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Val Venosta

Con i soldi della truffa paga la bolletta dell’acqua: denunciato un imprenditore

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Lo scopo non era rubare dei soldi per arricchirsi, ma per pagare una bolletta dell’acqua rimasta pendente.

Un dettaglio più unico che raro. All’apparenza apparso quasi banale, però molto utile ai Carabinieri della Stazione di Resia per risalire al piccolo imprenditore d’origini pakistane, autore della truffa costata 1.499,58 euro a un autista di pullman 43enne residente a Crotone, in zona per lavoro.

I militari dell’arma impegnati nelle indagini, riferiscono che gli albori di questa storia risalgono ad una falsa e-mail in cui si parlava della necessità di rinnovare il proprio account di Posta elettronica certificata (Pec).

“Cliccando sul link fornito e inserendo i propri dati, la vittima è quindi caduta nella classica rete del phishing – spiegano i Carabinieri –. In pochi istanti, infatti, i malintenzionati sono riusciti a carpire i codici della sua carta di pagamento ricaricabile, prelevando l’intera somma, in un’unica operazione.”

Alla scoperta d’avere il conto più leggero, l’autista non ha potuto far altro che rivolgersi alle forze dell’ordine e denunciare il fatto. “Analizzando i flussi finanziari, siamo riusciti a ricostruire il percorso del denaro rubato, portando alla luce un dettaglio sorprendente: il bonifico non era stato inviato all’estero né disperso su conti difficili da rintracciare.”

“Il denaro non era stato frazionato o nascosto, ma era stato veicolato tramite il circuito tracciabile PagoPA, verso una società trentina che gestisce un acquedotto, per pagare una salatissima fattura idrica, pendente nei confronti di quest’ultima.”

Proprio la possibilità di incrociare i dati debitori, ha fatto sì che gli investigatori potessero identificare il “truffatore”, subito denunciato all’autorità giudiziaria con l’accusa di frode informatica.

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