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Aeroporto, M5S: “Lo sviluppo dello scalo limita il turismo sostenibile”

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La nuova acquisizione e il rilancio dell’aeroporto di Bolzano da parte dei privati apre, anche a livello politico, nuove questioni. In primis, per il MoVimento 5  Stelle dell’Alto Adige, quella della sostenibilità ambientale.

Ad affermarlo è il portavoce Diego Nicolini che allarga il dibattito sullo scalo bolzanino anche allo sviluppo turistico che, sottolinea il consigliere provinciale, deve rimanere sostenibile.

La questione spinosa sul futuro dell’aeroporto non riguarda solo l’incremento esasperato dei voli, come prospettato dai nuovi acquirenti, o quella della riduzione delle attività, come si vorrebbe a seguito del referendum – dichiara Nicolini – . La questione riguarda il futuro del nostro turismo: investiamo in un turismo di qualità che sappia valorizzare i tempi del nostro territorio o vogliamo investire in un turismo mordi e fuggi, come prospettato dall’aeroporto e l’offerta dei cosiddetti voli low cost. Conosciamo già gli effetti devastanti per il traffico e le scarse ricadute economiche dei visitatori giornalieri durante i Mercatini natalizi“.

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Per i pentastellati il referendum è stato chiaro: non si voleva l’allungamento della pista e non si voleva venissero impiegati soldi pubblici per l’aeroporto.

Il ragionamento logico è altrettanto palese: i soldi pubblici devono essere impiegati a tutelare quello che i cittadini definiscono come meritevole di tutela e lo sviluppo dell’aeroporto è contrario al turismo che vorremmo per il territorio locale – continua Nicolini – . Oltretutto il rumore prodotto dal numero crescente di voli e l’inquinamento dell’aria, in una delle valli più inquinate d’Europa, non può essere sicuramente compatibile con la tutela degli interessi della popolazione. Sappiamo che gli effetti dell’inquinamento hanno ricadute sulle prossime generazioni. E’ questo il futuro che vogliamo per i nostri figli?

Il MoVimento 5 Stelle promuove la democrazia diretta in tutte le sue forme e si batterà affinché la volontà popolare venga rispettata ed il nostro territorio tutelato e soprattutto si tutelino gli interessi prevalenti della popolazione se la scelta è tra la sperata ricchezza di pochi imprenditori e la salute di tutti i nostri concittadini, noi sappiamo bene da che parte stare e difenderemo la salute.

Si parla poco di inquinamento acustico, la vicina Germania, però, ha ad esempio varato una legge per ridurre il rumore dei treni merce in transito. Durante il mio ultimo viaggio a Roma in auto elettrica, ho avuto modo di interagire con il MIT sulla questione dei rumori derivante dal materiale ferroviario e mi hanno assicurato essere una delle priorità del Ministero insieme al prospettato passaggio dalla gomma al ferro“, conclude Nicolini.

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