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Economia e Finanza

CNA Nordest piattaforma di sviluppo delle startup

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CNA Nordest si propone come piattaforma per lo sviluppo di startup e giovani aziende capaci di rimettere in moto l’economia del Paese, mettendo in rete i servizi dell’associazione di categoria con i parchi tecnologici e gli incubatori diffusi sul territorio, dando priorità a tre filoni: produzione sostenibile e green economy, servizi innovativi di assistenza alla persona e sviluppo di piattaforme digitali per la semplificazione della vita di cittadini e imprese.

Lo ha detto Claudio Corrarati, portavoce di CNA Nordest e presidente di CNA Trentino Alto Adige, al ministro per le Politiche giovanili e lo sport, Vincenzo Spadafora, a margine della finale del Premio Cambiamenti di CNA nazionale che si è svolta oggi a Roma.

Il ministro Spadafora ha lodato la laboriosità e l’alto tasso di innovazione del Nordest “in quanto concentrato di coraggio e creatività. E oggi c’è bisogno di coraggio per avviare un’impresa. Il Premio Cambiamenti è un momento di confronto importante per cercare di avviare un’alleanza per definire progetti a lungo termine per il bene del Paese, comprensivi dell’adeguato sostegno alle startup”.

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Il volto del pensiero innovativo, quest’anno, è quello della Seares.

L’azienda pisana ha conquistato il premio Cambiamenti 2019, promosso dalla CNA e giunto alla quarta edizione, alla quale hanno partecipato quasi mille imprese, il 50% in più rispetto al primo anno.

Ventuno le imprese finaliste di Cambiamenti.
Il Nordest era rappresentato dalla startup Papwa srls, azienda con sede a Buttrio (Udine), nominata migliore startup nel corso del Premio cambiamenti 2019 Nordest a Padova il 6 novembre, nel corso della finale del Triveneto organizzata da CNA Veneto, CNA Trentino Alto Adige e CNA Friuli Venezia Giulia.

Papwa (Product Against Plastic Waste) propone una combinazione tra imballaggi riutilizzabili dotati di tag in radiofrequenza, servizi di lavaggio industriale e servizi logistici nel settore della Grande distribuzione organizzata, destinati alla vendita di prodotti freschi e freschissimi.

Nel Nordest si sono iscritte, quest’anno, 37 start-up (10 dal Trentino Alto Adige, 23 dal Veneto, 4 dal Friuli Venezia Giulia), delle quali 18 sono state ammesse alla finale interregionale (5 dal Trentino Alto Adige, 9 dal Veneto e 4 dal Friuli Venezia Giulia).

Il fare con le mani, se associato all’intelligenza e alla fantasia – è stato detto durante la finale di oggi – è alla base del cambiamento e dell’innovazione. Una volta chi era in grado di coniugarli era chiamato inventore. Adesso si chiamano non più inventori, ma startup. Ma anche i grandi inventori hanno bisogno di qualcuno che creda in loro e li sostenga e li foraggi, altrimenti la genialità rimane lettera morta

Economia e Finanza

Revisione veicoli, norme vecchie e incomplete. CNA: “Urge il corretto controllo di tutti i veicoli”

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CNA Trentino Alto Adige, unitamente a CNA Nazionale, lancia una iniziativa a favore della mobilità sostenibile. La Confederazione promuove un appello a Governo e Parlamento per migliorare la sicurezza stradale e assicurare il rispetto dell’ambiente disegnando un efficace e moderno sistema di accertamento degli autoveicoli in circolazione.

Il testo dell’appello è stato inviato oggi ai presidenti delle Province Autonome di Trento e Bolzano e a tutti i parlamentari del Trentino Alto Adige, affinché aderiscano all’iniziativa e la promuovano in sede di Governo, Parlamento, Giunte e Consigli provinciali.

