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Italia ed estero

Rieti, esplosione in un distributore sulla Salaria: muore un vigile del fuoco

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Foto roma.corriere.it

E’ di due morti e 18 feriti il bilancio della violentissima esplosione avvenuta oggi (5 dicembre) in una stazione di servizio sulla via Salaria a Rieti.

Le fiamme sono partite da un’autocisterna che scaricava gpl. Una seconda deflagrazione è avvenuta mentre i soccorritori erano all’opera.

La tragedia si è verificata al chilometro 39, poco distante da Passo Corese.

Il pompiere, Stefano Colasanti di 52 anni, non era nella squadra di soccorsi giunta sul posto ma si è fermato in una via ad una decina di metri dalla pompa di benzina per prestare soccorso, quando è stato investito dalle fiamme.

La seconda vittima, invece, si trovava nei pressi del distributore e incuriosito si era fermato con la sua auto a pochi metri dalla pompa.

L’esplosione è stata talmente violenta che l’autocisterna insieme ad un mezzo dei vigili del fuoco sono stati sbalzati per una decina di metri finendo in una strada adiacente al distributore.

Un particolare inquietante: il giorno prima,  in occasione dei festeggiamenti di Santa Barbara presso la caserma di Rieti, il vigile del fuoco deceduto aveva preso parte alle esercitazioni simulando il decesso proprio per una deflagrazione di una cisterna Gpl.

I vigili del fuoco altoatesini hanno espresso vicinanza alla famiglia del collega che ha perso la vita nel tragico incidente.

Ci uniamo al dolore di tutti i coinvolti nell’esplosione autocisterna a Rieti sulla Salaria, vicini ai familiari delle vittime, ai feriti e al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco“, si legge sulla pagina Facebook Landesfeuervehrverband dell’Alto Adige.

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Salta il cesareo per mancanza di anestesisti, scopre in ospedale che il bimbo è morto

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Arriva all’ospedale con in grembo il figlio che scopre essere morto dopo gli esami specialistici.

Il dramma si è verificato all’ospedale di Vibo Valentia, dove una 32enne di Cessaniti è arrivata nella mattina al reparto di ginecologia in fase terminale della gravidanza.

Lo scorso 26 settembre nello stesso ospedale, si era sottoposta ad una visita che confermava le buone condizioni di salute del figlio.

Le era stato detto che a giorni sarebbe stata chiamata per il cesareo, ma dell’intervento nessuna notizia fino a ieri, quando la donna si è presentata al nosocomio per chiedere spiegazioni sul ritardo.

Alla gestante e al marito che la accompagnava sarebbe stato detto che non era possibile partorire per l’assenza di anestesisti: era stata quindi invitata a ritornare l’indomani (oggi ndr).

Una volta sottoposta al tracciato, è emerso che il bimbo era morto. La donna ha partorito con un cesareo nel pomeriggio il corpo senza vita del feto.

In seguito all’accaduto, il ministro della Salute Roberto Speranza ha immediatamente predisposto l’invio di un’ispezione nell’ospedale.

E’ stata inoltre aperta un’inchiesta interna per appurare aventuali responsabilità.

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Halle, bomba in un cimitero ebraico e sparatoria davanti alla sinagoga: almeno due morti

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E’ di almeno due vittime il bilancio di un attacco armato avvenuto questo pomeriggio davanti a una sinagoga a Halle, nell’est della Germania.

Una persona è stata fermata, ma ci potrebbe essere più di un attentatore dietro alla sparatoria.

Secondo alcuni testimoni l’uomo armato, che indossava abiti militari e un elmetto, avrebbe sparato con una pistola automatica o forse un mitra anche contro un negozio di kebab turco.

Il movente potrebbe ricondursi alla festività ebraica dello Yom Kippur. Colpito da una bomba anche il cimitero ebraico della città tedesca, capoluogo della Sassonia.

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Da Barcellona con un chilo di hashish: bolzanino arrestato a Torino

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E’ stato scoperto al terminal degli autobus di corso Vittorio Emanuele a Torino e arrestato: si tratta di un 30enne della provincia di Bolzano trovato in possesso di circa un chilo di hashish.

A smascherarlo il pastore belga Jane della squadra cinofila delle Fiamme Gialle: la droga era nascosta nel doppio fondo di uno zaino che l’altoatesino stava ritirando dalla stiva di un autobus proveniente da Barcellona.

L’uomo, diretto a Venezia, teneva lo stupefacente racchiuso in una decina di involucri di cellophane. Assieme all’altoatesino i militari hanno fermato anche un friulano che nascondeva alcuni ovuli negli slip.

 

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