Bolzano
Anziane raggirate dal “finto poliziotto”: colpo da 50mila euro in gioielli. Fermati due uomini
“Siamo incredibilmente grate per l’eccezionale e impressionante lavoro svolto dai Carabinieri di Bolzano, così come per la collaborazione tra le Forze dell’Ordine a livello statale.” Hanno commentato così le due signore anziane residenti nel capoluogo altoatesino e purtroppo diventate vittime, rispettivamente di truffa e tentata truffa.
Due episodi sgominati dopo una rapida ed articolata attività investigativa, che hanno portato i Carabinieri della Compagnia di Bolzano ad individuare e deferire in stato di libertà i due responsabili.
“I Carabinieri sono intervenuti la sera stessa in tempi rapidissimi, assistendoci con massima professionalità e disponibilità, nonché pieni di comprensione dell’accaduto – spiegano –. Senza perdere neppure un secondo, hanno poi lavorato per tutta la notte per chiarire l’accaduto e per arrestare i malviventi.”
Dagli uffici della Stazione Carabinieri si apprende che questa storia si sviluppa da una richiesta d’intervento, a seguito della quale è stato ricostruito un raggiro ricondotto all’arcinoto modus operandi del cosiddetto “finto appartenente alle forze dell’ordine”.
Le vittime sono state contattate al telefono da un uomo che, presentandosi come un’agente della Questura di Bolzano, si è fatto consegnare informazioni con la scusa di dover predisporre la verifica dei propri beni preziosi, prospettando inesistenti attività investigative.
Nel corso dell’azione delittuosa, uno dei malviventi è entrato nell’abitazione di una delle vittime portando via diversi monili in oro e preziosi per circa 50.000 euro.
Il secondo tentativo messo in pratica con modalità simili, ma a danno della sorella, è andato a vuoto, perché quest’ultima ha prontamente sventato la truffa rifiutando di consegnare i propri beni.
Coordinate dalla Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Bolzano, le attività d’indagine hanno portato a far acquisire fondamentali elementi probatori attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati installati sul territorio.
Questi riscontri hanno permesso di identificare il veicolo utilizzato dai responsabili e di ricostruirne gli spostamenti.
Un ruolo importante l’ha giocato il coordinamento su scala nazionale tra i diversi presidi delle forze di polizia. “L’autovettura sospetta è stata infatti intercettata e fermata lungo l’autostrada A1 da personale della Polizia Stradale, nel procedere all’identificazione dei soggetti a bordo e al recupero della refurtiva, integralmente riconducibile a quella sottratta poco prima.”
“L’esito dell’attività investigativa rappresenta il frutto della professionalità, della dedizione e del senso del dovere dei militari della Compagnia di Bolzano, che quotidianamente operano con competenza e spirito di servizio a tutela della collettività” afferma il Tenente Colonnello Stefano Esposito Vangone, Comandante della Compagnia Carabinieri di Bolzano.
“Desidero esprimere il mio più sincero apprezzamento per l’impegno profuso da tutti gli operatori coinvolti e per la collaborazione interforze che ha consentito di raggiungere un risultato significativo in tempi rapidi” sottolinea.
“L’Arma dei Carabinieri – rassicura – continuerà a mantenere altissima l’attenzione su questo tipo di fenomeni, intensificando anche le attività di prevenzione e sensibilizzazione a favore dei cittadini.”
I due individui sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria competente. I preziosi sono stati sequestrati nell’attesa di essere restituiti alla legittima proprietaria. “È ammirevole che, nel giro di poche ore, le Forze dell’Ordine non solo siano riuscite a fermare e arrestare i colpevoli, ma anche a recuperare l’intero bottino di gioielli rubati.”
“Si tende a pensare di non poter mai diventare vittime di un simile inganno – riflettono –, ma la sicurezza e la familiarità dimostrate da veri professionisti sono sconvolgenti e, nel momento stesso, diventa molto difficile comprendere che si tratta di una semplice truffa.”
“Ci auguriamo – la loro speranza – che la conoscenza di questi episodi continui ad essere diffusa e che l’intenso lavoro dei Carabinieri, nonché delle Forze dell’Ordine nel sensibilizzare su questi rischi venga sempre più apprezzato e riceva maggiore attenzione.”
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