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Economia e Finanza

CNA firma il contratto collettivo autobus con conducente: aumento medio di 46 euro

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Dopo una lunga fase negoziale, CNA (insieme alle altre organizzazioni datoriali e a Filt-Cgil, Fit-Cisl e UilTrasporti-Uil) ha sottoscritto il Contratto collettivo nazionale di lavoro per i lavoratori dipendenti delle imprese artigiane di noleggio autobus con conducente e le relative attività correlate.

Gli aumenti concordati a regime a parametro 100 sono pari a 46,26 euro erogati in due tranche di pari importo: 23,13 euro con la retribuzione del mese di luglio 2019 e 23,13 euro con la retribuzione del mese di settembre 2020.

La nuova normativa, che si applica alle imprese e ai lavoratori del comparto Ncc Bus e scade il 31 dicembre 2020, oltre a prevedere norme di miglior favore per le imprese artigiane, recepisce gli strumenti della Bilateralità (Ebna-Fsba e fondi sanitari nazionale o territoriale) e le pattuizioni dell’accordo interconfederale sulle linee guida per la riforma degli assetti contrattuali e delle relazioni sindacali del 23 novembre 2016.

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È un risultato politico di grande rilievo – rileva Piero Cavallaro, referente della CNA Fita Trentino Alto Adige – che riconosce alle imprese artigiane del settore il giusto livello di rappresentanza e diventa un punto di partenza per un nuovo modello di relazioni che in futuro potrà cogliere al meglio le esigenze di imprese e lavoratori di questo comparto.

Si tratta di un riconoscimento importante per la nostra Confederazione che amplia la rappresentanza politico sindacale anche alle imprese di noleggio autobus con conducente”.

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Economia e Finanza

CNA Trentino Alto Adige: no al salario minimo per legge. Stop invece ai contratti pirata

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Ribadiamo la nostra forte contrarietà alla regolamentazione per legge del salario minimo: la contrattazione collettiva garantisce già condizioni e strumenti per sostenere i redditi e individuare modalità per migliorare la produttività.

Quello che bisogna evitare è, invece, la proliferazione di contratti pirata, sottoscritti da organizzazioni prive di rappresentatività, che generano dumping salariale e determinano l’applicazione di trattamenti economici non congrui rispetto a quelli dei contratti collettivi stipulati da chi realmente rappresenta il mondo delle imprese e del lavoro”.

Lo afferma Claudio Corrarati, presidente di CNA Trentino Alto Adige, illustrando la posizione di CNA nazionale e di Rete Imprese Italia sul salario minimo.

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Secondo la CNA regionale “si deve dare valore legale ai minimi contrattuali stabiliti dai contratti collettivi sottoscritti dai soggetti comparativamente più rappresentativi e, insieme, andrebbe resa più incisiva la vigilanza degli organi ispettivi.

Occorre, inoltre, agire per una progressiva riduzione della pressione fiscale, ferme restando la necessaria attenzione agli andamenti della finanza pubblica e la prosecuzione dell’azione di contrasto e recupero dell’evasione e dell’elusione fiscale, per rendere più pesanti le buste paga dei lavoratori e per dare impulso ai consumi delle famiglie ed agli investimenti delle imprese”.

La fissazione ex lege del salario – conclude Corrarati – sminuirebbe il ruolo svolto dalla contrattazione collettiva per l’individuazione di trattamenti economici congrui e coerenti e rischierebbe di colpire anche tutele collettive e sistemi di welfare integrativi.

Proprio sulle prestazioni integrative sociali e sanitarie erogate ai lavoratori, l’Alto Adige e il Trentino hanno sviluppato una solida offerta grazie agli enti bilaterali che intendiamo sviluppare e valorizzare ulteriormente”.

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Economia e Finanza

Ecobonus ristrutturazioni, sconto in fattura inapplicabile

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Hanno trovato immediata conferma le preoccupazioni espresse dalla CNA sulle novità per l’Ecobonus introdotte con l’articolo 10 del Decreto Crescita“.

