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Società

Centro ASDI, Cirimbelli lascia la direzione dopo 36 anni

La governance affidata ad un team di cinque persone. Il fondatore: “La missione prioritaria rimane la tutela dei bambini. La mediazione familiare è uno strumento sempre più prezioso”

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Il Natale porta una novità per il “Centro di Mediazione Familiare ASDI Odv”: Elio Cirimbelli lascia dopo 36 anni la direzione. La struttura verrà guidata da un team coordinato da Roberta Cirimbelli (Area Gruppi di parola), composto da Alessandra Negro (Area Mediazione familiare), Emanuela Taricone (Area psicologica), David Biasetti e Camilla Koob (entrambi Area legale).

La notizia è stata comunicata il 21 dicembre dallo stesso Cirimbelli, in occasione del pranzo di Natale del Centro ASDI, coinciso con il 74mo compleanno del fondatore.

Il presidente della Provincia, Arno Kompatscher, ha evidenziato il ruolo sociale svolto dal Centro ASDI e dal suo fondatore a sostegno delle persone che soffrono a causa delle separazioni e dei divorzi.

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Ricordando le persone che hanno segnato la storia dell’ASDI negli ultimi 36 anni, Cirimbelli si è soffermato su Otto Saurer, assessore provinciale dal 1984 al 2008: “Fu il primo a riconoscere che siamo stati il primo servizio specializzato sul territorio provinciale, e persino a livello nazionale, ad occuparci in modo professionale della sofferenza del nucleo familiare nel suo insieme quando giunge al termine il percorso comune”.

Era il 19 febbraio 1986 quando Elio Cirimbelli, insieme alla psicologa Serena Della Pozza, l’Associazione Separati Divorziati ASDI a Bolzano.

Un’esperienza mutuata dall’ASDI costituita a Roma dall’avvocato Daniele Ferlito, dallo psicologo Edoardo Giusti e dall’attore Cochi Ponzoni. Cirimbelli, dopo essersi separato dalla moglie nel 1979, si era occupato di alcolismo, insieme alla psicologa Della Pozza, collaborando all’attività del Centro recupero Alcolisti fondato da Cesare Guerreschi.

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Nel 1985 aveva avviato in piazza delle Erbe il Centro di Ascolto Studio 3C (Conoscere, Conoscersi, Comunicare). Un prestito in banca di 50 milioni di lire fu il “tesoretto” con il quale venne creato l’ASDI di Bolzano.

Arrivarono i corsi di formazione, i master, i percorsi di specializzazione e la mediazione familiare, che spostava l’attenzione dai separati e divorziati e dalla loro sofferenza a quella vissuta dall’intero nucleo familiare disgregato, in particolare i figli. E ancora: la prima casa di accoglienza per genitori/padri separati, i gruppi di mutuo aiuto, diversi progetti pilota.

Nel 1997 l’ASDI è diventata centro di Mediazione Familiare. Nel 2001 la Provincia ha riconosciuto alla mediazione familiare una valenza di servizio sociale. Da quel momento, la battaglia di Cirimbelli si è spostata a livello nazionale, affinché la mediazione familiare entri nell’ordinamento giuridico italiano quale passaggio cruciale nelle separazioni altamente conflittuali.

Dopo il riordino del Terzo settore, l’ASDI ha cambiato statuto ed è diventata “Centro di Mediazione Familiare Asdi Odv”: associazione di volontariato no profit che si avvale di volontari ma anche di personale altamente qualificato.

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L’ultimo risultato firmato ASDI risale ad appena un mese fa: i contributi del fondo a sostegno dei genitori lavoratori separati o divorziati che, a causa delle difficoltà economiche dovute alla pandemia, non sono stati in grado di corrispondere al coniuge l’assegno di mantenimento determinato dal giudice, verranno erogati direttamente al genitore in stato di bisogno e non a quello inadempiente.

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