I centri di revisione privati – afferma Claudio Corrarati, presidente della CNA Trentino Alto Adige – svolgono un ruolo strategico, circa 9mila operatori (di cui il 93% rappresentato da micro imprese) con 25mila occupati garantiscono ogni anno 16 milioni di revisioni per un fatturato superiore a un miliardo di euro. La revisione periodica dei veicoli è un sistema complesso che necessita di capillarità, prossimità e velocità nello svolgimento del servizio. Tutte caratteristiche assicurate dai centri di revisione privati”.

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CNA rileva che “il quadro normativo che regola il settore attraversa una fase di disorientamento, penalizzando le imprese che operano nel pieno rispetto delle regole e rischiando di compromettere la sicurezza stradale. Il disegno tratteggiato nel tempo dal legislatore sembra aver smarrito la propria bussola”.

Le criticità – prosegue Corrarati – non si limitano a una legislazione obsoleta e incompleta. Si registrano, infatti, carenze organizzative degli uffici territoriali della motorizzazione che provocano una preoccupante dilatazione dei tempi per l’esercizio delle revisioni. Inoltre la precarietà del ruolo istituzionale delle Province si riflette negativamente sulla capacità degli uffici preposti allo svolgimento dei compiti relativi al rilascio delle autorizzazioni e al controllo sul corretto espletamento delle attività dei centri di controllo”.

Secondo la CNA regionale “la mobilità richiede sempre più un esigente livello di sicurezza e un efficace sistema di accertamento”.

Con queste finalità CNA ha predisposto un “position paper” e il relativo Appello “Il ruolo strategico dei centri di revisione per il rafforzamento della sicurezza stradale”, promuovendo l’iniziativa a livello territoriale per la raccolta delle sottoscrizioni.

L’appello a Governo e Parlamento elenca cinque misure per costruire un efficiente sistema per le revisioni periodiche dei veicoli. In particolare è urgente il decreto ministeriale per estendere le attribuzioni dei centri di controllo privati alla revisione dei mezzi pesanti, compresi i rimorchi, per azzerare le lungaggini e le attese di natura burocratica.

Inoltre l’Appello sollecita l’estensione dell’efficacia dell’autorizzazione a tutte quelle operazioni di collaudo che già oggi i centri di controllo privati sarebbero in grado di assicurare.

Occorre rafforzare il ruolo di supervisione generale degli uffici della motorizzazione, dare piena attuazione alla nuova disciplina sugli ispettori dei centri di controllo privati, e infine aggiornare le tariffe per le revisioni, tenendo conto del lavoro svolto, delle aumentate professionalità e degli investimenti realizzati in attrezzature e strutture.

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Economia e Finanza

Aziende Alto Adige: 6 milioni di euro nel 2020 per aiutare le piccole imprese

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La Provincia di Bolzano ha confermato anche per il 2020 uno stanziamento di 6 milioni di euro per aiutare le piccole imprese dei settori artigianato, industria, commercio e servizi a sostenere investimenti aziendali, erogato attraverso la Ripartizione economia.

L’assessore Achammer chiarisce che si tratta di un’iniziativa fondamentale a sostegno delle piccole e micro imprese, per mantenere sano e vitale il tessuto economico provinciale e salvaguardare posti di lavoro.

Particolare attenzione verrà prestata in questo contesto al commercio di vicinato, al riutilizzo delle volumetrie esistenti e all’imprenditoria giovanile e femminile.

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Dei 6 milioni di euro del bando, ben 5 saranno destinati ad artigianato e industria. Un milione di euro è destinato al settore commercio e servizi.

Sosteniamo investimenti in arredi, hardware, software, macchinari e impianti di importo compreso fra 20.000 e 500.000 euro fino al 20% della spesa complessiva” spiega la direttrice di Ripartizione Manuela Defant. Per il sostegno agli investimenti aziendali le domande vanno presentate dal 20 gennaio fino alla fine di aprile.

Quest’anno le domande possono essere presentate solo online sul servizio di eGovernment della pubblica amministrazione myCIVIS grazie allo SPID.

Per accompagnare le imprese nel passaggio di creazione di una identità digitale la Ripartizione economia della Provincia organizza seminari introduttivi con le categorie economiche. Anche gli uffici competenti sono a disposizione per chiarire dubbi e rispondere alle domande.