Lo afferma Claudio Corrarati, presidente della CNA Trentino Alto Adige, che aggiunge: “Il provvedimento prevede l’opzione per i clienti di avere uno sconto in fattura da parte delle imprese che effettuano i lavori in alternativa al credito d’imposta da utilizzare in compensazione negli anni successivi.

Una misura che discrimina le piccole imprese e altera la concorrenza restringendo la libertà di scelta dei consumatori dal momento che solo pochi grandissimi operatori possono permettersi di rinunciare ad incassare integralmente le fatture, trasformandole in un credito di imposta da utilizzare in 5 anni“.

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Secondo la CNA regionale “l’inserimento della possibilità di cedere il credito ai fornitori di beni e servizi, che era stata adottata per superare il suddetto limite, sta invece gettando gli operatori nel panico“.

In attesa della circolare da parte dell’Agenzia delle Entrate, in tutta Italia e anche nella nostra regione – spiega Corrarati – inizia a diffondersi la prassi, da parte dei fornitori di beni e servizi alle imprese che realizzano gli interventi, di inserire nelle offerte e nei preventivi una clausola di salvaguardia con la quale l’impresa rinuncia espressamente alla possibilità di trasferire loro il credito di imposta derivante dallo sconto in fattura concesso al cliente come anticipazione dell’Ecobonus“.

Che sia una pratica commerciale scorretta – secondo CNA – vi sono pochi dubbi. Ma è altrettanto evidente l’impraticabilità della nuova disposizione del Decreto Crescita.

Misura giudicata subito negativamente dalla CNA – rammenta il presidente Corrarati – . E i fatti confermano tale giudizio. Anche per questo la CNA si è immediatamente attivata con un esposto all’Autorità Antitrust e alla Commissione Europea per accertare l‘illegittimità dell’articolo 10 per violazione del diritto della concorrenza. La soluzione al problema è molto semplice: abolire l’articolo 10“.

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Economia e Finanza

Nuova Imu, Cna: “Bene se con deducibilità capannoni, laboratori, botteghe e siti produttivi”

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Va bene la proposta di nuova Imu – Imi in Alto Adige e Imis in Trentino – a condizione che venga introdotta la totale deducibilità sugli immobili strumentali: capannoni, laboratori e botteghe”.

È quanto sostiene CNA Trentino Alto Adige, uniformandosi alle indicazioni fornite dalla delegazione di Rete Imprese Italia, con in testa la rappresentanza di CNA nazionale, che ha partecipato all’audizione di fronte ai componenti della commissione Finanza della Camera nell’ambito dell’esame della proposta di legge 1429 sulla istituzione dell’Imposta municipale sugli immobili (Imu).

A giudizio della CNA regionale “la proposta di legge che istituisce la nuova Imu e sostituisce le attuali Imu e Tasi può costituire una prima risposta alle richieste di artigiani e piccole imprese di riformare, complessivamente, l’imposizione immobiliare comunale, con l’obiettivo sia di ridurre la tassazione sugli immobili produttivi sia di pervenire ad un’unica tassa locale sugli immobili,  la cosiddetta local tax,  al fine di semplificare gli adempimenti tributari a carico di imprese e contribuenti.

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Fondamentale sarà il recepimento della normativa da parte delle Province di Bolzano e Trento con i dovuti accorgimenti e le necessarie differenziazioni territoriali”.

Nel corso dell’audizione è stata sottolineata la necessità, con riferimento alla deducibilità dalle imposte sui redditi (Irpef/Ires) della nuova imposta corrisposta sugli immobili strumentali delle imprese e dei lavoratori autonomi, di un coordinamento con le recenti misure introdotte dal Decreto Crescita, che ne prevedono la totale deducibilità, a regime a decorrere dal 2023, sia l’estensione della deducibilità dell’imposta anche ai fini dell’Irap.

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