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Arte e Cultura

World in progress, mostra interattiva dal 15 marzo al Centro Trevi

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Viene inaugurata venerdì 15 marzo alle 18.30 presso il Centro Trevi a Bolzano la mostra World in Progress: domande in cerca di risposte.

All’evento sarà presente anche l’assessore alla cultura italiana, Giuliano Vettorato che co-inaugurerà la particolare installazione, sostenuta dall’Ufficio politiche giovanili della Provincia e dal NOI Techpark, il tema della ricerca. Ricerca scientifica, ma anche filosofica e tecnologica, per osservare – da punti di vista diversi – il mondo e i suoi mutamenti e comprendere i cambiamenti in corso.

La mostra, curata dallo scrittore Alessandro Cristofoletti e realizzata da un team di giovani professionisti del design e della comunicazione, è frutto di una collaborazione tra il mondo della cultura e quello della ricerca scientifica.

Sviluppata dalla cooperativa sociale Young Inside all’interno del progetto di comunicazione scientifica Out of the Lab, la mostra ha, infatti, l’obiettivo di raccontare in forma innovativa e interattiva come il cambiamento sia parte integrante della storia dell’universo e dell’uomo, e come solo attraverso una ricerca costante di risposte e stimoli l’umanità possa avanzare nel suo percorso.

Lo fa partendo dalle domande che tutti i giorni ci poniamo osservando il mondo che ci circonda e da quelle che si pongono i ricercatori nel loro lavoro quotidiano.

L’Alto Adige dimostra di essere terra di sperimentazione e di scoperte – afferma l’assessore Giuliano Vettorato – e questa esposizione al Centro Trevi ne testimonia la freschezza e la vitalità. Un percorso di grande interesse quindi, per farsi delle domande e cercare delle risposte grazie al lavoro di un gruppo di giovani professionisti della cultura“.

In occasione di “World in Progress: domande in cerca di risposte” il Centro Trevi ha dedicato il mese di marzo alla divulgazione scientifica con consigli legati alla letteratura e al cinema grazie alla collaborazione con tutti i servizi presenti negli spazi del centro che fanno capo agli uffici della Ripartizione cultura italiana.

L’esposizione, ad ingresso gratuito, sarà visitabile fino al 10 aprile durante gli orari di apertura del Centro Trevi ​Visto il carattere interattivo di alcune installazioni, è consigliato di non entrare in più di 3 persone alla volta all’interno dei singoli spazi espositivi. Il tempo medio di visita è di circa 30 minuti.

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Spettacolo

Game of Thrones, Emilia Clarke quasi morta per due aneurismi: “Temevo di non farcela”

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Due aneurismi al cervello hanno fatto rischiare seriamente la vita a Emilia Clarke, famosa per il ruolo di Daenerys Targaryen nella serie tv Game of Thrones.

La 32enne attrice britannica ha svelato al “New Yorker” il dramma che la colpita nel 2011 e nel 2013.

Nel 2011, a 24 anni, quando aveva appena finito le riprese della prima stagione di GoT, subì il primo intervento. Ci mise due settimane a riprendersi e per un certo periodo fu affetta da una lieve forma di afasia e non riusciva a ricordarsi il suo nome.

Nel 2013, dopo l’uscita della terza stagione di GoT, un controllo medico a New York evidenziò che “la crescita nell’altro lato del cervello era raddoppiata”: l’operazione non andò bene e fu necessario farne un’altra, molto più dolorosa.

La convalescenza in ospedale durò un mese: parte del cranio venne sostituito con pezzi di titanio.

Proprio quando tutti i miei sogni di bambina sembravano avverarsi, ho quasi perso la testa e poi la vita. Non ho mai raccontato questa storia pubblicamente, ma adesso è arrivato il momento di farlo“, ha scritto sul quotidiano americano.

Nei momenti peggiori volevo spegnere le macchine. Ho chiesto ai medici di lasciarmi morire. Il mio lavoro, l’intero sogno di quella che avrei voluto fosse la vita, ruotava intorno al linguaggio, senza mi sentivo persa. Ma sono sopravvissuta e da allora sono guarita oltre le mie più irragionevoli speranze“.

La prossima e ultima stagione di “Trono di Spade” andrà’ in onda dal 14 aprile.

