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Bitcoin, false interviste di vip vi invitano ad investire. Occhio alla truffa!

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Bitcoin Si o NO. Molti VIP vi invitano ad investire? Vi dico subito che è una truffa!

Trovate spesso link su Facebook, o su siti di quotidiani, che alcuni VIP hanno terrorizzato le banche rivelando il loro sistema di investimento che li ha resi molto più ricchi. Ne trovate ovunque e spesso vi rimandano a pagine che sembrano di un noto giornale, ma che in realtà sono false.

E’ ben vero che il Bitcoin sta andando benino in questo periodo e che dopo i minimi è tornato sui 10.000 dollari US  ma attenzione, questo era previsto da molto tempo, le fluttuazioni delle monete virtuali sono imprevedibili, più o meno.

Sicuramente gli analisti, che spesso sbagliano, ma qualche volta ci azzeccano, danno il valore del Bitcoin sui 15.000 $ come target finale, che è poi la cifra ipotizzata da molti dei creatori di criptovalute.

Ma torniamo agli annunci eclatanti dei VIP, e ne cito solo alcuni che ho trovato in rete: Flavio Briatore, Jovanotti Mahmood e molti altri che a detta di tali articoli hanno rivelato il loro segreto, cioè hanno investito in Bitcoin i loro capitali e li hanno centuplicati.

Ebbene torno a ripetere, questi articoli sono assolutamente falsi. Ora, se uno ha un attimo di senno potrebbe fare il seguente ragionamento: se io sono già ricco, rischio tutto il mio capitale per diventare più ricco o in alternativa perdere tutto?

La solita raccomandazione è di non farsi illudere da promesse di enormi guadagni con minimi investimenti, se vi chiedeno solo 250€ e vi promettono migliaia di euro dopo pochi mesi diffidate, usate la testa, questi truffatori sono gli unici a guadagnare.

Fate quindi 2 conti, se ci cascano 10.000 persone in italia, e la cifra non è così irrealistica, hanno guadagnato bene Ii truffatori.

Se volete seriamente investire in Bitcoin, trovate un trader autorizzato e serio, investite una parte minima del vostro capitale e in bocca al lupo.

Sempre a disposizione,

Ludwig Boltzmann

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Misteri di internet, deep web e dark web: meglio non avventurarsi

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Per chi lavora nell’informatica non servirà a molto la spiegazione, ma per chi non è un esperto del settore può essere utile.

Partiamo dalla storia di internet, la quale si può definire come l’evoluzione civile di Arpanet la rete creata per scopi militari negli anni sessanta (fisicamente I primi 4 nodi nel 1969), mentre la nascita del Web (o World Wide Web) risale al 1991 per merito di ricercatori del Cern di Ginevra.

Nessuno prevedeva che negli anni successivi il mondo sarebbe cambiato e di molto grazie a questa tecnologia, oggi senza connessione fissa o mobile, molte azienda andrebbero in crisi come pure molte persone.

E cambiato il modo di vivere per le generazioni più datate e per le nuove i cambiamenti saranno ulteriormente importanti.

Ma veniamo al Web, la maggioranza degli utenti usa un browser come Chrome, Firefox, etc per navigare su internet, andare su Facebook o su Istagram, per Twittare.

Molti non sanno cosa sia il protocollo di trasmissione TCP/IP o un Ipertesto o ancora molti altri termini tecnici che vi evito, semplicemente apre la pagina di Google per cercare la ricetta della vera carbonara.

Questo è il Web, quello VISIBILE da tutti e indicizzato dai motori di ricerca come Google, etc.

Poi c’è il Deep Web, che è una parte considerevole, alcune stime dicono di molto superiore al Web, che è INVISIBILE se non sai l’indirizzo esatto e non viene indicizzato dai motori di ricerca, questo viene lecitamente usato per documenti universitari, transazioni bancarie e molto altro.

Infine cè il campo minato del Dark Web, non accessibile con i normali browser, spesso utilizzato per attività illecite, in quanto consente una navigazione anonima che non lascia tracce.

Il Tor Project, organizzazione no-profit, è l’inventore della rete omonima che è la base del Dark Web, nochè distribuisce il più famoso browser open-source Tor che permette di accedervi, sulla loro home page le prime parole sono le seguenti:

  • Naviga in Privato.
  • Esplora liberamente.
  • Difenditi contro tracciamento e sorveglianza. Evita la censura.

