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Lifestyle

Verso un Natale senza giocattoli sessisti? Oggi il mercato offre ai piccoli la possibilità di scegliere

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Dicembre 2019. Una bambina vestita da astronauta? Un bambino che si diletta ai fornelli nella preparazione di deliziosi manicaretti in una cucina perfettamente attrezzata? Fino a molto poco tempo fa sarebbe stato praticamente impossibile, visto e considerato che la maggior parte dei giocattoli per bambini erano fortemente marcati da paradigmi sociali pregressi.

Non stupiva (e non stupisce) l’esistenza di giochi da femmina, relazionati alla cura della famiglia, salute, educazione o faccende domestiche (spesa, cucina, stirare) in contrapposizione ai giochi da maschio, focalizzati nel settore dell’automotive, della costruzione, dello sport o dell’ingegno.

Questa divisione è una realtà che continua ad essere presente e che si accentua particolarmente in occasioni di alto consumo, come il Natale.

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È iniziato il cambiamento (e passa per la GDO)

Si può osservare però che queste differenze si stanno progressivamente riducendo. Tanto che Tiendeo.it, leader in servizi drive-to-store ed esperti in cataloghi digitali, ha osservato che 8 su 10 dei principali cataloghi digitali di giocattoli iniziano ad essere inclusivi rispetto alle distinzioni di genere. 

La maggior parte dei volantini e dei cataloghi vantano un’offerta ampia e variegata, e iniziano a integrare un numero di immagini e fotografie sempre maggiore di bambini e bambine che in diversi contesti utilizzano indistintamente diversi giochi.

«Sembra che le marche e i negozi siano ricettivi rispetto a questa crescente necessità della società di offrire ai più piccoli la possibilità di scegliere, lasciando da parte gli stereotipi, e che si stia producendo lentamente un cambio di paradigma già visibile nei cataloghi e nei punti vendita», spiega Eva Martín, CEO e co-founder di Tiendeo.

È interessante notare come supermercati e centri commerciali siano la categoria che maggiormente abbatte le differenze di genere, a dispetto dei brand prettamente dedicati al giocattolo, che risultano più reticenti al cambiamento e in alcuni casi, tuttora ancorati alla distinzione “giochi da maschi” e “giochi da femmine”.

La GDO infatti, per questo Natale predilige cataloghi incentrati sulle immagini del prodotto, senza alcun tipo di connotazione che possa dar luogo a distinzioni di genere. La maggior parte dei cataloghi di negozi di giocattoli invece, si servono ancora delle immagini che vedono le donne in cucina e i maschi al volante di fuoristrada di ultima generazione.

Una felice eccezione è Imaginarium, che si può considerare pioniere nella comunicazione e nelle scelte: i bambini ritratti nei cataloghi appaiono in una situazione di perfetta parità, che vuole essere lo specchio della società verso la quale ci stiamo muovendo, dove entrambi i sessi si trovano a cooperare e sono intercambiabili, in contesti tanto domestici quanto lavorativi.

I colori continuano ad essere una nota dolente

Quello del giocattolo è ancora oggi un settore fortemente stereotipato, e il Natale fa da cassa di risonanza. Un chiaro esempio risiede nel monopolio dei colori rosa vs azzurro, che continua ad essere molto presente tanto nella grafica dei cataloghi, quanto negli stessi giocattoli.

La buona notizia è che sono sempre più predominanti nuovi formati, come i giochi solidali, che permettono di sensibilizzare e al tempo stesso raccogliere fondi per progetti sociali.

O casi come quello di Playmobil e Lego: il primo attraverso l’introduzione della principessa non vedente, una cowgirl in sedia a rotelle e un personaggio con apparecchio acustico e il secondo con la creazione di una città accessibile, la Lego City, con la presenza della sedia a rotelle.

Dal canto suo, una marca emblematica del settore come la popolarissima Barbie, vanta una nuova collezione composta da differenti personaggi che rispecchiano diverse realtà (incluse le disabilità fisiche) e modi di intendere che cos’è la bellezza.

I giocattoli sono un pilastro fondamentale dell’educazione costruttiva e da essi i bambini estrapolano forti valori in un contesto in cui sono “tutti benvenuti!”, come dice Mattel nel suo “Creatable World”, un nuovo concetto di personaggi, attrezzati di ogni sorta di parrucche e accessori in modo che bambini e bambine possano sperimentare e facciano viaggiare la propria immaginazione.

