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Valle Isarco

Skymarathon, migliaia di presenze in Val d’Ega e controlli rafforzati lungo il percorso

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Per una giornata, i sentieri e le strade della Val d’Ega sono stati attraversati da centinaia di atleti protagonisti della tradizionale Skymarathon. La gara, ai piedi del Catinaccio e del Latemar, anche quest’anno ha richiamato un notevole afflusso di pubblico, richiedendo delle misure di sicurezza dedicate per garantire il regolare svolgersi della manifestazione.

Della predisposizione se ne sono occupati i Carabinieri della Stazione di Nova Levante, nello spiegare d’essere stati operativi con una pattuglia a piedi, avendo così la possibilità di presidiare con più efficacia le aree di partenza e di arrivo della competizione, le zone dove c’era più presenza di spettatori e quei tratti inseriti nella lista in cui erano attive le limitazioni alla circolazione.

“La presenza visibile e rassicurante dei nostri militari a piedi rappresenta il modo più efficace per garantire la sicurezza in eventi di questa portata – si apprende dai Carabinieri di Nova Levante –. La complessa morfologia del territorio montano e la massiccia affluenza di pubblico richiedono una flessibilità operativa immediata e, soprattutto, un contatto diretto e umano con le persone.”

Il servizio ha dunque impegnato i Carabinieri nella prevenzione di episodi di microcriminalità e reati predatori, nel fornire assistenza a spettatori ed escursionisti con informazioni riguardo la viabilità e le modifiche alla circolazione dettate dall’evento.

A quanto raccontato finora va pure unita la giunzione con il Soccorso Alpino e altre realtà impegnate a gestire l’evento, quindi assicurare un rapido intervento in caso di necessità lungo il tracciato della gara.

“Grazie alla sinergia tra la macchina organizzativa, i volontari e il nostro dispositivo di sicurezza, la Skymarathon si è svolta in un clima d’assoluta serenità e grande festa sportiva – la precisazione –. Il nostro operato ha riscosso il vivo apprezzamento sia da parte degli organizzatori della competizione sia della comunità locale, che hanno visto nella divisa un saldo e costante punto di riferimento.”

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