Probabilmente molti saranno tentati da provarlo, ma se non siete dei veri esperti informatici io ve lo sconsiglio caldamente, il rischio che per scaricare un film vi ritroviate a fare il server di siti pedopornografici è elevatissimo, o peggio potreste divenire un server per transazioni bancarie illegali.

Non mi stancherò mai di riperlo, nessuno regala niente, offerte gratuite di film e musica possono nascondere sorprese che vi potrebbero costare care, denunce legali o peggio.

Sempre a disposizione per coloro che hanno argomenti da proporre.

Il vostro Ludwig Boltzmann.

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Software: perchè usare un originale anziché uno copiato?  

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Molto spesso mi arrivano clienti a cui il pc non funziona più, o funziona lentissimo e non fa gli aggiornamenti: la prima cosa che controllo è se il sistema operativo (parliamo del mondo Windows) è originale oppure no.

Nel 99% dei casi è un software copiato (piratato).

Ora, a parte le considerazioni deontologiche, utilizzare un software pirata è sempre comunque equivalente a commettere un reato, e giustamente Microsoft si tutela in ogni modo dalle copie, anche se di fatto su 100 pc un buon 40% risulta contenere software piratati (statistica riferita al 2017).

Per un privato il problema legale non si pone, poiché è difficile da scoprirsi, ma il drammatico è che mi arrivano pc aziendali con software piratati, e li il problema è grave.

Esistono sistemi per far credere a Microsoft che la copia sia autentica, ma di sicuro non sarò io a dirvi di farlo o come fare.

Inoltre in un’azienda, in caso di un controllo, per la verità molto raro, sono necessarie le prove documentali dell’acquisto delle licenze, le fatture per essere chiari e si rischiano sanzioni non indifferenti.

Uno dei software tra i più copiati dopo Windows è sicuramente Autocad, a causa dell’elevato costo di una licenza.

Io sconsiglio in ogni caso a chiunque di utilizzare software pirata perché ci sono valide alternative gratuite.

Non voglio dire che dovete imparare ad usare un sistema Linux, anche se non sarebbe male o anche Ubuntu che è oramai facilissimo da usare (anche se non comodissimo per alcune applicazioni), potete però usare programmi con cosiddetta licenza Open source, il software libero, che ha raggiunto e talvolta superato i prodotti commerciali.

Un esempio per tutti è Libre Office.

I vantaggi di usare un software originale o libero sono molti, e io non sono pagato dai produttori, ma dato che ci lavoro e quindi ci vivo con i pc, l’affidabilità di un sistema stabile è fondamentale.

 

Alla prossima,

Ludwig Boltzmann

 

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Amazon Echo (Alexa). Cos’è e a cosa serve?

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Siamo tempestati da pubblicità di questo strano coso che ci parla e può fare molte cose, ma cosè Amazon echo e chi è Alexa?

Diciamo che a livello hardware è un dispositivo che contiene un altoparlante, un microfono e si collega ad internet.

Alexa è un programma di sintesi vocale che risiede in un Cloud (letteralmente nuvola), ma trattasi di un server remoto di internet.

Detto questo, a cosa serve?

A livello psicologico forse potrebbe essere utile ai single a sentirsi meno soli, ma seriamente è un’interfaccia vocale a numerosi servizi di internet e se possedete una casa fortemente domotica, potrete interagire con i comandi vocali.

Ovviamente deve avere una connessione stabile e possibilmente veloce a internet, dopodiché molte funzioni sono disponibili gratuitamente, ma molte altre sono a pagamento.

Non pensiate che potrete scaricare gratis tutta la musica che volete, no, non funziona così.

Da quello che sono i dati di vendita nel mondo dei vari dispositivi echo, giunti alla seconda generazione, si può affermare che sia sicuramente un grande successo commerciale.

La sua utilità è soggettiva, ci sono persone che non ne potrebbero più fare a meno e altre che sinceramente proprio non saprebbero che farsene.

Io lo vedo, se implementato con i giusti protocolli, come un qualcosa che potrebbe rivelarsi molto utile per persone anziane.

In caso di malore ad esempio, oppure in caso di una caduta, vedrei bene un’integrazione con un dispositivo Wi-Fi per la segnalazione immediata ai soccorsi.

Probabilmente qualcosa si sta già muovendo in questa direzione, o almeno me lo auguro.

In ultima analisi, visto il costo non proibitivo, a chi può essere interessato lo consiglio, al massimo è un’ottima sveglia e una buona radio.

Sempre a disposizione per coloro che hanno argomenti da proporre.

A presto

Ludwig Boltzmann

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