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Montagna per tutti: rivoluzione inclusiva sulle piste grazie all’emendamento Ambrosi

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Una montagna più giusta, più sicura, più umana. È questa la visione che guida l’emendamento al Decreto Legge Sport firmato da Alessia Ambrosi, deputata di Fratelli d’Italia, che segna una svolta storica nell’accessibilità delle piste da sci per le persone con disabilità. “Con questo intervento normativo, finalmente lo sport in montagna diventa accessibile per tutti”, dichiara Ambrosi, che ha voluto con forza il provvedimento.

È la prima volta in Italia che viene introdotta una cornice normativa chiara per garantire l’accessibilità, la sicurezza e il soccorso sulle piste da sci alle persone con disabilità, o come preferisce chiamarle la deputata, “persone speciali”. L’obiettivo è ambizioso: trasformare le montagne italiane in luoghi davvero inclusivi, capaci di accogliere chiunque, senza barriere né discriminazioni.

L’emendamento prevede una serie di misure concrete: posteggi riservati, impianti segnalati in modo chiaro, soccorritori formati, piani di evacuazione inclusivi, defibrillatori presenti, aree per l’elisoccorso e la rimozione delle barriere architettoniche. Non solo: sono previsti incentivi fiscali per i gestori che investono in sicurezza e inclusione, in collaborazione con le Regioni. Un aiuto concreto anche per i Comuni, che potranno garantire mezzi di soccorso e dispositivi salvavita come i DAE, delegandone gestione e installazione a soggetti già operativi sul territorio.

“Ci sono luoghi dove lo sport si intreccia con l’anima di un popolo: le nostre montagne sono uno di questi. Ma una montagna che esclude non è solo ingiusta: è più povera, più debole, meno vera”, afferma Ambrosi. Il provvedimento è quindi molto più di un’azione legislativa: è una rivoluzione culturale, un messaggio forte di civiltà e rispetto.

Il Governo Meloni, sottolinea la deputata, conferma così la sua visione di inclusione sociale a 360 gradi, già dimostrata con iniziative per l’accessibilità di spiagge, laghi e luoghi di vacanza. Ora tocca alle aree sciistiche, perché “il turismo non è solo economia, ma anche valore sociale e qualità della vita”.

“Lo sport può essere, per chi vive una disabilità o una difficoltà, un’ancora di salvezza, una rinascita, una via di riscatto”, aggiunge Ambrosi. Davanti allo sport siamo tutti uguali: non conta ciò che manca, ma ciò che si è, ciò che si lotta per diventare.

Con l’approvazione dell’emendamento, inclusione non è più solo una parola d’ordine, ma un impegno concreto. Una promessa mantenuta, che cambia il volto delle montagne italiane e apre nuovi orizzonti: “Dove ogni sentiero possa diventare un’opportunità, ogni impianto un diritto, ogni vetta un traguardo possibile. Per tutti”.

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