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Bolzano

Ritrovata sul lungo Isarco la Polo rubata: il mezzo incidentato e poi abbandonato

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E’ stata ritrovata la Volkswagen Polo scomparsa da via Milano la notte del 23 dicembre.

In seguito alla segnalazione del nostro quotidiano (con il contributo dell’Associazione Sicurezza&Legalità Alto Adige) il mezzo è stato recuperato questa sera (25 dicembre).

La Polo grigio metallizzato, visibilmente danneggiata, era stata abbandonata (presumibilmente dopo ore di scorribande da parte dei ladri  e con probabile incidente) su via lungo Isarco destro a Bolzano.

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Il ritrovamento è stato possibile grazie alla segnalazione di un passante che già da questa mattina (25 dicembre) aveva notato il veicolo parcheggiato malamente e in stato di abbandono sul lato destro della carreggiata.

Allertato in serata dall’articolo pubblicato, l’uomo ha pensato di avvisare immediatamente la proprietaria del mezzo.

Non sicuro se si trattasse proprio della Volkswagen rubata, ha suggerito a Verena Totis di recarsi sul posto per una verifica.

Un bilancio amaro per la 24enne studentessa bolzanina che in compagnia degli agenti della Questura di Bolzano ha potuto accertare la presenza della macchina nel luogo indicato dal segnalatore con danni che ammontano però a diverse centinaia di euro.

Ruota e cerchione anteriore divelti, parabrezza danneggiato, parte posteriore del mezzo forata per tutta la sua lunghezza.

Sono contenta di avere ritrovato la macchina – ha detto Verena al telefono – . Sono certamente delusa dallo stato in cui è ridotta e amareggiata per le mie cose: libri, vestiti e i miei oggetti personali sono stati ritrovati dagli agenti buttati in un bidone poco distante dal luogo del ritrovamento. Ringrazio comunque tutti coloro che, anche sul social, si sono impegnati per cercare di darmi un aiuto“.

 

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Bolzano

Bookstart: libri per bambini in regalo a 6.000 famiglie in Alto Adige

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Foto: Agenzia per la famiglia/Ingrid Heiss

I bambini amano accoccolarsi sulle ginocchia dei genitori, chiacchierare con loro e stare ad ascoltarli mentre leggono storie.

La lettura ad alta voce favorisce la crescita del bambino, lo sviluppo linguistico, la capacità di concentrazione e l’apprendimento futuro della lettura.

L’iniziativa Bookstart – I bebè amano i libri, può quindi contribuire a far nascere nei bambini l’amore per i libri ed allo stesso tempo motivare i genitori alla lettura ad alta voce. I genitori interessati che aderiscono all’iniziativa ricevono in dono due pacchetti di libri.

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Avviata nel 2007, l’iniziativa Bookstart, gestita dall’Agenzia per la famiglia in collaborazione con i Dipartimenti cultura italiana e tedesca, ha raggiunto ben 6000 famiglie altoatesine che attualmente ricevono in dono i libri.

Bookstart è un’iniziativa simpatica che in maniera ludica veicola una serie di importanti valori e mira a risvegliare la curiosità dei più piccini nei confronti del mondo dei libri e dell’apprendimento. La sua importanza ci viene confermata non solo da studi scientifici, ma anche dal sostegno espresso dai genitori nel corso di questi anni“, afferma l’assessora designata, Waltraud Deeg.

Tutti i genitori di un neonato riceveranno gratuitamente un pacchetto baby contenente uno zainetto per bambini, un telo da bagno con cappuccio e la brochure informativa “Ben arrivato bebè – Informazioni e consigli per neogenitori“.

Chi registra la nascita del proprio figlio o della propria figlia presso l’anagrafe del Comune di residenza, o si presenta in Comune dopo la nascita del bebè (dopo registrazione in ospedale, adozione) ne riceverà uno.

Dal 23 gennaio al 14 febbraio, da lunedì a sabato, dalle ore 9 alle 18, Bookstart sarà presente nel foyer della Casa della Cultura in via Sciliar a Bolzano nel quadro della mostra Bücherwelten.

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Bolzano

Taverna scrive una lettera aperta a Bruno Vespa: «Non dimentichiamo i terroristi altoatesini»

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Dopo la cattura di Cesare Battisti, avvenuta dopo 37 anni di latitanza in Bolivia,  Claudio Taverna, giornalista ex consigliere regionale del Trentino Alto Adige ed ex deputato del MSI ricorda che ci sono altri terroristi, per la precisione quelli del BAS, che sono stati condannati all’ergastolo e che fino ad ora non hanno scontato nemmeno un giorno di prigione.

