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Dall’Abisso alla luce: il salvataggio della speleologa Ottavia Piana – IL VIDEO

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Ottavia Piana, 32 anni, speleologa bresciana, è stata salvata dopo una complessa operazione di soccorso durata 75 ore (in anticipo rispetto alle previsioni) nell’Abisso Bueno Fonteno, nel bergamasco. (QUI link)

Si tratta di un sistema di grotte e gallerie sotterranee situato tra il lago d’Iseo e il lago d’Endine, in una zona carsica, che comprende canyon, pareti verticali e stretti cunicoli in cui non mancano i rivoli d’acqua. Un’area che non vede mai la luce del sole e dove la temperatura è costantemente di circa 8 gradi.

La 32 enne – parte del Gruppo CAI di Lovere (Bergamo) – operava nell’ambito del “progetto Sebino”, ovvero un progetto che mira alla mappatura di questi cunicoli ipogei, in un’area ancora da mappare e scoprire completamente. Nel luglio 2023, era già stata portata in salvo con un intervento durato 48 ore dopo un incidente.

La donna era rimasta ferita sabato scorso, riportando traumi alle vertebre e alle costole, fratture alle ossa facciali e a un ginocchio, in seguito a una caduta durante un’esplorazione. Il salvataggio è stato completato verso le 3 del mattino del 18 dicembre, quando la barella è stata trasportata fuori dalla grotta. (QUI link video)

Durante l’intera missione, durata 75 ore, le squadre si sono alternate garantendo un costante monitoraggio della donna, assistita da 6 medici e 8 infermieri del Soccorso Alpino e Speleologico.

L’operazione ha coinvolto 159 tecnici del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico provenienti da tutta Italia, affiancati da medici, infermieri, Vigili del Fuoco, Carabinieri e Protezione Civile. Fondamentali anche AREU 118, la Prefettura di Bergamo, il comune di Fonteno.

La complessità dell’intervento ha richiesto il disostruimento di passaggi stretti, anche tramite piccole cariche esplosive. Grazie a un coordinamento meticoloso, le squadre di soccorso si sono alternate per trasportare la barella lungo quattro chilometri di percorso, affrontando tratti impervi, pozzi verticali e passaggi a rischio crollo.

Una volta fuori dalla grotta, Ottavia è stata trasferita tramite elisoccorso all’ospedale di Bergamo. Nonostante la stanchezza e il dolore, è rimasta cosciente e collaborativa durante tutta l’operazione.

Il salvataggio è stato accolto con grande sollievo e soddisfazione da parte di tutte le persone coinvolte, che hanno sottolineato l’importanza dell’addestramento e del lavoro di squadra.

@ Soccorso Alpino e Speleologico FB

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