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Economia e Finanza

Consegna merci nel capoluogo, nuovo progetto CNA consegnato al Comune

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CNA-SHV ha consegnato al sindaco Renzo Caramaschi e all’assessora alla Mobilità, Marialaura Lorenzini, un nuovo progetto per la consegna merci in città, elaborato insieme all’associata Eurogest Multiservice, che prevede la creazione di delivery point (punti di consegna) in tutti i quartieri, piattaforma centralizzata per i corrieri al piano interrato del nascituro Walther Park, la creazione di una flotta pubblica di veicoli elettrici noleggiabili per le consegne in centro, la regolamentazione della consegna merci in contro proprio.

Si tratta del terzo progetto in 14 anni elaborato dall’Unione Artigiani e piccole imprese con l’obiettivo di ridurre il traffico e l’inquinamento. I primi due si sono fermati allo studio di fattibilità e al confronto politico, ma la realizzazione non si è concretizzata per problemi logistici e finanziari.

Adesso, però, il boom dell’e-commerce, unito alla difficile situazione del traffico nel capoluogo, ha reso di ancor più urgente attualità la questione.

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Se, negli ultimi anni, gli acquisti e le vendite online di imprese e cittadini, e quindi le consegne e i ritiri, erano cresciuti in media del 10-12% l’anno, nel 2017, secondo i dati dell’Osservatorio e-Commerce B2C del Politecnico di Milano, la crescita è stata del 16% e per il 2018 si prospetta uno sviluppo analogo, se non maggiore.

In passato ci eravamo concentrati su sistemi centralizzati di raccolta e consegne ecologiche per l’ultimo miglio – spiega Claudio Corrarati, presidente della CNA-SHV – stavolta abbiamo puntato su concetti con meno sovrastrutture, più agili e quindi più facilmente realizzabili”.

Sono tre le ipotesi formulate da CNA-SHV ed Eurogest Multiservice.

La prima si riferisce a consegne e ritiro B2C (Business to Consumer) e prevede la realizzazione di “delivery point” (punti di consegna) in tutti i quartieri della città, utilizzando locali commerciali sfitti di proprietà del Comune, dell’Ipes o di altri enti pubblici.

Questi “point” devono essere dotati di cassette in cui i corrieri depositano o ritirano le merci di dimensione contenuta, con un addetto disponibile, coinvolgendo attività commerciali o artigianali attigue in cogestione, che provveda alla ricezione delle merci, fornisca assistenza al consumatore, consegni i pacchi, comunichi ai corrieri l’avvenuta consegna su canali dedicati.

Uno sviluppo high tech prevede delivery point aperti h24, dotati di cassette con porte apribili tramite apposito codice, fornito dal corriere al consumatore, che provvede a ritirare in proprio la merce.

Questa ipotesi – commenta Corrarati – rispetta l’indipendenza dei vari corrieri, razionalizza il lavoro dei piccoli autotrasportatori, riduce il traffico, abbatte l’inquinamento e rivitalizza locali commerciali inutilizzati, stimolando business integrativi per i commercianti dei quartieri ma anche per gli artigiani, coinvolti con apposite convenzioni per espletare attività di installazione o manutenzione di ciò che viene acquistato online”.

La seconda ipotesi prende in esame la consegna merci B2B (Business to Business) in centro città e nella ZTL. La proposta punta sulla realizzazione di un’area di parcheggio e scambio per tutti i corrieri al piano interrato del Walther Park (progetto Benko) oltre ad alcune aree di sosta dedicate ai margini del centro città: una sorta di Piattaforma Walther Park.

Qui avverrebbe il trasbordo delle merci dirette alle attività del centro città su veicoli elettrici oppure delle merci da ritirare dai veicoli elettrici per trasbordarle su veicoli tradizionali.

Funzionale a questa ipotesi è la creazione di una flotta di veicoli elettrici noleggiabili dai corrieri tramite l’intervento diretto del Comune, della STA, di Alperia ed eventualmente di privati con un progetto finanziabile tramite fondi europei o, in alternativa, con gli utili di Autobrennero.

I vantaggi – sottolinea Corrarati – sarebbero l’annullamento del transito di corrieri in centro città e ZTL, veicolazione delle merci su mezzi non inquinanti, sviluppo di un progetto pilota nel contesto di Bolzano Città Green”.

