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Bolzano

3,5 chili di hashish nella borsa, 57enne somala fermata e arrestata alla stazione di Bolzano

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L’abbigliamento griffato ed elegante è uno degli ultimi accorgimenti tentati dai corrieri della droga.

Nella tarda serata di sabato scorso (7 settembre) una 57enne cittadina italiana di origine somala, residente a Napoli, è scesa da un Freccia Argento proveniente dalla città partenopea per poi allontanarsi rapidamente dalla stazione di Bolzano.

Notata dagli agenti della Polfer, la signora è stata fermata e controllata. In seguito ad una perquisizione le sono stati trovati all’interno della costosa borsa firmata Gucci tre grossi involucri di hashish per un peso complessivo di 3,5 kg.

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Un quantitativo che avrebbe fruttato sul mercato ben 20mila euro.

La donna è stata quindi arrestata con l’accusa di trasporto e detenzione ai fini di spaccio e trattenuta nella casa circondariale del capoluogo fino a oggi, giornata della convalida e della disposizione cautelare in carcere.

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Bolzano

Chiusura straordinaria del Parcheggio Tribunale il 19 e 20, 26 e 27 settembre

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SEAB informa che, su ordine della Questura di Bolzano, per motivi di ordine pubblico, il parcheggio Tribunale rimarrà chiuso dalle ore 19.00 di giovedì 19 settembre 2019 fino alle ore 20.00 di venerdì 20 settembre 2019 e dalle ore 19 di giovedì 26 settembre 2019 fino alle ore 20.00 di venerdì 27 settembre 2019.

In questo lasso di tempo l’accesso alla struttura sarà strettamente vietato a tutti, abbonati e utenti occasionali.

Non sarà possibile accedere alle vetture parcheggiate oppure ritirare le vetture dal parcheggio. Inoltre, il piano -1 deve essere completamente liberato dalle macchine parcheggiate.

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I clienti che intendono parcheggiare la macchina prima della chiusura e lasciarla parcheggiata fino alla riapertura del parcheggio devono utilizzare i piani -2 e -3.

Gli abbonati possono utilizzare gratuitamente il parcheggio BZ-Centro durante la chiusura. Per informazioni è possibile rivolgersi al personale di cassa o contattare il numero verde 800 116 166.

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Bolzano

ABD: Kompatscher firma la cessione, nuovo esposto dei Verdi alla Corte dei Conti

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Oggi, lunedì 16 settembre, mentre il Presidente Kompatscher firma il contratto di cessione ai privati della società provinciale ABD Airport Spa, il Gruppo Verde in Consiglio provinciale invia un secondo esposto alla Corte dei Conti.

L’esposto di oggi segue il primo, del 26 luglio scorso, e ne costituisce il necessario aggiornamento poiché è con la firma di oggi che diventa concreto il possibile danno erariale.

I Verdi altoatesini hanno così riassunto i fatti che, dicono, fanno temere il danno erariale:

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  1. La società ABD è iscritta nel bilancio della Provincia ad un valore di € 37.155.797.
  2. Tale società è stata ceduta alla cordata privata Gostner-Benko-Haselsteiner a un prezzo di € 3.813.000.
  3. Con questa vendita, il bilancio provinciale ha subito quindi una perdita di € 33.342.797.
  4. ABD ha disponibilità liquide di € 5.673.439: acquisendo il conto in banca della società i privati recuperano abbondantemente il prezzo pagato.
  5. Al 31.12 2014 la Provincia aveva investito nell’aeroporto € 120.225.869, di cui € 55.831.050 nelle infrastrutture. A questo va aggiunto quanto speso dalla Provincia da quella data ad oggi.
  6. Il prezzo di vendita irrisorio deriva da una stima messa a base d’asta di € 3.800.000 che appare inadeguata. Tale stima ha azzerato totalmente il valore del patrimonio di ABD (oltre 36 milioni) sostenendo che si tratta di beni di cui la società non dispone poiché ha una concessione provvisoria, che potrebbe essere revocata in ogni momento col passaggio dei beni al demanio pubblico. Tale stima ignora però due fatti:
    1. Dei beni immobili che costituiscono l’aeroporto, 16,5 ettari di terreni sono proprietà diretta di ABD e valgono 16.000.000 di euro. Tali terreni sono stati acquistati con soldi pubblici e non fanno parte dei beni da cedere al demanio a fine concessione.
    2. ABD ha già in tasca la concessione ventennale, poiché così ha deciso l’ENAC con deliberazione n. 20 del 9 maggio 2013. Una volta che ABD firmerà la convenzione proposta da ENAC, anche i beni da cedere al demanio resteranno nella disponibilità di ABD per 20 anni. Essi hanno quindi un valore che non può essere azzerato.
  7. I privati hanno offerto solo € 13.000 in più del prezzo a base d’asta, avvantaggiati dal fatto che alla gara era presente solo la loro offerta, senza concorrenza. Una gara con una sola offerta non consente certo di valorizzare al massimo il bene in vendita (ricordiamo che alla gara della Solland di Sinigo c’erano diversi offerenti e dopo ben 80 rilanci l’asta si è chiusa con un prezzo finale più che triplicato). Esistono norme nazionali che consentivano alla Provincia di ripetere la gara in queste condizioni. E anche nel bando di gara, al punto “V.1. Avvertenze,” era prevista per la Provincia la possibilità di annullare e ripetere la gara a sua discrezione senza alcun indennizzo per i partecipanti. La Provincia però non ha utilizzato questa possibilità e assegnato ABD all’unico concorrente privato ottenendo solo qualche spicciolo in più rispetto alla base d’asta.

