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Alto Adige

Tornelli e polemiche sul sentiero del Seceda: 5 euro per camminare tra le Dolomiti

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Una barriera a pagamento tra i prati della Val Gardena ha acceso un acceso dibattito tra appassionati di montagna e operatori turistici. Durante il weekend, sul celebre sentiero che conduce al Seceda, con vista mozzafiato sulle Odle, sono comparsi dei tornelli e un cartello che segnalava l’ingresso a pagamento: 5 euro per accedere al percorso.

A scatenare la polemica è stata una foto postata su Facebook dal presidente del Cai Alto Adige, Carlo Alberto Zanella. L’immagine dei tornelli, installati in mezzo alla natura incontaminata delle Dolomiti, è diventata virale nel giro di poche ore, alimentando critiche e indignazione da parte di escursionisti, ambientalisti e semplici amanti della montagna.

I proprietari dei terreni interessati hanno cercato di spegnere le polemiche, spiegando che “si è trattato solo di un test” per valutare modalità alternative di gestione dell’elevato afflusso turistico nella zona. “Non è prevista alcuna installazione definitiva”, hanno precisato, sottolineando come l’obiettivo fosse solo quello di raccogliere dati e impressioni sul campo.

Tuttavia, l’iniziativa ha sollevato interrogativi più ampi sulla privatizzazione dell’accesso ai sentieri di montagna e sulla sostenibilità del turismo alpino di massa. In molti si chiedono se sia lecito far pagare l’ingresso a un sentiero naturale e se questo possa diventare un precedente per altri percorsi in quota.

In un momento in cui le montagne vivono un’affluenza sempre più intensa, alimentata anche dai social, la questione solleva un dilemma non solo ambientale, ma anche culturale: la natura è ancora un bene comune o sta diventando un’esperienza a pagamento?

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