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Italia ed estero

Andreas Hofer divide i trentini: Piedicastello dice no alla statua e Lavis non gli intitola il parco

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Andreas Hofer sembra proprio non essere gradito ai trentini. Dopo il no del consiglio comunale di Lavis ad intitolare il parco di Via Rosmini, è arrivato anche il parere contrario della circoscrizione Centro Storico – Piedicastello sull’ipotesi di posizionare una statua raffigurante il comandante tirolese, però senza il tradizionale fucile, nella nuova piazza di Piedicastello che è intitolata ad Andreas Hofer.

Per la verità il consiglio aveva già espresso parere contrario all’intitolazione della piazza indicando una soluzione maggiormente in relazione con la storia del rione. Il voto contrario è quindi in linea con quella posizione, ma questa volta il consiglio si è spaccato a metà.

Dal dibattito è uscita una votazione con 5 voti favorevoli, 1 astenuto e 4 contrari e quindi la proposta è stata respinta.

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Nel dettaglio si trattava di una statua alta un metro e sessanta con una base in materiale da definire, bidimensionale in legno pregiato del Brasile, offerta gratuitamente – trasporto compreso – al comune di Trento, dagli eredi delle famiglie tirolesi emigrate in terra brasiliana e che fanno riferimento al Circolo Culturale “ Donna Leopoldina”.

L’iter di presentazione del progetto è stato però del tutto anomalo. A chiedere il parere preliminare del consiglio circoscrizionale è stato un dirigente dell’Ufficio Strade, Parchi e Giardini ed il progetto è arrivato privo di un qualsiasi parere di supporto: degli uffici tecnici o della Sovrintendenza che ha un ruolo fondamentale in un contesto di grande interesse storico e archeologico.

Tanto che alcuni consiglieri hanno avuto il sospetto che il parere espresso avrebbe avuto un peso ben superiore a quello prospettato: se favorevole avrebbe dato un via assoluto al progetto, se contrario lo avrebbe bloccato. Anche, se nel caso dell’intitolazione della piazza, il parere contrario della circoscrizione non era stato minimamente preso in considerazione.

Perplessità anche per i tempi ristretti: pochi mesi tra l’intitolazione – anzi la cerimonia ufficiale è stata a luglio- e questa richiesta per il posizionamento della statua. Insomma quella decisione presa all’unanimità dal consiglio comunale di intitolare la piazza di Piedicastello a Andreas Hofer è sempre più isolata ed è ormai evidente che non è stata una scelta che unisce, ma che invece divide.

Italia ed estero

Precipita sulla via Calliope, 26enne altoatesina salvata dal soccorso alpino

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Si è concluso alle 16.00 l’intervento per il recupero di una donna altoatesina di 26 anni sulla via Calliope (parete di San Paolo – Arco).

La donna stava scalando da prima di cordata, insieme ad un compagno, quando ha perso l’appiglio ed è precipitata per circa 7 metri procurandosi traumi e contusioni agli arti.

La chiamare il Numero Unico per le Emergenze 112 poco dopo le 14 è stata una terza persona che si trovava sulla stessa via.

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Il coordinatore dell’Area operativa Trentino meridionale del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino ha chiesto l’intervento dell’elicottero che ha verricellato sul posto il Tecnico di Elisoccorso e l’equipe medica.

L’alpinista si trovava all’interno di un diedro a circa metà via, a 100 metri dal suolo.

In una seconda rotazione, l’elicottero ha portato in quota anche due operatori della Stazione Riva del Garda del Soccorso Alpino e Speleologico per dare supporto all’equipe dell’elisoccorso nelle manovre necessarie a imbarellare la ferita e imbarcarla a bordo del velivolo.

Una volta stabilizzata sull’asse spinale, la donna è stata calata in un punto idoneo al recupero con il verricello e elitarsportata all’ospedale Santa Chiara di Trento.

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Terremoto a l’Aquila, scossa di magnitudo 4.4. Paura anche a Roma e nel basso Lazio

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Una violenta scossa di terremoto ha colpito l’Aquila questa sera alle 18.35, terrorizzando ancora una volta gli abitanti del capoluogo abruzzese ma non solo.

I movimenti tellurici, di magnitudo stimata tra 4.4 e 4.9, sarebbero stati avvertiti nei Comuni di Pescosolido, Avezzano, Chieti e in tutta la Marsica ma anche nel basso Lazio da Frosinone a Cassino e Sora.

Il terremoto è stato avvertito addirittura a Roma, soprattutto nella zona est e in centro e nelle province di Napoli e Caserta.

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L’epicentro è stato rilevato tra Abruzzo e Lazio, a 5 km a sud est di Balsorano, che si trova ancora in provincia de L’Aquila, ad una profondità di 14 chilometri.

Molte le chiamate ai vigili del fuoco. Non è noto al momento se ci siano danni a cose o a persone.

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Arco: liberati nella notte cinque i escursionisti altoatesini bloccati nel «Bus del Diaol»

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Verso le 9 di questa mattina i cinque escursionisti altoatesini, bloccati da ieri dentro la grotta Bus del Diaol (Arco) sono stati accompagnati fuori dalla grotta, provati ma illesi.

La chiamata al Numero Unico per le Emergenze 112 era arrivata verso le 19.40 di ieri quando uno dei familiari ha lanciato l’allarme per il mancato rientro del gruppo.

Immediata l’organizzazione delle operazioni di soccorso.

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Sul posto è arrivata la VI delegazione speleologica del Veneto e Trentino Alto Adige, con le Stazioni di Trento, Bolzano, Verona, Vicenza e Veneto orientale, per un totale di 43 soccorritori, la Stazione di Riva del Garda e di Rovereto del Soccorso Alpino, i Vigili del Fuoco e i Carabinieri.

La grotta Bus del Diaol si sviluppa in orizzontale ed è caratterizzata dalla presenza di sifoni di sabbia. A bloccare i cinque escursionisti il secondo sifone, che si è chiuso dietro di loro riempiendosi di sabbia e acqua.

Situazione resa ancora più complicata dalla presenza di due cascate di acqua che continuavano ad alimentare il sifone.

Una volta compresa la situazione e stabilito un collegamento telefonico tra il campo base e i soccorritori dentro la grotta, si è provveduto a portare sul posto due pompe a immersione alimentate da un gruppo elettrogeno esterno per svuotare il sifone dall’acqua.

Contemporaneamente i soccorritori con dei teli e un sistema di tubi hanno deviato l’acqua delle due cascate per evitare che il sifone continuasse a riempirsi.

Verso le 6 di mattina il sifone è stato praticamente svuotato dall’acqua e si è cominciato a scavare per togliere il deposito di sabbia che ancora ostruiva il passaggio, fino ad arrivare nel luogo dove erano rimasti bloccati i cinque escursionisti.

Dopo essere stati rifocillati, riscaldati e dopo una valutazione delle loro condizioni sanitarie da parte dei medici del Soccorso Alpino e Speleologico, i cinque escursionisti sono stati accompagnati in sicurezza fuori dalla grotta e fino al campo base dai tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico.

Hanno collaborato alle operazioni di soccorso anche l’associazione Nu.Vol.A per dare supporto ai soccorritori impegnati per tutta la notte.

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