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Arte e Cultura

“18/18 – Alto Adige/Südtirol 1918-2018” : riflessioni su cent’anni di storia altoatesina

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Giovedì 20 dicembre 2018 alle ore 20.00 nella Sala del Caminetto del Parkhotel Laurin, la Fabbrica del Tempo invita alla presentazione del libro “18/18 – Alto Adige/Südtirol 1918-2018“.

L’introduzione alla pubblicazione degli autori Patrick Rina, Ulrike Kindl e Tiziano Rosani, si apre con le “Parole di saluto – I primi cento anni” del presidente de La Fabbrica del Tempo, Tiziano Rosani ed è strutturato in tre sezioni, “Saggi/Essays”, “Voci/Stimmen” e “Conversazioni/Im Gespräch” (interviste curate da Patrick Rina).

Come da tradizione dell’associazione, i contributi sono redatti nella lingua dell’autore, italiano o tedesco, seguiti da un breve abstract nell’altra lingua.

Per l’attuale Alto Adige/Südtirol il 1918 rappresentò uno snodo di grande rilevanza.

Sebbene il passaggio al Regno d’Italia del territorio a sud del Brennero si sia concretizzato solo negli anni immediatamente successivi, è tuttavia la fine della Grande Guerra ad aprire scenari nuovi e in parte inaspettati.

La Fabbrica del Tempo ha voluto cogliere l’occasione di questa ricorrenza per stimolare alcune riflessioni sui cento anni di storia altoatesina/sudtirolese che da allora presero avvio realizzando un volume che raccoglie i contributi di una costellazione di voci diverse e che ora viene proposto all’attenzione del pubblico.

Durante gli oltre settant’anni di appartenenza alla Repubblica italiana trovò qui finalmente sviluppo ed attuazione, pur non senza difficoltà, un articolato percorso di autonomia capace di assicurare a questa terra una prospettiva di pacificazione e di sviluppo.

Alla non felice formula del ‘meglio ci divideremo e meglio ci capiremo’, La Fabbrica del Tempo preferisce le alternative: ad esempio quella del dialogo continuo, il solo che potrà garantire comprensione e progresso. 

Esattamente con questo spirito l’associazione ha inteso coinvolgere studiosi e intellettuali diversi, chiedendo riletture originali del secolo trascorso, per valorizzare punti di vista differenti e fornire un contributo a compiere quegli ulteriori passi che ancora ci attendono sul cammino della convivenza e dello sviluppo“.

Tra i nomi di spicco che hanno accettato di partecipare al progetto si annoverano il critico letterario e musicale Ferruccio Delle Cave, gli storici Hannes Obermair e Leopold Steurer, l’etnologo e storico della cultura Siegfried de Rachewiltz, Antonio Lampis direttore generale dei Musei Mibact e direttore ad interim della Reggia di Caserta, lo scrittore Sepp Mall, il vescovo di Bolzano-Bressanone Ivo Muser, l’archistar Matteo Thun.

Da citare anche le interviste al giornalista, scrittore e traduttore Umberto Gandini, al politologo Günther Pallaver e al giornalista e scrittore Paolo Rumiz.

Le aree indagate sono molteplici, dalla politica alla letteratura, alla musica, all’arte, alla cultura del cibo, col loro mutarsi in questo lasso di tempo.

In tutti questi contesti l’Alto Adige/Südtirol è stato capace di proporsi come terra di incontro e di creatività. Abbiamo auspicato riflessioni capaci di tener presenti i punti di vista differenti. Ovviamente è dei singoli autori la responsabilità di quanto espresso e sono innanzitutto i lettori che potranno fornire un giudizio sulla fotografia che ne emerge.

La realizzazione del libro “18/18 – Alto Adige/Südtirol 1918-2018” è stata possibile grazie al sostegno della Provincia Autonoma di Bolzano-Alto Adige, della Regione Trentino-Alto Adige, del Comune di Bolzano, del Comune di Merano, della Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano, dell’Albergo alla Torre/Siegler im Thurm di Merano e di Bozner Kunstauktionen.

