Connect with us

Società

Avvio da record per il Festival studentesco: sold out da 900 biglietti per il teatro Cristallo

Pubblicato

-

La febbre per la partenza del 49° Festival Studentesco sale sempre di più tra i ragazzi altoatesini.

Mancano poco più di due settimane alle prime esibizioni ed il fermento è sempre più palpabile. Una dimostrazione tangibile viene dalle code al botteghino del Teatro Cristallo, preso d’assalto nel pomeriggio di martedì 12 marzo, per l’apertura delle prevendite delle serate del Festival Studentesco.

Ed il risultato è stato scontato: tra vendita online e botteghini, i biglietti disponibili per le due serate classiche del 5 e 6 aprile sono andati tutti esauriti in poche ore. I più di 400 posti in platea prenotati dai ragazzi per entrambe le serate hanno portato ad un totale di quasi 900 ticket venduti in una sola giornata.

Soddisfatta Elisa Weiss, presidente dell’Artist Club, associazione che organizza il Festival: «Anche per quest’anno l’avvio è stato molto promettente: tutti i ragazzi e le famiglie vogliono poter supportare i compagni che saliranno sul palco. Per chi è rimasto escluso dalle serate classiche predisporremo una diretta streaming via web che permetterà di seguire ciò che avviene al Teatro Cristallo anche da casa sul proprio smartphone o sul computer».

Chiuse le vendite per le serate classiche rimangono invece aperte quelle per le serate moderne in programma al PalaResia il 12 e 13 aprile: i biglietti si possono acquistare al botteghino del Teatro Cristallo, dal martedì al venerdì dalle 17 alle 19, e il giovedì anche dalle 10 alle 12, e online sul sito del Teatro Cristallo. Biglietto singolo a 10 euro, abbonamento per le due serate a 13 euro.

Lunedì tutti i numeri

La grande attesa è stata dimostrata anche dalle numerose iscrizioni, che si sono chiuse nella giornata di lunedì 11 marzo, alle diverse discipline della manifestazione arrivate all’Artist Club dalle varie scuole. Tutti i numeri, le novità di questa edizione ed il programma del Festival verranno svelati alla stampa, televisioni e media nella presentazione in programma lunedì 18 marzo 2019 presso l’Eurac Cafè di Via Druso a Bolzano, a partire dalle ore 11.

Interverranno, oltre ai partner del Festival, Elisa Weiss, presidente dell’Artist Club e Giuliano Vettorato, assessore alla Cultura italiana della Provincia Autonoma di Bolzano.

Pubblicità
Pubblicità

L’impertinente

Rimpatri e promesse: Salvini e il ritornello di “ognuno al suo Paese”

Pubblicato

-

Pongo un quesito/riflessione aperto a tutti, con una premessa di un fatto accaduto a Torino oggi.

In sostanza un poliziotto è stato morso ad una falange da un tal Ifada Elvis, soggetto di nazionalità nigeriana, pluripregiudicato e richiedente asilo (quindi in attesa di risposta). Ma ovviamente ne potrei citare altre decine.

Con il neo decreto sicurezza la politica tuona “sarà rispedito immediatamente nel suo paese“. Almeno cosi è stato ripetuto e assicurato dal Ministro dell’Interno Salvini.

Fin li credo siamo tutti concordi nel rimpatriare soggetti che si sono macchiati di reati. Ma in realtà il rimpatrio avviene nell’immediatezza, o risulta un soggetto espulso (su carta) ma di fatto ancora circolante sul territorio italiano?

Nel caso specifico e da fonti del Viminale in realtà, sarà convocato dalla commissione territoriale per l’esame accelerato della sua richiesta di asilo, quindi si accetterà o ci sarà un diniego.

Poi sorge un altro problema e cioè il reato.

Il decreto sicurezza infatti prevede per il rimpatrio almeno una condanna in primo grado (visto che deve essere per legge processato) e con delle lungaggini processuali che ben conosciamo.

Poi abbiamo una Corte Ue che stabilisce: “il diritto d’asilo non decade anche in presenza di fatti gravi, se lo straniero rischia la vita o la persecuzione una volta rimandato nel paese di origine“.

Quindi si hanno già tre ostacoli non da poco, prima appunto di qualsiasi ipotetico e assicurato rimpatrio.

Detto questo non si possono dimenticare i labili o addirittura inesistenti accordi bilaterali internazionali, che portano a detenzioni parziali e provvisorie nei vecchi Cie, dai quali poi i cosiddetti irregolari scappano. Nella migliore delle ipotesi, tali soggetti non vengono rimandati da nessuna parte.

In ultimo, abbiamo per i rimpatri coatti dei costi elevati, con dei fondi irrisori a disposizione.

Notare che ogni soggetto deve essere scortato da due operatori, utilizzando un aereo andata/ritorno e con le dovute misure di sicurezza che impiegano appunto uomini e mezzi.

In sintesi quanti rimpatri (non espulsioni) sono stati di fatto effettuati fino ad ora?