L’anno scorso la Ripartizione economia ha sostenuto 140 imprese artigiane, 25 imprese industriali e 51 imprese del commercio, nel 2018 erano state complessivamente 210 e l’anno prima 170.

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Economia e Finanza

CNA: Modelli F24 con crediti d’imposta in compensazione, ecco tutte le novità

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Arrivano importanti novità sulle modalità di presentazione dei modelli F24 contenenti crediti d’imposta utilizzati in compensazioni, per effetto delle disposizioni contenute nel decreto fiscale.

Lo rende noto CNA Politiche Fiscali Trentino Alto Adige. La norma stabilisce che, con decorrenza dai crediti maturati dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019, la compensazione orizzontale nel modello F24 dei crediti IRPEF, IRES e IRAP, nonché relative addizionali e imposte sostitutive per importi superiori a 5mila euro annui può essere effettuata esclusivamente: utilizzando i servizi telematici forniti dall’Agenzia delle Entrate; dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione annuale da cui scaturisce l’eccedenza d’imposta.

Ciò comporta che il credito IRPEF, IRES o IRAP 2019 non potrà, come invece avveniva in passato per i crediti maturati negli anni precedenti, essere compensato orizzontalmente dal 1° gennaio 2020, ma bisognerà invece attendere il decimo giorno successivo alla presentazione della relativa dichiarazione.

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A chiarire le modalità e le procedure da seguire interviene l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione 31 dicembre 2019, n. 110 che riporta i codici utilizzabili in compensazione nel modello F24, classificati secondo la natura e la tipologia dei crediti.

In particolare, viene precisato che l’obbligo di preventiva presentazione della dichiarazione da cui emerge il credito sussiste solo nel caso in cui il credito utilizzato in compensazione relativo ad un certo periodo d’imposta (anno di riferimento), anche tenendo conto di quanto fruito nei modelli F24 già acquisiti, risulti di importo complessivamente superiore a 5mila euro annui.

Ai fini della verifica del superamento del predetto limite sono considerate solo le compensazioni dei crediti che necessariamente devono essere esposte nel modello F24.

Altra novità riguarda la previsione che le nuove disposizioni sulla compensazione si applicano “ai crediti maturati a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019”, quindi non si applicano ai crediti maturati in relazione al periodo d’imposta 2018 per imposte sui redditi e relative addizionali, imposte sostitutive delle imposte sui redditi e IRAP.

Pertanto, i crediti del periodo d’imposta 2018 potranno essere compensati, senza l’obbligo di preventiva presentazione della relativa dichiarazione, fino alla scadenza del termine di presentazione della dichiarazione del periodo d’imposta 2019, all’interno della quale gli eventuali crediti residui del periodo d’imposta precedente dovranno essere “rigenerati”.

Altra novità introdotta dal decreto fiscale riguarda l’estensione dell’obbligo di presentazione del modello F24 attraverso i servizi telematici resi disponibili dall’Agenzia delle Entrate anche per l’utilizzo in compensazione dei crediti maturati in qualità di sostituti d’imposta e per le compensazioni effettuate dai soggetti non titolari di partita IVA.

Inoltre, visto il riferimento ai “crediti maturati in qualità di sostituto d’imposta” l’obbligo di utilizzare i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate sussiste anche per la presentazione dei modelli F24 che riportino la compensazione dei crediti tipici dei sostituti d’imposta, finalizzati, ad esempio, al recupero delle eccedenze di versamento delle ritenute, del bonus 80 euro e dei rimborsi da assistenza fiscale erogati ai dipendenti e pensionati.

A riguardo è necessario precisare che il recupero da parte di sostituti d’imposta delle eccedenze di versamento delle ritenute e delle somme rimborsate ai dipendenti e pensionati deve essere esposto in compensazione nel modello F24, non essendo più possibile scomputare direttamente tali crediti dai successivi pagamenti delle ritenute.

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