La presentazione viene organizzata in collaborazione con il Centro per la Pace della Caritas Diocesi di Bolzano-Bressanone.

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Spettacolo

Film e serie tv in Alto Adige, via libera al finanziamento di 8 progetti

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La Giunta provinciale ha approvato oggi (19 marzo) il sostegno di 8 film, documentari e serie tv nella prima sessione di finanziamento 2019 del Fondo provinciale per le produzioni cinematografiche e televisive gestito da IDM Alto Adige. Il finanziamento approvato ammonta a 1.164.000 euro. Tre progetti finanziati sono stati presentati da case di produzione locali, altri tre provengono dal resto d’Italia, uno dalla Germania e un altro dall’Austria. Nel complesso sono stati finanziati tre lungometraggi, due progetti di serie tv e tre documentari.

Questi progetti porteranno sul nostro territorio 96 giorni di riprese e un effetto territoriale previsto di 3,4 milioni di euro. Inoltre, per la loro realizzazione saranno coinvolti molti talenti e professionisti locali sia sul set sia in fase di postproduzione” commenta l’assessore all’economia Philipp Achammer.

Sostegno alla serie tv “Vite in fuga”

Particolarmente strategico per l’impatto sull’immagine dell’Alto Adige a livello italiano è la serie tv “Vite in fuga” del regista Luca Ribuoli (La mafia uccide solo d’estate). Protagonisti della produzione Paypermoon Italia saranno probabilmente gli attori Claudio Gioè e Anna Valle. Il set di questa storia familiare è in fase di preparazione fra Bolzano e Merano.

L’assessore Achammer ha manifestato il proprio apprezzamento anche per il “rafforzamento della film location Alto Adige grazie a progetti legati al territorio” con particolare riferimento al pre-finanziamento della serie tv Treeline, sviluppato lo scorso anno allo Script Lab di IDM Racconto nella writers’ room guidata dalla sceneggiatrice tedesca Jana Burbach (Bad Banks).

Treeline diventerà una serie tv thriller prodotta dalla casa di produzione bavarese Lieblingsfilm.

Un sostegno è andato anche alla produzione Hilfe, ich hab meine Freunde geschrumpft, lungometraggio per famiglie diretto da Sven Unterwaldt (Sprite Sisters) co-prodotto dalla casa di produzione della Val di Vizze Filmvergnügen insieme a case di produzione tedesche, austriache e belghe.

Documentari made in Alto Adige

Forte la presenza altoatesina anche per i 3 documentari finanziati nella prima call del 2019.

In “My upside down world” la regista di origine altoatesina Elena Goatelli ritrae l’arrampicatrice meranese Angelika Rainer, sei volte campionessa del mondo di ice climbing.

Bolzanina è anche la casa di produzione Formasette che riceve un sostegno per la produzione di “Ancient Reefs“, a cui sta lavorando insieme a FOX Network group. Il documentario di Michele Melani, il cui trattamento è affidato allo scrittore altoatesino Luca D’Andrea, si interroga sul perché le barriere coralline stiano scomparendo e, per capirne l’evoluzione, parte dalle Dolomiti.

Su una delle più famose leggende dolomitiche si concentra invece il nuovo documentario diretto dalla regista altoatesina Karin Duregger “Sehnsuchtsort Berg – König Laurin und sein Rosengarten“, che esamina sotto una nuova lente la leggenda di Re Laurino raccontata dall’alpinista Hanspeter Eisendle.

Ricevono un sostegno anche “Effetto domino“, il nuovo progetto di Alessandro Rossetto che avrà probabilmente Maria Roveran (Piccola patria) tra le interpreti principali.

Il secondo progetto a ricevere un sostegno alla pre-produzione è Rispet, un lungometraggio diretto da Cecilia Bozza Wolf, ex-allieva della Scuola Zelig di Bolzano che racconta il deteriorarsi dei rapporti tra il vignaiolo Nicola e gli altri abitanti di un piccolo villaggio di montagna.