LA LATTERA DI CLAUDIO TAVERNA A BRUNO VESPA – Illustre Direttore, ho seguito, come spesso mi accade, “Porta a Porta“. Nella puntata di ieri sera, l’argomento principale è stato l’arrivo in Italia, avvenuto il giorno precedente, del terrorista assassino Cesare Battisti, arrestato, dopo una latitanza durata 40 anni, da agenti dell’Interpol a Vera Cruz in Bolivia.

Una serie di servizi hanno documentato i 4 omicidi commessi dal Battisti e la sua condanna all’ergastolo, nonché le protezioni nazionali e internazionali che gli hanno consentito la lunghissima latitanza.

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L’intervista al nuovo presidente del Brasile, figura determinante per la cattura del Battisti (costretto a riparare in Bolivia), andata in onda, è stato un colpo – non sicuramente il primo – da maestro del giornalismo, che tutti Le riconoscono.

Tra gli ospiti in studio, oltre ai parenti dei morti ammazzati dal terrorista Battisti, quel Paolo Mieli– faccia di bronzo e mammasantissima del circolo mediatico – che non mostrava alcun imbarazzo, sebbene da militante di Lotta Continua avesse firmato appelli e petizioni contro il commissario Calabresi e solidarietà verso alcuni militanti della sinistra extraparlamentare, cianciando – lui sicuramente un esperto – degli appelli sottoscritti al di qua e al di là delle Alpi a favore dell’ex latitante e sulle protezioni ufficiali dei governi brasiliani e francesi generosamente concesse.

Tra i servizi, uno documentava che sono circa 50 i criminali nostrani, condannati a varie pene, che si trovano all’estero “in esilio” più o meno dorato; di questi almeno una trentina in Francia, tra cui Giorgio Pietrostefani, fondatore con Adriano Sofri di Lotta Continua e condannato a 22 anni di reclusione come mandante dell’omicidio Calabresi.

Durante la Sua trasmissione non si è fatto menzione (in verità assoluto silenzio anche degli altri organi di stampa) dei terroristi altoatesini del BAS (Befreiungsausschuss Südtirol): alcuni condannati all’ergastolo, altri con numerosi anni di reclusione: nessuno di loro ha mai scontato un giorno di carcere, per la stagione terroristica in Alto Adige degli anni ’60 che lasciò sul campo 21 morti, e 57 feriti in 361 attentati.

Costoro hanno risieduto e risiedono indisturbati in Austria e Germania, nazioni amiche come la Francia, che hanno dato e stanno dando “generosa” ospitalità e protezione.

Anche di questo si deve parlare!

Distinti saluti

 Claudio Taverna, giornalista ex consigliere regionale del Trentino Alto Adige ed ex deputato del MSI

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Bolzano

Nuova centrale elettrica San Antonio pronta per marzo

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Nelle scorse settimane gli assessori comunali all’Ambiente Marialaura Lorenzini e ai Lavori Pubblici Luis Walcher, hanno effettuato un sopralluogo nella nuova centrale di S. Antonio.

Nell’occasione, assieme ad alcuni tecnici del Comune di Bolzano sono stati accompagnati dai rappresentanti di Eisackwerk, società a cui è stata assegnata la concessione per la centrale di San Antonio e che sta realizzando l’opera, all’interno della galleria che ospiterà il nuovo impianto.

La nuova centrale entrerà in funzione in marzo e utilizzerà l’acqua del torrente Talvera prelevata a monte, presso Bad Schörgau.

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Attraverso un canale lungo ca. 15 km arriverà a Monte Tondo, da cui, dopo una caduta libera di ca. 500 m, arriverà alle tre turbine che permetteranno la produzione di energia elettrica, con una potenzialità annua di 270 Gwh di energia elettrica “verde”.

Due enormi bacini di modulazione del rilascio di acqua permetteranno di ridurre il problema del cosiddetto hydropeaking, il brusco aumento di portata del torrente Talvera, che passerà dall’attuale rapporto di 1 a 16 ad un più modesto 1 a 4.

I costi per la realizzazione dell’opera sono interamente a carico della società Eisackwerk, che inoltre eroga al Comune di Bolzano, come agli altri Comuni rivieraschi lungo il Talvera, i cosiddetti fondi ambientali per la realizzazione di misure di mitigazione e compensazione, nonché di misure di miglioramento a favore del territorio dei suddetti Comuni.

Gli Assessori Lorenzini e Walcher hanno avuto modo di apprezzare i lavori, soffermandosi in particolare sul fatto che le nuove modalità di rilascio delle acque dalla centrale, permetteranno di evitare i pericolosi picchi di piena, che tanti problemi hanno causato negli ultimi anni a Bolzano, oltre ad essere dannosi per la fauna ittica.

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