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Trump sospende i dazi per 3 mesi, ma inasprisce la linea contro la Cina

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Con un colpo di scena, Donald Trump ha annunciato la sospensione per tre mesi dei nuovi dazi nei confronti dei Paesi disposti a negoziare con gli Stati Uniti, pur mantenendo una tariffa base del 10%.

Esclusa da questa tregua la Cina, che subirà dazi fino al 125%, in risposta alla sua decisione di imporre tariffe dell’84% sui prodotti americani.

La mossa ha fatto impennare Wall Street, dopo giorni di forte volatilità, ed è stata letta come un tentativo di calmare i mercati e rispondere alle pressioni dei grandi gruppi industriali, finanziari e dei donatori repubblicani.

Il segretario al Commercio, Howard Lutnick, ha affermato che anche l’Unione europea potrebbe sospendere le proprie misure di ritorsione per 90 giorni, dando spazio al dialogo. Tuttavia, resteranno in vigore i dazi settoriali su acciaio, alluminio e automobili.

Nel frattempo, Trump ha confermato che il Messico, il Canada e la Cina non beneficeranno della sospensione, e ha promesso “premi” per i Paesi che eviteranno ritorsioni.

Intanto, la tensione commerciale resta però alta: Trump ha annunciato nuovi dazi sui farmaci per riportare la produzione negli USA.

Il Tesoro americano ha ribadito che l’obiettivo è ora l’economia reale, premiando le piccole imprese interne rispetto ai giganti di Wall Street. Pechino, invece, viene accusata di inondare i mercati con merci a basso costo, danneggiando le economie occidentali.

La guerra dei dazi prosegue, dunque, tra aperture tattiche e nuove minacce: in attesa di sviluppi, il mondo resta con il fiato sospeso.

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