Si iniziano finalmente a rompere tabù a favore di una maggiore consapevolezza: un altro obiettivo fondamentale e promettente, senza dubbio, per il settore retail.

 

Lifestyle

Consigli del CTCTU: come coltivare i germogli in casa

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I germogli sono vere e proprie bombe di vitamine, inoltre contengono un prezioso apporto di proteine, fibre e sostanze minerali. Per germoglio si intende la piccola piantina germinata dal seme, che demolisce e ricompone le sostanze nutritive in esso contenute.

Specialmente d’inverno, quando l’offerta di prodotti freschi di stagione è più limitata, i germogli rappresentano un vero arricchimento per la nostra dieta“, assicura Silke Raffeiner, nutrizionista presso il Centro Tutela Consumatori Utenti.

Si addicono a essere fatti germogliare in casa sia i chicchi di cereali, come grano o segale, sia i legumi, come lenticchie o ceci, i semi di senape e ravanello, il sesamo e i semi di girasole. Nei negozi di prodotti biologici si trovano anche miscele di sementi.

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Per germogliare, i semi hanno bisogno di acqua, ossigeno e luce, mentre la temperatura ideale è compresa tra 18° e 22° C. Come recipienti si prestano bene allo scopo gli appositi vassoi o barattoli in vetro per la germinazione, ma anche normali barattoli con coperchio avvitabile o ciotole, da coprire con una garza in materiale sintetico che viene fissata con un elastico.

Per ridurre al minimo il rischio di effetti nocivi alla salute generati da batteri e muffe, una buona igiene è importante”, sottolinea l’esperta di alimentazione del CTCU. Prima di essere utilizzati, i germogliatori vanno lavati accuratamente con acqua calda. Si eliminano i semi scoloriti e i frammenti, poi si sciacquano abbondantemente i semi in un colino sotto l’acqua corrente e li si mette in ammollo per tutta la notte in una quantità d’acqua pari al doppio o al triplo del loro volume.

Il mattino seguente i semi vanno scolati, eliminando quelli che non si sono gonfiati e le bucce vuote. I semi gonfi o germogliati vanno sciacquati abbondantemente ogni mattina e ogni sera sotto l’acqua corrente; i ceci e la soia possono essere sciacquati anche tre o quattro volte al giorno. Si scola bene l’acqua in eccesso e durante il giorno si pone il germogliatore in un posto ben illuminato.

Affinché i semi non giacciano nell’acqua marcendo o ammuffendo, il germogliatore, ovvero il vaso per conserve, va messo inclinato su un piatto con l’apertura (coperta) verso il basso. Dopo tre o quattro giorni i germogli si possono mangiare, ma prima di essere consumati andrebbero lavati accuratamente un’ultima volta.

Alle persone con sistema immunitario debole si consiglia di sbollentarli prima di mangiarli: si mettono i germogli in un colino e si immerge quest’ultimo in una pentola con acqua bollente per mezzo minuto. Anche i germogli dei legumi andrebbero sbollentati poiché contengono composti nocivi alla salute, che però vengono demoliti con il calore.

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Lifestyle

Saldi di fine stagione invernale: 4 gennaio 2020

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In occasione delle svendite i prodotti venduti non dovranno essere solo esenti da vizi e difetti di qualsiasi tipo, ma dovranno anche essere conformi agli annunci pubblicitari che li riguardano.

Per quanto riguarda le indicazioni del prezzo scontato, esse dovranno riportare tre elementi: il prezzo di vendita originario, il ribasso del prezzo espresso in percentuale e il nuovo prezzo di vendita, scontato.

