Bolzano
Diritti lungodegenti, Puglisi Ghizzi: “Invito pubblico all’assessora Deeg. Venga a vedere cosa sta accadendo”
Continua la battaglia che il consigliere comunale di CasaPound Bolzano, Maurizio Puglisi Ghizzi, sta conducendo per portare all’attenzione pubblica il problema della mancata applicazione della normativa nazionale che prevede il sostegno statale per i malati gravi in lungodegenza alimentati da sonda presso le strutture sanitarie altoatesine.
Lo abbiamo raccontato qui, solo pochi giorni fa, in occasione del presidio di sensibilizzazione organizzato dal consigliere in via Cassa di Risparmio e rivolto alla Direzione Generale ASL di Bolzano.
L’inosservanza delle leggi nazionali a tutela dei malati gravi in lungodegenza da parte provinciale starebbe creando nella realtà dei pesanti disagi alle circa 60 famiglie altoatesine (parlando dei casi conosciuti) che sono state colpite dalla tragedia di vedere un proprio caro ridotto allo stato vegetativo.
Nel caso di Puglisi Ghizzi, la situazione è altrettanto drammatica: sua moglie Alessandra Dardengo versa infatti in uno stato di coma vigile dal 2018, ovvero da quando è stata colpita da un’emorragia cerebrale e risulta ricoverata in una casa di riposo nel quartiere Firmian.
Qui, le tariffe per l’assistenza sono altissime. Fino a 1.580 euro al mese, perché in provincia di Bolzano, a differenza del resto del Paese, i diritti dei lungodegenti vengono negati.
Scrive Puglisi Ghizzi:
“L’intenzione è quello di invitare l’Assessore Waltraud Deeg ed il suo dirigente Critelli ad una visita, magari al sabato pomeriggio o nella giornata di domenica alla Sezione n. 5 della Struttura Firmian, così da poter constatare di persona che tipo di pazienti vi sono ricoverati, quali le terapie che quotidianamente vengono somministrate, cosa affrontano quotidianamente i parenti dei ricoverati“.
L’equiparazione del lungodegente in coma vigile all’anziano in casa di riposo è il problema fondamentale per il quale in Alto Adige non si applica la legge che prevede il sostegno statale alle famiglie di questo tipo di paziente. Nella maggior parte dei casi, si tratta di pazienti giovani in gravi condizioni e che non possono essere accuditi a casa.
Oltre alla normativa nazionale, esiste anche una sentenza del consiglio di stato risalente al 2015, la numero 339, che prevede che le spese per il ricovero dei malati in coma vigile alimentati da una sonda siano a carico dello Stato.
“Mi impegno a ricevere l’Assessore così che possa vedere de visu cosa sta accadendo in questi giorni e possa avere contezza delle richieste che sono state sottoposte anche alla Sua attenzione. Credo che una visita darebbe modo all’Assessore ed al suo dirigente di capire molte cose che, a fronte delle Sue recenti dichiarazioni, sembra non aver compreso“, conclude il consigliere.
Sotto, una bella immagine di Alessandra Dardengo, moglie di Puglisi Ghizzi, colpita nel 2018 da un’emorragia cerebrale
Sotto, un’immagine del presidio organizzato lo scorso 27 gennaio davanti alla sede generale della Asl Alto Adige.
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