Scrivono i Gruene: “È un errore politico molto grave quello che il Presidente Kompatscher sta compiendo oggi. Si è lasciato impelagare in una disputa di principio su chi ha ragione e chi ha torto, invece che rispettare il risultato del referendum – commentano i Consiglieri provinciali del Gruppo Verde – la gente questo aeroporto non lo vuole, e ancor meno nel caso venisse ampliato, in più fa male al clima, all’ambiente, alla salute e alle casse della Provincia. Quando è troppo, è troppo“.

Per tutti questi motivi il Gruppo Verde in Consiglio provinciale ha aggiornato il proprio esposto tornando oggi a chiedere alla Corte dei Conti di verificare se la cessione di ABD a un prezzo dieci volte inferiore al suo valore patrimoniale non abbia configurato un inammissibile danno erariale.

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Bolzano

Riapertura di viale Trento ai mezzi aziendali? Test da ripetere a ponte Resia

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Oggi (16 settembre) entrerà in vigore l’ordinanza firmata dal Sindaco di Bolzano Renzo Caramaschi che prevede una deroga al divieto di transito in viale Trento con accesso da via Roma per i soli autocarri di massa complessiva sino a 35q. Tale provvedimento prevede in via sperimentale per 6 mesi dal 16 settembre 2019 al 16 marzo la deroga al divieto di transito a fasce orarie dal lunedì al sabato, dalle 6.30 alle 8.30 e dalle 13.00 alle 15.00.

Anziché occupare per ore ponte Roma, via Roma e viale Druso per raggiungere i numerosi cantieri in centro – commenta Claudio Corrarati, presidente della CNA-SHV – i nostri artigiani potranno percorrere viale Trento.

Forse rimarranno bloccati anche lì, lo verificheremo con la sperimentazione, ma di sicuro libereranno altre arterie principali. Grazie al periodo di test, sarà possibile capire anche se gli orari individuati sono quelli più utili, se vanno ampliati, ridotti, spostati un po’ più avanti o più indietro nella mattinata e nel primo pomeriggio”.

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Allo stesso tempo – prosegue Corrarati – riteniamo che, di fronte alla prospettiva di una città che cambierà molto con numerosi cantieri concentrati in un arco temporale lungo, occorra sperimentare altre soluzioni che possano consentire di liberare l’arginale Sud e la Zona produttiva nei momenti di picco del traffico.

Ad esempio la riapertura di ponte Resia in direzione via Resia, sfruttando la fitta rete di telecamere che sta per entrare in funzione come strumento per monitorare il traffico ed una segnaletica digitale, probabilmente più efficace rispetto al semplice cartello posizionato in viale Trento, per deviare i flussi dei veicoli quando la situazione lo richiederà.

Dobbiamo assolutamente evitare che i veicoli aziendali rimangano intrappolati per quasi metà giornata lavorativa nel traffico e, al contempo, dirottando su altre vie i veicoli aziendali, si potrà dare maggiore fluidità ai veicoli privati.

Il tutto, aspettando con fiducia che i numerosi interventi infrastrutturali dell’Agenda Bolzano di Comune e Provincia e le misure del Pums del Comune prendano forma ed entrino in vigore. Consapevoli, però, che ci vorranno dieci anni per andare a regime”.

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