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Archiviata dopo sei anni l’inchiesta su Armando Siri. Matteo Salvini: «Un altro fallimento della giustizia»

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Dopo quasi sei anni di indagini, la Procura di Milano ha chiuso l’inchiesta su Armando Siri, ex senatore ed ex sottosegretario, accusato di finanziamento illecito ai partiti e dichiarazione infedele.

La giudice per le indagini preliminari Sonia Mancini ha disposto l’archiviazione, accogliendo la richiesta della Procura, che ha certificato come i finanziamenti ricevuti da Siri fossero legati a scopi personali e non alla sua attività politica.

L’inchiesta riguardava due mutui concessi dalla Banca Commerciale Agricola di San Marino tra il 2018 e il 2019, per un totale di 1,35 milioni di euro, e un prestito di 220mila euro risalente al 2018.

Sebbene il pubblico ministero avesse ipotizzato che tali finanziameUnti potessero essere stati concessi come un “investimento” su possibili future opportunità di lavoro o contatti politici, non sono emerse prove di contropartite o favoritismi da parte di Siri. Di conseguenza, il caso è stato archiviato, ponendo fine a un lungo iter giudiziario.

“Con il decreto di archiviazione si chiude finalmente un lungo calvario giudiziario, politico, mediatico e umano durato sei anni. È una decisione che restituisce serenità e conferma l’esistenza di magistrati indipendenti e imparziali, capaci di distinguere la verità dalle accuse infondate: una boccata d’ossigeno per chi crede in una giustizia libera da pressioni e strumentalizzazioni politiche” – queste le prime dichiarazioni di Armando Siri dopo la sentenza.

“Felice per Armando e per la Lega, altra inchiesta strillata per mesi sui giornali e finita in nulla, altri soldi pubblici sprecati, altro fallimento di una ‘giustizia’ che ha invaso il campo della politica”. Così Matteo Salvini commenta l’archiviazione

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