Sarebbe utile infatti capire, a livello pratico, quanti criminali sono stati effettivamente “rimandati nel loro paese” e non solo sulla carta.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Società

Europee: appello della diocesi per un voto “pro Europa dei migranti e senza nazionalismi”

Pubblicato

-

L’Europa è nata soprattutto come un progetto di pace, dalle macerie della Seconda guerra mondiale e dopo le terribili esperienze di politica autoritaria e nazionalista. 

Questo straordinario progetto è un dato assodato da molti, mentre c’è qualcuno che lo mette in discussione.

L’Unione Europea è una storia di successo, che oggi deve confrontarsi con la crescente pressione dei nazionalismi. È pertanto importante difendere l’Europa. Non abbiamo bisogno di meno Europa, ma di più Europa!

La pace non è tutto, ma senza pace non c’è niente“.

Così recita parte del testo della dichiarazione congiunta del vescovo Ivo Muser e della Commissione diocesana per i problemi sociali e del lavoro alla vigilia delle elezioni europee.

L’invito è quello a non mettere in discussione il progetto Europa come ‘costruzione di pace’.

La Comunità Economica Europea (CEE) è stato il primo passo per la costruzione di quel progetto di pace che è l’Europa. In quanto unione politica (UE), deve essere però molto più di una semplice unione economica e monetaria. Abbiamo bisogno di un’Europa basata sui valori cristiani, che costruisca ponti di dialogo, affinché il leitmotiv di questo progetto di pace sia la carità e non l’esclusione.

L’Europa è chiamata alla solidarietà soprattutto nella questione migratoria.

Le forze nazionaliste ed egoiste, utilizzando metodi populisti, mettono in pericolo quel progetto di pace che è l’Europa. Gli interessi nazionalistici particolari bloccano spesso lo sviluppo di una unione democratica ed eco-sociale dei popoli e delle regioni europee.

Il capitalismo neoliberale è opprimente e influenzato da lobby ben organizzate presenti in tutti i settori della politica. Gli interessi privati dei grandi gruppi industriali vengono spesso prima della politica, che sarebbe responsabile del bene comune. Spesso l’uomo non viene più considerato nella sua dignità, ma solo come un elemento della catena produttiva, come consumatore e come utente.

Continua la nota: “Papa Francesco, nell’enciclica “Laudato si’”, usa parole dure per criticare questa economia che ha allargato il divario tra ricchi e poveri. Ciò di cui c’è bisogno è di un mercato equo, che è possibile solo se si giunge ad una sempre maggiore armonizzazione delle politiche sociali, fiscali e ambientali degli Stati membri.

C’è bisogno di un’economia che “fa vivere e non uccide, include e non esclude, umanizza e non disumanizza, si prende cura del creato e non lo depreda”, afferma Papa Francesco.

Possiamo scegliere!

Dal momento che siamo convinti del progetto di pace che è alla base dell’Europa e possiamo rafforzarlo con il nostro voto, come Commissione diocesana per i problemi sociali e del lavoro, insieme al vescovo Ivo Muser vi invitiamo ad andare a votare! Sfruttiamo questo diritto e costruiamo insieme l’Europa della pace!“.

btv

Pubblicità
Pubblicità
Continua a leggere

Società

Morto Niki Lauda: la leggenda della Formula Uno aveva 70 anni

Pubblicato

-

Foto motorbox.com

La Formula 1 ha perso uno dei campioni più grandi della sua storia.

Andreas Nikolaus Lauda, detto Niki, era nato a Vienna il 22 febbraio 1949 ma lontano dalla natia capitale austriaca se ne è andato ieri (20 maggio) all’età di 70 anni dopo un lungo ricovero in una clinica svizzera.

«Con profondo dolore annunciamo che il nostro amato Niki è morto pacificamente circondato dalla sua famiglia. I suoi successi unici come sportivo e imprenditore sono e rimarranno indimenticabili», hanno comunicato i familiari in una nota inviata agli organi di stampa.

Nell’estate del 2018 Lauda aveva dovuto sottoporsi ad un complicato trapianto di polmoni.

Dall’anno scorso le sue condizioni erano precipitate anche per i danni derivati dal terribile incidente sul circuito tedesco del Nürburgring del 1976, quando la monoposto con la quale gareggiava prese fuoco e il pilota inalò molto fumo, che provocò una parziale bruciatura degli organi.

Anni dopo ha subito due trapianti di rene.

E nelle ultime settimane era per l’appunto stato trasferito in un centro di riabilitazione a causa di problemi ai reni che lo avevano costretto a una dialisi, prima dell’improvviso decesso.

Lauda era stato tre volte campione del mondo di Formula Uno: due con la Ferrari e una con la McLaren. L’ultimo ricordo che Bolzano ha della leggenda risale al marzo 2016, quando venne nel capoluogo a sostegno dell’amico e socio in affari René Benko, per il progetto del centro commerciale Kaufhaus.

Il campione austriaco lascia cinque figli, l’ex moglie Marlene Knaus e la moglie Birgit Wetzinger che nel 2005 gli donò un rene. Un altro lo aveva ricevuto nel 1997 dal fratello Florian.

Pubblicità
Pubblicità
Continua a leggere

NEWSLETTER

Archivi

Categorie

di tendenza