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Emergenza casa per i docenti: affitti insostenibili, scuole a rischio

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Una crisi abitativa silenziosa ma devastante sta colpendo migliaia di insegnanti italiani, costretti a vivere in condizioni sempre più precarie a causa dell’impennata dei canoni di affitto e della mancanza di soluzioni concrete e immediate. A lanciare l’allarme è il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, che mette nero su bianco una situazione che rischia di compromettere non solo la dignità dei lavoratori della scuola, ma anche la tenuta stessa del sistema educativo.

“Abbiamo segnalato ripetutamente questa emergenza negli anni”, denuncia il Coordinamento, sottolineando che oggi la condizione abitativa dei docenti fuori sede si è trasformata in una vera e propria forma di povertà, coinvolgendo intere famiglie e contribuendo a generare un disagio sociale profondo.

I numeri parlano chiaro: il canone medio di affitto in Italia ha raggiunto i 1.020 euro, con abitazioni sempre più piccole e meno accessibili. In città come Milano, Firenze e Roma, i prezzi mensili assorbono gran parte dello stipendio netto di un docente, rendendo impossibile sostenere una vita dignitosa. Secondo il report di Immobiliare.it Insights pubblicato a luglio 2025, l’offerta di immobili è aumentata del 24,3% su base annua, ma i prezzi hanno continuato a salire, con un incremento medio del 6,6%, ancora più marcato al Centro e al Sud.

Per le famiglie monoreddito, tra cui rientrano molti insegnanti, l’accessibilità è ormai al collasso. La situazione si aggrava per le coppie nelle aree centrali del Paese, dove meno della metà delle abitazioni può dirsi sostenibile. Firenze emerge come la città meno accessibile per le coppie con doppio reddito: meno di un’abitazione su cinque è sostenibile, nonostante un calo della domanda del 38,5%. Anche Roma registra una flessione del 22%, chiaro segnale che molti potenziali inquilini rinunciano all’affitto, scoraggiati da condizioni economiche proibitive.

Milano, Firenze e Roma restano le città con i canoni più alti, ma anche Palermo, Catania e Genova registrano rincari significativi, confermando che il problema è ormai esteso a tutto il territorio nazionale. A Napoli e Bologna si notano lievi segnali di miglioramento, ma non sufficienti a invertire la rotta.

Le conseguenze sono pesanti e vanno ben oltre la sfera personale dei lavoratori: l’impossibilità di trovare un alloggio dignitoso porta a rinunce, trasferimenti forzati, cattedre scoperte e discontinuità didattica, minando l’efficacia del sistema scolastico e violando l’articolo 36 della Costituzione, che garantisce una retribuzione “sufficiente a condurre un’esistenza libera e dignitosa”, e l’articolo 34, che tutela il diritto allo studio.

In questo contesto, arriva l’annuncio del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che insieme al ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha previsto, nel Piano Casa Italia, la realizzazione di alloggi a prezzi calmierati per docenti e personale ATA. “Pur rappresentando un primo riconoscimento istituzionale della gravità della situazione, la misura non è compatibile con l’urgenza del problema”, avverte il Coordinamento, chiedendo interventi immediati sin dall’attuale anno scolastico.

Tra le proposte avanzate: agevolazioni fiscali per i proprietari che affittano a prezzi calmierati, voucher abitativi mirati e convenzioni con enti locali e università.

Il diritto all’abitare e il diritto all’istruzione sono strettamente connessi, conclude il Coordinamento. Tutelare la dignità dei docenti significa garantire la qualità dell’insegnamento e il futuro stesso della scuola italiana.

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