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Dieci anni dopo, “Charlie Hebdo” ricorda il sanguinoso attentato

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A dieci anni dall’attentato jihadista che il 7 gennaio 2015 colpì la redazione di Charlie Hebdo a Parigi, il giornale satirico francese si prepara a commemorare l’anniversario con un numero speciale, riaffermando la propria identità attraverso la frase: “La voglia di ridere non scomparirà mai!”.

L’edizione commemorativa, che sarà disponibile nelle edicole francesi, affronta il tema “Ridere di Dio”, esplorato attraverso circa quaranta vignette e caricature selezionate tra centinaia di proposte arrivate da un concorso internazionale. In copertina, spicca l’immagine di un lettore seduto su un fucile d’assalto, intento a leggere il numero speciale, definito “storico”.

Nel suo editoriale, il direttore Riss sottolinea come la satira rappresenti una forma di ottimismo, un modo per affrontare anche i momenti più tragici. Secondo lui, ridere significa continuare a vivere, e questa capacità di sorridere attraverso il dramma è la vera forza della pubblicazione.

L’attacco del 2015, condotto dai fratelli francesi di origine algerina Chérif e Saïd Kouachi, estremisti legati ad al-Qaida, provocò la morte di dodici persone, tra cui otto membri della redazione. Tra le vittime, il direttore Charb e i celebri fumettisti Cabu e Wolinski. Dopo due giorni di fuga, i fratelli Kouachi furono uccisi dal Gign in una tipografia a Dammartin-en-Goële, vicino Parigi.

L’attentato a Charlie Hebdo segnò l’inizio di un periodo buio per la Francia, con ulteriori attacchi terroristici, tra cui quello al supermercato kosher di Porte de Vincennes, dove morirono quattro persone, e l’omicidio di una poliziotta a Montrouge.

Charlie Hebdo, fondato nel 1970 dalle ceneri della rivista Hara-Kiri, è da sempre noto per il suo spirito anarchico e anticlericale. Nonostante le minacce e le tragedie subite, il giornale continua a essere un simbolo di resistenza attraverso la satira, riaffermando il proprio diritto alla libertà di espressione.

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