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Arte e Cultura

Scrivere come 500 anni fa: un’avventura al Museo di scienze di Bolzano dedicata ai bambini

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Come lavoravano gli scrivani del 1500, ai tempi in cui l’imperatore Massimiliano I soggiornava frequentemente a Bolzano nel suo palazzo ufficiale sede oggi del Museo di Scienze Naturali?

Bambini e bambine dagli otto anni in su possono scoprirlo partecipando al workshop dal titolo “Penne d’oca e inchiostro ferrogallo”, in programma al museo sabato 23 marzo dalle ore 15 alle 17.

I piccoli partecipanti si caleranno nei panni di uno scrivano di 500 anni fa, fabbricando inchiostri nella bottega e scrivendo, con l’aiuto di un esperto, con china e penna d’oca un breve messaggio in antichi caratteri alfabetici.

Partecipare costa cinque euro. È richiesta l’iscrizione chiamando il museo al tel. 0471 412964 (mar-dom, ore 10-18).

Il workshop si tiene in italiano e tedesco.

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Arte e Cultura

Tornano anche quest’anno a Bolzano e Merano le Giornate Fai di Primavera

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Il 23 e 24 marzo tornano in tutt’Italia le Giornate FAI di Primavera. In Alto Adige saranno aperti contemporaneamente due luoghi nelle città di Bolzano e Merano.

Il luogo scelto a Bolzano è la Gerstburg, sede del TAR, mentre a Merano verrà aperto il Castello Principesco. Come sempre ci sarà la presenza degli Apprendisti Ciceroni e per la prima volta proporremo anche un nuovo programma collaterale.

La delegazione FAI di Bolzano ha scelto come luogo per questa edizione la residenza Gerstburg, che pur trovandosi in pieno centro storico rimane poco conosciuta. La residenza, che fu già aperta nel 1996 in occasione delle Giornate FAI di Primavera, è oggi sede del Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa di Bolzano e pertanto non è normalmente accessibile al pubblico.

Il palazzo, una volta chiamato “Zum Winkel”, fu acquistato intorno al 1486 da Sigmund Gerstl, l’allora sindaco di Bolzano, e fu elevato a residenza nobiliare “Gerstburg” dall’imperatore Massimiliano I. Fra il 1603 e il 1609, la famiglia Giovanelli zu Gerstburg e Hörtenberg che all’epoca possedeva il palazzo ampliò la parte sud-est del castello. Quattro torri circolari furono costruite e collegate da un muro di cinta.

Le torri del vicino castello Maretsch, erette di recente, molto probabilmente servirono da modello. Nella seconda metà del XVIII secolo, i signori di Menz, che nel 1744 avevano acquistato la residenza, ampliarono l’edificio con le due ali a nord-ovest e sud-ovest e fecero costruire la nuova cappella. Al secondo piano è stata installata un salone delle feste, che è stata evidenziata sulla facciata principale dal balcone centrale.

Questo salone al secondo piano raggiunge la massima espressione artistica – essa è infatti la più bella sala da ballo di Bolzano.

Martin Knoller la affrescò negli anni intorno al 1780 con motivi decorativi risalenti al primo classicismo dei palazzi milanesi decorati anch’essi da Knoller. Dagli anni 1950 la residenza è sotto tutela da parte della sovrintendenza e negli anni ’90 è stata sottoposta ad un ampio restauro.

Come ogni anno il FAI collabora con le scuole attraverso il progetto Apprendisti Ciceroni®. Ad aderire all’iniziativa quest’anno saranno il Liceo Classico Carducci, il Liceo Scientifico E. Torricelli, il Gymnasium Walther von der Vogelweide, la scuola media A. Negri, l’istituto Tecnico Economico Cesare Battisti Bolzano, la Landesberufsschule für Handel und Grafik Johannes Gutenberg e il Liceo delle Scienze applicate Rainerum.