Terzo e ultimo punto è la consegna di merci in conto proprio e la categoria Food. CNA-SHV ed Eurogest Multiservice propongono l’introduzione di una fascia dalle ore 5.00 alle ore 7.00 per i veicoli di consegna merci in contro proprio, in particolare quelli della categoria «food» che hanno obblighi di rispetto della catena del freddo, e l’individuazione di eccezioni come la consegna periodica di grandi quantitativi di merci ai negozi delle grandi catene, previa autorizzazione della Polizia Municipale.

L’ipotesi è condivisa anche da CNA Fita, la categoria dell’autotrasporto: “Il progetto – afferma Piero Cavallaro, referente CNA Fita Trentino Alto Adigesi fonda sulla salvaguardia dell’attività e della specificità dei piccoli autotrasportatori, senza gravarli di sovrastrutture come eventuali consorzi che non sono funzionali alla consegna merci e diventerebbero solo fonte di costi e burocrazia. Il tutto garantendo un servizio migliore, una riduzione del traffico e un impatto positivo sull’inquinamento”.

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Economia e Finanza

In 10 anni più reati contro imprese ed economia. CNA: “Pericolosa digitalizzazione senza sicurezza”

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Foto bitmat.it

Dal 2008 al 2017 sono aumentati del 57,5% i reati contro le imprese e, più in generale, a danno del mondo economico.

In Trentino Alto Adige, il 7% degli abitanti non si sente sicuro da solo a casa, il 20,6% – in pratica una persona su cinque – non si sente sicuro per strada da solo, il 16,2% ritiene di vivere in una zona rischiosa.

Sono i dati che emergono dall’approfondimento “Criminalità e sicurezza anni 2008-2017” del Centro Studi CNA.

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I crimini contro la persona sono, insieme agli atti vandalici/danneggiamenti, la tipologia di crimine che in Italia ha sperimentato la maggiore diminuzione (-31,0%). I reati contro il patrimonio sono anch’essi diminuiti ma un ritmo decisamente meno importante (-9,9%).

Tra i crimini in aumento, l’incremento maggiore è stato registrato dai reati contro l’economia (+57,5%). In questa categoria, che non essendo associabile a condotte violente ha un minore impatto mediatico, rientrano reati che recano danno soprattutto alle imprese poiché la loro diffusione pregiudica fortemente la propensione all’imprenditorialità, all’investimento e, in definitiva, all’attrazione di investimenti esteri.

Tra questi figurano infatti le truffe e le frodi informatiche, la contraffazione di marchi e dei prodotti intellettuali e la violazione della proprietà intellettuale.

I reati propri delle organizzazioni criminali sono aumentati invece del 18,7%. Tra questi si segnala in particolar modo l’incremento del riciclaggio (+50,7%).

I dati del nostro Centro Studi – afferma Claudio Corrarati, presidente della CNA Trentino Alto Adige – sono motivo di grande preoccupazione. Ai tradizionali reati come furti, taccheggi, rapine, con i quali le nostre micro, piccole e medie aziende da anni fanno i conti e per i quali siamo intervenuti con azioni di sensibilizzazione e formazione oltre a consigliare l’installazione di impianti di videosorveglianza, abbiamo aggiunto negli ultimi periodi reati tecnologici come le frodi informatiche ed altre tipologie di reati innovativi che incidono molto di più sulle piccole imprese, spesso non adeguatamente preparate e quindi colpite nella competitività, che sulle grandi. Il tutto avviene mentre il Paese, comprese le Province autonome di Bolzano e Trento, procedono a tappe forzate con la digitalizzazione, costringendo anche i piccoli a digitalizzarsi, senza però fornire adeguata assistenza sulla messa in sicurezza dei sistemi informatici e in mancanza di un sistema giudiziario aggiornato su questa tipologia di reati. Mettere in sicurezza il patrimonio aziendale ed i dati informatici è un costo notevole per le aziende. Per questo motivo, oltre a rafforzare la già proficua collaborazione con le Forze dell’Ordine di Alto Adige e Trentino, crediamo che sempre di più debbano essere premiati e valorizzati gli sforzi delle piccole imprese che investono in sicurezza e garantiscono piena legalità”.