Ecco i consigli del CTCU:

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  • Prima di un acquisto è consigliabile confrontare sempre le offerte di più punti vendita.
  • Quella che già in precedenza era definita “offerta speciale“, a fine stagione dovrà essere ulteriormente scontata. Pertanto può essere utile uno sguardo alle vetrine già nei giorni che precedono le svendite.
  • Attenzione alla distinzione, prevista dalla legge, tra “merce in saldo” e “merce ordinaria“.
  • I prezzi pubblicizzati devono essere praticati nei confronti di tutti gli acquirenti senza distinzione alcuna, senza limitazioni di quantità e senza abbinamento di vendite, fino ad esaurimento delle scorte. Dell’esaurimento delle scorte il pubblico deve essere chiaramente informato con avviso posto all’esterno del negozio.
  • Può capitare che nella ressa e confusione, i cartellini dei prezzi delle merci esposte finiscano per essere scambiati tra di loro. Per questo. si raccomanda sempre di controllare l’etichetta prima di pagare.
  • Anche per le svendite di fine stagione vale il consiglio di conservare accuratamente lo scontrino di cassa o la fattura, che potranno tornare utili nel caso di eventuali reclami nei confronti del commerciante o nel caso della denuncia di un danno.
  • Dal 2016 i commercianti, gli artigiani e i liberi professionisti hanno l’obbligo di accettare pagamenti anche tramite carte bancomat e di credito (salvi i casi di oggettiva impossibilità tecnica).
  • I commercianti non sono tenuti in genere a ritirare i prodotti che non risultino difettosi; questo sia durante il periodo delle svendite che durante la stagione normale. Se lo fanno è solo per cortesia. La sostituzione di merce acquistata in svendita, che non presenti difetti, è per lo più esclusa espressamente dal venditore. Per chi desideri usufruire dell’eventuale sostituzione della merce acquistata, sarebbe opportuno farsi indicare tale possibilità dal commerciante sullo scontrino di cassa o sulla fattura.
  • I prezzi ridotti non “riducono” anche i diritti dei clienti. Anche nel caso di prezzi superscontati, il cliente ha sempre diritto di ricevere merce priva di difetti. Qualora venga posto in vendita un articolo a prezzo scontato, perché magari un po’ sporco o perché presenta ombreggiature di colore, tali imperfezioni devono essere sempre indicate o fatte presenti al compratore.

Il cliente può presentare reclamo, anche in un momento successivo all’acquisto, per qualsiasi vizio o imperfezione che non siano stati segnalati espressamente dal negozio al momento dell’acquisto.

Il periodo entro il quale si può far valere la garanzia per eventuali difetti del prodotto è di due anni a partire dalla data dell’acquisto. Il difetto va denunciato entro 60 giorni dalla sua scoperta.

Nei primi 6 mesi dall’acquisto l’onere di provare che il difetto non era presente al momento della vendita, è a carico del venditore.

Maggiori informazioni presso il Centro Tutela Consumatori Utenti (tel. 0471-975597).

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Natale, cosa mettono gli italiani sotto l’albero?

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I regali più richiesti e la spesa media in un’infografica

Sono in molti ad aspettare con trepidazione questo particolare periodo dell’anno. In città si accendono le luminarie, le vetrine vengono allestite ad hoc e, soprattutto, inizia la corsa al regalo perfetto. In vista delle festività Younited Credit ha creato l’infografica “Natale in Italia”, che mostra quanto spendono e cosa regalano le famiglie italiane.

In media ogni famiglia spende 998 €, con un importo pro capite di 285 €. Sono gli abitanti del Nord-Italia a spendere ancora più della media, con 1154 €, seguiti da quelli del Centro (1015 €); il budget si riduce invece al Sud (915 €) e nelle Isole (908 €).

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Pacchi e pacchetti nascondono poi tante curiosità, a partire dai regali più desiderati. Nell’ultimo anno sono cresciute esponenzialmente alcune categorie: nel periodo natalizio le vendite di profumi e creme aumentano del +57,6%, seguite da giochi e sport (+57%) e, al terzo posto, dagli elettrodomestici e tv con il +46,4%.

Gli italiani sembrano poi essere (quasi) equamente divisi sulle tradizioni da seguire. Se il 53% scarta i pacchetti la sera della Vigilia, il 47% attende invece la mattina di Natale. Usanze consolidate ma anche un po’ di innovazione, visto che il 46% degli italiani acquista i regali online tramite PC (73%) o direttamente dallo smartphone (27%).

A Natale, inoltre, anche gli amici a quattro zampe ricevono un piccolo regalo, visto che ben 6 italiani su 10 fanno trovare un pensierino al loro animale domestico. Infine trovano spazio anche i regali riciclati, dato che ben il 20% degli italiani destina ad altre persone un dono indesiderato ricevuto, che solitamente passa ad amici o parenti.

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