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Genova: lo sciopero indetto dai sindacati contro la sostituzione dei lavoratori con l’intelligenza artificiale sarà solo il primo di una lunga serie

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Di certo quello di qualche giorno fa a Genova è stato il primo sciopero contro il licenziamento di quattro dipendenti le cui mansioni, secondo i sindacati, passeranno all’intelligenza artificiale. Siamo  alla sede genovese della Maersk, multinazionale danese di logistica.

Di certo è solo l’inizio perché quando l’intelligenza artificiale sarà a pieno regime, lavorerà a costo praticamente pari zero, ventiquattro ore su ventiquattro, senza criticità sindacali, di malattie o di ferie e così il lavoratore tradizionale sarà messo alla porta.

Tant’è che Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti sono scesi in piazza per protestare contro la sostituzione di lavoratori con l’intelligenza artificiale. Per i sindacati i licenziamenti sono dovuti sia alla delocalizzazione di alcune attività nelle Filippine, ma anche alla decisione di affidare alcune mansioni all’intelligenza artificiale.

Anche perché il colosso danese è molto attivo in questo campo e sta studiando con un dipartimento dedicato denominato Maersk Growth varie applicazioni e la sta già utilizzando nella funzioni di supporto a terra come la gestione delle prenotazioni e nelle modifiche degli ordini.

In studio anche la navigazione sia per i percorsi delle navi che per le operazioni portuali con l’obiettivo di ridurre i tempi di viaggio ed il consumo di carburante. Maersk guarda anche alla logistica ed ha da poco implementato una soluzione robotica basata sull’intelligenza artificiale in una piattaforma logistica inglese.

L’intelligenza artificiale non è solo moda e comodità, ma già costituisce un pericolo per l’occupazione ed andrebbe trattata con la massima cautela e solamente in un’ottica di supporto e non di sostituzione del lavoratori.   

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