Bolzano
A 30 anni di distanza anche la Città di Bolzano ha voluto rendere omaggio al giudice Paolo Borsellino e alla scorta
A 30 anni esatti da una delle pagine più nere della storia recente del nostro Paese, ieri mattina anche la Città di Bolzano ha voluto ricordare il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della scorta Agostino Catalano, Walter Eddie Cusina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi (prima donna a far parte di una scorta e anche prima donna della Polizia di Stato a cadere in servizio) e Claudio Traina barbaramente uccisi nella strage mafiosa di via D’Amelio a Palermo il 19 luglio del 1992.
Il Sindaco Renzo Caramaschi, con il Commissario del Governo Vito Cusumano, il magistrato Stefan Tappeiner ed il presidente dell’ANPI provinciale Guido Margheri, ha deposto un mazzo di fiori davanti all’installazione permanente dedicata ai giudici Falcone e Borsellino vicino al tribunale. Alla cerimonia hanno partecipato numerose autorità politiche, civili e militari oltre a rappresentanti del Tribunale di Bolzano e dell’Associazione Nazionale Magistrati.
“Oggi – ha detto ieri il Sindaco Caramaschi – ricordiamo uomini e donne che hanno pagato con il bene più caro e prezioso, ossia la vita, il loro impegno nella lotta alla mafia, veri martiri ed eroi della legalità. In particolare per Paolo Borsellino, l’impegno, la libertà, la giustizia, l’etica, la correttezza, il coraggio, sono stati gli ideali che ne hanno animato e contraddistinto il lavoro e la vita. Un uomo sempre proteso verso quella legalità che dovrebbe rappresentare la normalità in uno Stato come il nostro, ma che così non é. Siamo un Paese – ha aggiunto il primo cittadino – di verità nascoste, ma è sull’ esempio di di pilastri come i giudici Falcone e Borsellino che dobbiamo fondare la nostra memoria collettiva e la nostra identità. Elementi imprescindibili per le generazioni future. L’impegno nostro e di tutti i cittadini – ha concluso Caramaschi – non può che essere quello di far rivivere l’eredità morale ed il messaggio di speranza che questi uomini e queste donne ci hanno lasciato”.
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