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Società

Anziani e non autosufficienti, erogati 223 milioni per l’assegno di cura nel 2018

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In Alto Adige circa 87.000 persone oltre i 65 anni non hanno richiesto né l’assegno di cura, né vivono in una residenza per anziani. Questo ed altri dati sottolineano che molte persone, nonostante una visione talvolta distorta della terza età, mantengono una propria autonomia anche in età avanzata perché si occupano in prima persona della propria salute.

I dati demografici aggiornati al 31 dicembre 2018 dicono che a fronte di una popolazione residente in Alto Adige di 532.233 persone vi sono 104.113 persone al di sopra dei 65 anni, delle quali 49.229 tra i 65 ed i 74 anni e 54.884 oltre i 75 anni; l’aspettativa di vita per gli uomini è di 81,2 anni, per le donne di 85,5 anni.

Circa 15.000 anziani, pari al 2,8% della popolazione, hanno bisogno di assistenza e cura, di queste attualmente 4.400 persone sono ospitate in residenze per anziani, 11.629 vengono assistite a domicilio.

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I periodi dedicati alla cura ed assistenza di familiari non autosufficienti possono essere assicurati da una copertura previdenziale. A questo scopo, analogamente a quanto avviene per i periodi dedicati alla cura dei figli, è previsto un contributo regionale.

In questo ambito sono importanti non solamente gli strumenti economici diretti per la cura, bensì anche quelli che vengono erogati in maniera indiretta.

In quest’ambito nel 2018 sono stati erogati i contributi relativi a 410 domande.

In Provincia di Bolzano si può contare su numerosi servizi e prestazioni rivolti alla terza età e in particolare alle persone non autosufficienti. Tra questi, ad esempio, 9 mense, 76 residenze per anziani, 17 strutture di accompagnamento ed assistenza abitativa, 19 centri di assistenza diurna e numerosi altri servizi come assistenza domiciliare, servizio infermieristico, anziani presso famiglie ospitanti, assistenza diurna nelle residenze per anziani, ecc.

Un servizio relativamente nuovo è rappresentato dall’accompagnamento e dall’assistenza abitativa, per persone che non hanno ancora un livello di non autosufficienza tale da richiedere una residenza per anziani, che nei prossimi anni sarà sicuramente destinato a crescere.

Una forma di sostegno molto importante, entrata in vigore in Alto Adige già a partire dal 2008, è rappresentata dall’assegno di cura che è articolato in quattro livelli a seconda delle ore di assistenza necessarie.

Nel corso del 2018 sono stati erogati circa 223,3 milioni di euro per l’assegno di cura, 100 dei quali sono stati versati direttamente alle residenze per anziani, dove le persone vivono e vengono assistite.

La maggior parte dei percettori si colloca nel primo livello assistenziale e si tratta per lo più di donne.

Un sostegno ulteriore è rivolto agli invalidi civili, ciechi e sordi. Nel corso del 2018 sono stati erogati a 7.626 beneficiari di queste categorie 41,6 milioni di euro.

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Società

2019, primi esami di maturità senza nati nel 900

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Gli esami di maturità che inizieranno venerdì prossimo, saranno i primi senza nati nel ‘900, il secolo nel quale, tra l’altro, si fece l’Unità d’Italia. 

Infatti a sostenere la maturità saranno i ragazzi della classe 2000, ripetenti a parte e di fatto va a chiudersi il ciclo la prima esperienza della scuola dell’obbligo.

A pensarci sembra preistoria, ma sono stati gli anni di De Amicis e del libro Cuore, Gian Burrasca, della Riforma Gentile o del maestro Manzi protagonista delle lezioni televisive che davano un contributo alla lotta all’analfabetismo.

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Ma sono stati gli anni dei pennini, dei banchi di scuola in formica verde col calamaio inserito che segnarono il passaggio di consegne da quelli in legno.

Poi i grembiuli dei quali oggi si è ripreso a discutere sull’opportunità di reintrodurli o meno, magari sotto forma di divisa scolastica come in uso dei paesi anglosassoni.

La prima maturità dei nati nel 2000 sarà invece ricordata per il divieto a presentarsi con le infradito o indossando shorts e dell’utilizzo del cellulare.

Poi anche un ruolo del tutto diverso dell’insegnante, ma anche un differente rapporto con gli studenti. Erano gli anni nei quali maestro o professore che fosse, lo studente si trovava di fronte ad una figura che creava timore, da rispettare e che aveva un compito ben definito: quello di contribuire all’educazione dei ragazzi.

E’ cambiato il secolo ed è cambiato tutto.

Oggi l’insegnante è una figura stretta tra un ruolo educativo e uno spazio ristrettissimo nel quale operare senza provocare offese dirette o indirette, all’alunno. La scuola del ‘900 era anche quella dove le differenze sociali ed economiche erano presenti, vissute sulla propria pelle, ma spesso superate dalla quella sorta di cameratismo che si instaurava tra i ragazzi.

