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Bolzano

Ritrovata in Calabria una Seat Ibiza rubata a Bolzano: indagini sui legami con altri reati

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Un caso sorprendente di criminalità interregionale emerge dal ritrovamento di un’auto rubata in Alto Adige, rinvenuta a Stefanaconi, in Calabria, a distanza di un anno e mezzo dal furto. La scoperta risale alla sera del 7 gennaio 2025, quando i Carabinieri della Stazione di Sant’Onofrio, in provincia di Vibo Valentia, hanno individuato una Seat Ibiza rubata il 29 luglio 2023 a Bolzano. L’auto, di proprietà di un residente di Sarentino (BZ), era stata ritrovata con targhe tedesche, anch’esse rubate a Bolzano l’11 agosto 2023 da un’altra vettura.

Il veicolo, apparentemente in buone condizioni, è stato immediatamente sequestrato per consentire approfonditi rilievi tecnici da parte delle autorità. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire il percorso dell’auto e delle targhe rubate, nel tentativo di individuare chi le abbia utilizzate in Calabria e, possibilmente, di collegare il caso ad altri crimini. Non si esclude, infatti, che gli autori dei furti possano essere coinvolti in reati più gravi commessi in Alto Adige nell’estate del 2023 o altrove in Italia nei mesi successivi.

Le indagini sono condotte in collaborazione tra i Carabinieri di Sant’Onofrio e quelli di Bolzano. L’obiettivo è non solo identificare i responsabili, ma anche comprendere se l’auto o le targhe siano state utilizzate per attività illecite, come trasporti illegali o altre operazioni criminali.

Una volta completate le verifiche tecniche, l’autovettura e le targhe saranno restituite ai rispettivi proprietari. Il proprietario della Seat Ibiza, che aveva già acquistato un nuovo veicolo dopo il furto, ha espresso gratitudine ai Carabinieri per il ritrovamento. Si sta ora organizzando per recarsi in Calabria e tornare fisicamente in possesso della sua auto, un viaggio che testimonia l’importanza del lavoro investigativo svolto dalle forze dell’ordine.

Questo episodio, che collega due regioni distanti come il Trentino-Alto Adige e la Calabria, evidenzia ancora una volta la complessità delle reti criminali che operano su scala nazionale e l’importanza della cooperazione tra forze dell’ordine di diverse aree geografiche.

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