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Spettacolo

Film e serie tv in Alto Adige, via libera al finanziamento di 8 progetti

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La Giunta provinciale ha approvato oggi (19 marzo) il sostegno di 8 film, documentari e serie tv nella prima sessione di finanziamento 2019 del Fondo provinciale per le produzioni cinematografiche e televisive gestito da IDM Alto Adige. Il finanziamento approvato ammonta a 1.164.000 euro. Tre progetti finanziati sono stati presentati da case di produzione locali, altri tre provengono dal resto d’Italia, uno dalla Germania e un altro dall’Austria. Nel complesso sono stati finanziati tre lungometraggi, due progetti di serie tv e tre documentari.

Questi progetti porteranno sul nostro territorio 96 giorni di riprese e un effetto territoriale previsto di 3,4 milioni di euro. Inoltre, per la loro realizzazione saranno coinvolti molti talenti e professionisti locali sia sul set sia in fase di postproduzione” commenta l’assessore all’economia Philipp Achammer.

Sostegno alla serie tv “Vite in fuga”

Particolarmente strategico per l’impatto sull’immagine dell’Alto Adige a livello italiano è la serie tv “Vite in fuga” del regista Luca Ribuoli (La mafia uccide solo d’estate). Protagonisti della produzione Paypermoon Italia saranno probabilmente gli attori Claudio Gioè e Anna Valle. Il set di questa storia familiare è in fase di preparazione fra Bolzano e Merano.

L’assessore Achammer ha manifestato il proprio apprezzamento anche per il “rafforzamento della film location Alto Adige grazie a progetti legati al territorio” con particolare riferimento al pre-finanziamento della serie tv Treeline, sviluppato lo scorso anno allo Script Lab di IDM Racconto nella writers’ room guidata dalla sceneggiatrice tedesca Jana Burbach (Bad Banks).

Treeline diventerà una serie tv thriller prodotta dalla casa di produzione bavarese Lieblingsfilm.

Un sostegno è andato anche alla produzione Hilfe, ich hab meine Freunde geschrumpft, lungometraggio per famiglie diretto da Sven Unterwaldt (Sprite Sisters) co-prodotto dalla casa di produzione della Val di Vizze Filmvergnügen insieme a case di produzione tedesche, austriache e belghe.

Documentari made in Alto Adige

Forte la presenza altoatesina anche per i 3 documentari finanziati nella prima call del 2019.

In “My upside down world” la regista di origine altoatesina Elena Goatelli ritrae l’arrampicatrice meranese Angelika Rainer, sei volte campionessa del mondo di ice climbing.

Bolzanina è anche la casa di produzione Formasette che riceve un sostegno per la produzione di “Ancient Reefs“, a cui sta lavorando insieme a FOX Network group. Il documentario di Michele Melani, il cui trattamento è affidato allo scrittore altoatesino Luca D’Andrea, si interroga sul perché le barriere coralline stiano scomparendo e, per capirne l’evoluzione, parte dalle Dolomiti.

Su una delle più famose leggende dolomitiche si concentra invece il nuovo documentario diretto dalla regista altoatesina Karin Duregger “Sehnsuchtsort Berg – König Laurin und sein Rosengarten“, che esamina sotto una nuova lente la leggenda di Re Laurino raccontata dall’alpinista Hanspeter Eisendle.

Ricevono un sostegno anche “Effetto domino“, il nuovo progetto di Alessandro Rossetto che avrà probabilmente Maria Roveran (Piccola patria) tra le interpreti principali.

Il secondo progetto a ricevere un sostegno alla pre-produzione è Rispet, un lungometraggio diretto da Cecilia Bozza Wolf, ex-allieva della Scuola Zelig di Bolzano che racconta il deteriorarsi dei rapporti tra il vignaiolo Nicola e gli altri abitanti di un piccolo villaggio di montagna.

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Arte e Cultura

Scrivere come 500 anni fa: un’avventura al Museo di scienze di Bolzano dedicata ai bambini

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Come lavoravano gli scrivani del 1500, ai tempi in cui l’imperatore Massimiliano I soggiornava frequentemente a Bolzano nel suo palazzo ufficiale sede oggi del Museo di Scienze Naturali?

Bambini e bambine dagli otto anni in su possono scoprirlo partecipando al workshop dal titolo “Penne d’oca e inchiostro ferrogallo”, in programma al museo sabato 23 marzo dalle ore 15 alle 17.

I piccoli partecipanti si caleranno nei panni di uno scrivano di 500 anni fa, fabbricando inchiostri nella bottega e scrivendo, con l’aiuto di un esperto, con china e penna d’oca un breve messaggio in antichi caratteri alfabetici.

Partecipare costa cinque euro. È richiesta l’iscrizione chiamando il museo al tel. 0471 412964 (mar-dom, ore 10-18).

Il workshop si tiene in italiano e tedesco.

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