Particolarmente interessante è la nuova collaborazione con l’istituto professionale in lingua tedesca Johannes Gutenberg che ha realizzato la locandina per l’evento. Gli alunni dell’indirizzo musicale della Scuola secondaria di I grado A. Negri parteciperanno alle mattinate per le scuole (21 e 22 marzo) eseguendo brani di musica d’insieme.

Il programma collaterale prevede un’esibizione dell’Ensemble vocale Latelié e un concerto del gruppo Artemisia, Ensemble di strumenti a pizzico della scuola di musica Vivaldi, entrambi diretti dalla docente Mara Broccato. (in allegato il programma dettagliato).

A Merano si è pensato di rendere protagonista delle Giornate FAI di Primavera il Castello Principesco, benché sia accessibile al pubblico per buona parte dell’anno.

Il motivo che ha spinto la Delegazione a scegliere questo luogo è che nonostante esso si trovi in pieno centro cittadino e sia visitabile dal pubblico, rimane un bene relativamente poco conosciuto che offre molti spunti interessanti da un punto di vista storico, artistico e culturale.

Costruito alla fine del XV Secolo nel centro di Merano come residenza cittadina dal duca Sigismondo d’Austria, detto “il danaroso”, il minuscolo castello fu utilizzato nel Cinquecento come abitazione nobiliare. Successivamente ebbe diverse altre funzioni e andò progressivamente in degrado tanto che nel XIX secolo il Comune di Merano decise di abbatterlo.

Salvato dalle proteste della popolazione, fu oggetto di restauro in stile tardo gotico secondo lo spirito romantico dell’epoca.

Il bene è di proprietà del Comune di Merano ed è gestito dal Palais Mamming Museum, il Museo Civico di Merano. Sia il Comune che il Museo hanno gradito la proposta del FAI e offerto la loro collaborazione. Un aiuto importante è stato dato da tutte le Ripartizioni del Comune e dall’Azienda di Soggiorno di Merano.

Un generoso supporto organizzativo sarà anche fornito dalla Sezione UNUCI di Merano, dall’Associazione culturale TANGRAM.

Per la prima volta, a Merano, le visite saranno guidate in massima parte dagli Apprendisti Ciceroni: 16 studenti della classe III LC del Liceo “Gandhi” di Merano, stanno seguendo da mesi un iter formativo nell’ambito di un progetto di “Alternanza Scuola Lavoro” sottoscritto dal FAI e dall’Istituto Scolastico. La motivazione l’entusiasmo dimostrati finora dagli studenti lasciano sperare che questo rapporto fra il FAI e la scuola di Merano possa intensificarsi in futuro.

PROGRAMMA BOLZANO

Giovedì 21 e venerdì 22 marzo Via Claudia de Medici 8 visite aperte alle scuole (solo su prenotazione).

Venerdì 22 marzo dalle 15.00, Gerstburg visite riservate agli iscritti FAI (adulti). Al termine delle visite, alle 16.30, nel salone al secondo piano si volgerà l’esibizione del coro Ensemble vocale Latelié.

Sabato 23 marzo, dalle 10 alle 17, Gerstburg apertura al pubblico e visite guidate (ultimo ingresso alle 16.30). Alle 17 nell’atrio al piano terra si terrà il concerto del gruppo Artemisia, Ensemble di strumenti a pizzico della scuola di musica Vivaldi.

Domenica 24 marzo, dalle 10 alle 17.30, Gerstburg apertura al pubblico e visite guidate. L’ultimo ingresso per la visita al palazzo è previsto per le ore 17.00.

PROGRAMMA MERANO

Venerdì 22 marzo, dalle 9.30 alle 12, Palazzo principesco visite riservate alle scuole.
Sabato 23 marzo, dalle 10 alle 17, Palazzo principesco apertura al pubblico e visite guidate (ultimo ingresso alle 16.30).

Date le ridotte dimensioni degli spazi interni del castello le visite saranno effettuate in gruppi di circa 20 persone, che i succederanno con cadenza di 30 minuti.

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