Merano
Saccheggiati i contenitori degli abiti usati per i poveri
Merano, città di contrasti. Mentre l’immagine pittoresca di una città alpina affascina molti, una foto rivela una realtà più cupa. L’immagine cattura una scena di degrado, una testimonianza visuale della crescente povertà che affligge diversi strati della società, non solo gli immigrati, ma anche gli altoatesini nativi.
Vite sospese tra disperazione e necessità, queste persone sono costrette a cercare vestiti nei cassonetti. Questo gesto, tuttavia, ha creato un panorama di caos, con cumuli di vestiti sparsi sui marciapiedi ogni fine settimana.
Nonostante il recente spostamento dei cassonetti per la raccolta di abiti da un mini centro di riciclaggio a una posizione più visibile in via Marlengo, il problema persiste. Questa mossa, pensata per prevenire i tentativi di intrusione, si è rivelata inefficace.
La situazione si aggrava nonostante l’introduzione nel 2019 di circa 50 nuovi modelli di cassonetti, progettati per essere più difficili da aprire. Tuttavia, il problema delle aperture forzate continua, con abiti abbandonati e mobili illegalmente abbandonati che circondano i cassonetti.
Gli abitanti della zona non hanno dubbi su chi sia il colpevole. “Sono sempre le stesse persone che rompono il sistema e svuotano i nuovi cassonetti. Prendono un vestito e ne lasciano cento sull’asfalto”, afferma un residente.
Nel 2019, Asm aveva tolto i vecchi cassonetti, affermando che il servizio era diventato ingestibile. In seguito, hanno indetto un bando pubblico per trovare un privato che gestisse il servizio, in ottemperanza a una legge europea che equipara gli indumenti usati ai rifiuti domestici. Tuttavia, anche con la nuova società, Mebocoop, che ha vinto l’appalto, la situazione è tornata a come era prima, con abiti usati che vengono rubati e poi abbandonati sui marciapiedi, in particolare in via Marlengo.
Gli abitanti locali riconoscono che la situazione è particolarmente grave in via Marlengo, ma sottolineano che il problema è diffuso e una testimonianza della povertà che si avvicina sempre più.
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