A seguire invece gli anni nei quali tutti dovevano presentarsi nello stesso modo, le differenze sociali dovevano scomparire dietro l’apparenza e per ripresentarsi però, in maniera dirompente, di fronte ad un titolo di un tema in classe oppure davanti all’iscrizione ad una gita scolastica troppo costosa.

Ma al di là dell’aspetto esteriore, la scuola rifletterà sempre l’immagine della società.

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Società

Progetti estivi, 329 iniziative per oltre 75.000 bambini e ragazzi

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Dal 14 giugno sono iniziate le ferie estive per migliaia di giovani altoatesini, un periodo dell’anno che per le famiglierappresenta spesso un impegno considerevole sotto il profilo organizzativo.

Per andare incontro a questa esigenza la Giunta provinciale finanzia anche quest’anno un ricco programma di attività estive composto da 329 progetti e rivolto ad oltre 75.000 giovani. Tra queste iniziative, 98 sono state ideate appositamente per andare incontro alle esigenze dei giovani disabili e delle loro famiglie.

Attività estive, programma ricco e di qualità 

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Dopo il tempo dedicato alla scuola ed allo studio inizia per i giovani altoatesini il tempo delle vacanze e del relax. A questo scopo abbiamo elaborato un ricco programma di iniziative estive per offrire momenti di divertimento, arricchimento ed avventura“, afferma l’assessora provinciale alla famiglia ed alle politiche sociali, Waltraud Deeg.

Grazie alle numerose iniziative presenti su tutto il territorio altoatesino, i giovani potranno da un lato svolgere piacevoli attività ricreative, e dall’altro conoscere nuovi amici. Non va inoltre sottovalutato il coinvolgimento di giovani educatorinell’organizzazione e nella gestione dei progetti, che, oltre a percepire una retribuzione, avranno l’opportunità di partecipare ad interessanti attività pedagogiche.

Grazie all’intenso programma estivo si vuole inoltre offrire un prezioso sostegno alle famiglie.

Sempre più spesso entrambi i genitori sono impegnati nel lavoro, e grazie a questo programma estivo vogliamo fornire loro un aiuto concreto per la conciliazione tra l’attività lavorativa e la famiglia“, aggiunge l’assessora Deeg.

Finanziamenti in crescita

Il finanziamento provinciale dedicato a queste iniziative negli ultimi anni è stato costantemente incrementato ed è passato dai 3,4 milioni di euro del 2011 agli 8,5 dell’anno scorso.

Ci siamo impegnati ad aumentare gli stanziamenti in questo settore per far fronte alla crescente richiesta ed abbiamo sempre cercato di assicurare un ottimo livello qualitativo dell’offerta allo scopo di proporre i migliori programmi per il tempo libero dei nostri giovani” conclude l’assessora alla famiglia.

Per ulteriori informazioni gli interessati possono rivolgersi direttamente ai Comuni ed alle organizzazioni coinvolte. Nell portale web dell’Agenzia per la famiglia  è inoltre disponibile una panoramica completa dell’offerta estiva a livello provinciale.

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Società

Protezione civile, nuova app elaborata da uno studente

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Max Kelder ha 19 anni, proviene da Campodazzo e tra pochi giorni sosterrà l’esame di stato a conclusione del proprio percorso di studi presso l’Istituto tecnologico “Max Valier” di Bolzano.

La scorsa estate, durante il suo periodo di tirocinio presso l’Agenzia per la Protezione civile, Max ha lavorato alla programmazione di una nuova app da utilizzare per il Servizio di radiocomunicazioni provinciale.

Il software è già stato testato in occasione della Öztaler Radmarathon dello scorso agosto e durante la tappa di coppa del mondo di biathlon ad Anterselva, e il ragazzo ha sfruttato quanto emerso dalle due “prove” per effettuare dei piccoli interventi in grado di ottimizzare il funzionamento della app.

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“Con questo software – spiega il coordinatore del Servizio radiocomunicazioni provinciale, Markus Rauch – vengono mappati i dati relativi alle posizioni dei singoli apparecchi in dotazione, i quali vengono poi riportati su una cartina digitale.

Grazie a ciò, in caso di emergenza, può essere attivato il mezzo di soccorso più vicino al punto dal quale è stato lanciato l’allarme, rendendo l’intervento più rapido ed efficiente”.

Grande soddisfazione per il risultato raggiunto, frutto dell’ottima collaborazione tra mondo della scuola e mondo del lavoro, in grado di accoppiare teoria e pratica, viene espressa dalla direttrice dell’Istituto “Max Valier”, Barbara Willimek, e dall’insegnante Michael Wild che ha seguito direttamente Max Kelder nel suo percorso.

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