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L’Europa ammorbidisce la protezione del lupo: una vittoria per gli allevatori

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Il Consiglio dell’Unione europea ha ufficialmente approvato una modifica cruciale alla direttiva Habitat, abbassando il livello di protezione del lupo da “rigorosamente protetto” a “protetto”. Una decisione destinata a far discutere, che ridisegna gli equilibri tra conservazione della fauna selvatica e gestione territoriale.

L’aggiornamento legislativo, appena adottato, mira a riallineare la direttiva europea alla Convenzione di Berna, il trattato internazionale firmato nel 1979 che regola la conservazione della vita selvatica e degli habitat naturali in Europa.

Con questa nuova classificazione, gli Stati membri avranno una maggiore flessibilità nella gestione dei lupi, la cui presenza in alcune aree è aumentata significativamente negli ultimi anni, generando preoccupazioni tra allevatori e comunità rurali. Tuttavia, la nuova norma non rappresenta un via libera senza condizioni.

“I Paesi dovranno comunque garantire uno stato di conservazione soddisfacente per la specie”, precisano da Bruxelles. In altre parole, il lupo potrà essere gestito con maggiore libertà, ma non perseguito indiscriminatamente. Resta infatti la possibilità per ogni Stato di continuare a considerarlo “rigorosamente protetto” a livello nazionale e di adottare, se ritenuto necessario, misure più severe per salvaguardarlo.

La modifica segna un punto di svolta nella politica europea sulla biodiversità, offrendo agli Stati strumenti più flessibili per bilanciare la tutela ambientale con le esigenze delle popolazioni locali. Una scelta che riflette le crescenti pressioni politiche e sociali, ma che apre anche a nuove sfide per garantire una convivenza sostenibile tra uomo e natura.

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