Il Centro Studi CNA ha analizzato anche la percezione della criminalità nel periodo 2008-2016, che è rimasta pressoché invariata: nel 2008-2009 il 40,5% della popolazione si sentiva poco o per niente sicura quando si trovava per strada da soli al buio, nel 2016 la percentuale è scesa appena al 39,4%.

Gli insicuri in casa da soli di sera sono saliti dal 12,6% del 2008-2009 al 14,8% del 2016.

In Trentino Alto Adige (dati 2016), il 7% non si sente sicuro a casa da solo di sera, il 20,6% ha paura in strada da solo al buio, il 16,2% ritiene di vivere in una zona rischiosa (33,9% la media nazionale).

 

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Economia e Finanza

Assoimprenditori Alto Adige preoccupata da una possibile “Hard-Brexit”

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Assoimprenditori Alto Adige esprime preoccupazione per le gravi conseguenze per imprese e cittadini europei in caso di una “hard” Brexit, ovvero di un’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea senza un accordo.

Con un export annuo pari a circa 140 milioni di euro e una quota di mercato vicina al 3 per cento delle esportazioni complessive, la Gran Bretagna rappresenta un mercato importante anche per le imprese altoatesine, in particolare nei settori automotive e alimentare.

Una Brexit senza accordo porterebbe all’introduzione di dazi e tariffe doganali, provocherebbe lunghi tempi di attesa alle frontiere e comporterebbe un pesante aggravio burocratico incidendo in modo molto negativo sulla circolazione di merci e persone.

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Il commercio estero è di importanza strategica per la competitività delle nostre imprese e in particolare della nostra industria. L’introduzione di dazi e barriere ci metterebbe tutti di fronte a nuove sfide. L’uscita della Gran Bretagna dall’UE deve avvenire in maniera chiara e nel rispetto delle regole europee, in modo da garantire certezza e credibilità. Cittadini e imprese devono avere la possibilità di prepararsi in maniera adeguata ai cambiamenti”, afferma il Presidente di Assoimprenditori, Federico Giudiceandrea.

E’ in gioco il futuro dell’Europa stessa: una storia di successo che ci garantisce benessere e pace sociale. Sarà decisivo non mettere in discussione i valori e i principi fondanti dell’UE. Proprio nell’anno delle elezioni europee siamo tutti chiamati a mettere in luce e far comprenderei numerosi vantaggi che l’Europa assicura a cittadini e imprese. Più che mai abbiamo bisogno di un’Europa forte!”, è l’appello conclusivo del Presidente di Assoimprenditori.

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Economia e Finanza

Cna Fita, Autotrasporto: deduzioni forfetarie aumentate dal Ministero

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Aumentano gli importi relativi alle deduzioni forfetarie a favore degli autotrasportatori per il 2017 come previsto dal decreto fiscale collegato alla legge di bilancio (art. 23 del D.L. n. 119/2018).

La misura della deduzione forfetaria per i trasporti effettuati personalmente dall’imprenditore oltre il Comune in cui ha sede l’impresa, per il periodo d’imposta 2017, passa a 51 euro in luogo dei 38 euro precedentemente previsti.

La deduzione è disposta anche per i trasporti effettuati personalmente dall’imprenditore all’interno del Comune in cui ha sede l’impresa, la cui misura risulta pari al 35% di quella riconosciuta per i medesimi trasporti oltre il territorio comunale.

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Considerato che i termini di presentazione della dichiarazione UNICO-2018 relativa al periodo d’imposta 2017 sono scaduti lo scorso 31 ottobre 2018 – spiega Piero Cavallaro, referente CNA Fita Trentino Alto Adige – l’Agenzia delle Entrate è intervenuta, precisando che i contribuenti possono fruire delle nuove misure presentando una dichiarazione rettificativa “a favore”, al fine di evidenziare un minor debito o un maggior credito derivante dall’aumento delle deduzioni forfetarie”.

L’imposta a credito che ne emerge può essere utilizzata in compensazione tramite il modello F24 per effettuare il primo versamento di imposte o contributi in scadenza successivamente alla presentazione della predetta dichiarazione.

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