e morale, a Posto jalyj, e Scheljakino, a Maiakeiewa, a Arnautowo, a Nikolajewka ed in altri numerosi durissimi combattimenti stroncavano sempre nuove e soverchianti forze nemiche appoggiate da potenti mezzi corazzati, e con furore leonino rompevano il cerchio di ferro e di fuoco in cui l’avversario, rabbiosamente deciso ad annientarli, si illudeva di averli ormai chiusi.

Col loro intrepido valore e con la loro travolgente irruenza, in nobile gara di abnegazione, di arditezza e di irresistibile slancio coi battaglioni del reggimento gemello, travolgevano le agguerrite e impetuose truppe nemiche, ne contenevano e ne arginavano la irruente avanzata, creando la indispensabile premessa alla ripresa ed aprivano la via della salvezza a numerose unità italiane ed alleate.

Primi nell’offerta, nella sofferenza e nel sacrificio, i tre ferrei battaglioni, sempre fedeli alla loro antica tradizione, hanno superato con più che leggendario valore il loro eroico vittorioso passato di guerra”.

Significativa anche la presenza all’evento del signor Dante Pocchiesa, classe 1920, reduce della Campagna di Russia che da diversi decenni vive nella cittadina pusterese.

 

Continua a leggere

Società

San Francesco di Sales: venerdì 24 il vescovo incontra gli operatori della comunicazione

Pubblicato

-

È in programma venerdì 24 gennaio, alle 10 nel Centro pastorale a Bolzano, il tradizionale appuntamento del vescovo Ivo Muser con gli operatori della comunicazione nella ricorrenza del loro patrono Francesco di Sales.

Al centro dell‘incontro il patrimonio della memoria, secondo il tema scelto dal Papa per la Giornata delle comunicazioni sociali 2020.

“Perché tu possa raccontare e fissare nella memoria. La vita si fa storia“: con la scelta di questo tema per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali 2020, papa Francesco vuole sottolineare quanto sia prezioso nella comunicazione questopatrimonio.

Pubblicità
Pubblicità

Il tradizionale incontro del vescovo con i giornalisti in programma nella ricorrenza del loro patrono san Francesco di Sales, prende quindi spunto dal tema del messaggio del Pontefice per proporre – dopo la celebrazione della Parola – un colloquio sul rapporto tra giornalismo, storia e memoria in Alto Adige.

Su questo aspetto del travagliato percorso della nostra terra, stimolati dalle domande del caporedattore dell’ANSA Trentino-Alto Adige Stefan Wallisch, riflettono assieme al vescovo i direttori dei due quotidiani locali che dal secondo dopoguerra hanno raccontato la convivenza dei tre gruppi linguistici: Alberto Faustini per l‘Alto Adige e Toni Ebner per il Dolomiten. 

Continua a leggere

Società

Cordoglio del vescovo Muser per la scomparsa di Otto Saurer

Pubblicato

-

Il vescovo Ivo Muser esprime ai familiari il suo cordoglio per la scomparsa dell’ex assessore provinciale Otto Saurer, “un uomo che per decenni si è impegnato per la giustizia sociale e per una società che mettesse il noi davanti all’io“, sottolinea il vescovo. 

Per decenni Otto Saurer è stato tra i protagonisti politici nei settori del sociale, della sanità e della scuola in Alto Adige.

Conclusa la carriera politica, è stato tra l’altro presidente de “La Strada – Der Weg“, associazione ecclesiale di cui faceva ancora parte. 

Pubblicità
Pubblicità

Il vescovo Muser ricorda Saurer come una persona attenta alle esigenze della comunità, specialmente a quanti erano in difficoltà, come testimonia il suo impegno ne „La Strada – Der Weg“: l’azione sociale e politica di Otto Saurer, sottolinea monsignor Muser, “è stata sempre contraddistinta da grande rispetto verso la persona e dall’attenzione verso il bene comune, verso il noi da anteporre all’io, verso il sostegno concreto a coloro che avevano bisogno di aiuto, verso una società capace di offrire uguali opportunità a tutti“.

Continua a leggere

NEWSLETTER

Archivi

Categorie

di tendenza