Alto Adige
Neonato ucciso a Lana, scarcerata la madre
La rumena accusata di aver ucciso il figlio neonato a Lana è uscita dal carcere.
La donna aveva dato alla luce il bimbo alla fine di settembre, e aveva abbandonato il corpicino a poche decine di metri dall’azienda agricola dove lavorava come raccoglitrice.
Solo per caso il giorno dopo una turista tedesca che portava a spasso il suo cane aveva fatto la macabra scoperta. La rumena è ora ospite di una struttura protetta dove riceve assistenza psicologica. Lei stessa avrebbe dichiarato di non avere alcuna intenzione di lasciare il Paese, né di volersi allontanare dalla regione.
Gli avvocati Nicola Nettis e Amanda Cheneri avevano presentato una richiesta di revoca della detenzione preventiva, poi accolta dal giudice.
Secondo i risultati dell’autopsia, il bambino è nato vivo e successivamente morto per asfissia. Un’eventuale condanna per omicidio potrebbe portare la 25enne all’ergastolo mentre un verdetto più clemente potrebbe declassare il reato a infanticidio, a condizione che gli avvocati riescano a dimostrare che il gesto è stato compiuto sotto una pressione psicologica estrema.
In questo caso la pena detentiva potrebbe variare da quattro a dodici anni.
La giovane, già madre di un figlio di due anni a quanto pare avrebbe agito da sola. Ha poi dichiarato in lacrime di non ricordare nulla di quanto accaduto. Il timore di perdere il lavoro l’avrebbe portata a nascondere la gravidanza.
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