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Il valore dell’oro a livelli da record, complice anche l’interruzione delle esplorazioni

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L’oro ha toccato la valutazione record di 2706 dollari l’oncia, grazie anche alla decisione di non aprire più nuove miniere e quindi bloccare l’esplorazione per trovare altri giacimenti; di conseguenza le banche centrali hanno cominciato ad acquistare importanti quantitativi ed il valore è cresciuto.

In questa corsa al rialzo c’è un inizio certo ed è stato quando Nixon nel 1971 decise di abbandonare il regime aureo interrompendo il legame tra dollaro e oro il cui valore era di 35 dollari. Da allora l’incremento  è stato del 7.710% rispetto al dollaro.

Perché l’oro nell’arco di un anno è passato da 1800 a 2700 dollari l’oncia? Una delle ragioni è la politica monetaria della Federal Reserve che se continua a ridurre i tassi d’interesse porterà ad un calo dei titoli di Stato e di riflesso l’oro diventerebbe un investimento ancora più vantaggioso.

L’oro, considerato un bene rifugio, è stato acquistato come risposta alla crisi medio orientale. La conseguenza è stata che la domanda globale secondo il rapporto del World Gold Council, è aumentata del 4% raggiungendo le 1258 tonnellate e le transazioni sono aumentate del 53%.

Le centrali hanno aumentato gli acquisti di 183 tonnellate. In questo contesto un ruolo importante lo gioca anche l’intelligenza artificiale che ha aumentato la richiesta di componenti contenenti oro dell’11%.

Con la produzione in stallo, per reggere la richiesta si è dovuti ricorrere al riciclo dell’oro dal momento che l’estrazione è ferma al tetto del 2016. Ed anche in questo caso i motivi sono molteplici.

Si va dai tempi molto lunghi – anche dieci anni – per passare dalla scoperta alla produzione, alle sempre maggiori difficoltà per ottenere i permessi governativi, senza contare l’ostracismo attivo delle organizzazioni sia della difesa dell’ambiente che della tutela del lavoro.

In America i lingottini sono arrivati anche nella catena degli ipermercati Costco e più capillare diventa la vendita e più aumenta la richiesta: per il 2023 4448 tonnellate contro una produzione di 3644 tonnellate e così a far quadrare i conti sono state le 1237 tonnellate ricavate dal riciclo dei gioielli.

Le previsioni sono tutte la rialzo con l’ipotesi di arrivare nel medio termine ai 3mila dollari l’oncia. Occhio quindi anche ai regali della nonna dimenticati nel cassetto, perché potrebbero rivelarsi un inatteso tesoretto.  

 

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