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Dissesto finanziario dei Comuni: debito per oltre 8 miliardi di euro

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La Corte dei Conti ha confermato come il dato del dissesto finanziario dei Comuni si conferma in crescita e come tale dinamica sia segnata da una marcata distribuzione territoriale.

Il dissesto finanziario degli enti locali si ravvisa quando il Comune (o una Provincia oppure una Città Metropolitana) si trova in una situazione di criticità finanziaria tale da compromettere gravemente la stabilità economica e amministrativa dell’ente pubblico, con l’impossibilità di mantenere gli impegni assunti, fornire i servizi pubblici e pagare gli stipendi.

La normativa vigente prevede che a seguito del dissesto finanziario venga nominato un Organo Straordinario di Liquidazione (OSL) con l’incarico di gestire la crisi e puntare al risanamento della situazione debitoria dell’ente pubblico.

I dati pubblici, raccolti dal 1989 ad oggi, raccontano come siano oltre 800 i disseti finanziari dei comuni molti dei quali non ancora del tutto riequilibrati.

Dal 2012 si sono registrati circa 60 nuovi casi all’anno con la maggiore concentrazione delle situazioni più critiche in Sicilia, Calabria e Campania.

Le altre regioni del Sud Italia registrano un andamento più contenuto malgrado l’interessamento di centri medio-grandi, mentre nel Centro Italia la situazione è moderata ad eccezione del Lazio.

Al Nord l’incidenza è marginale per quanto siano coinvolti in situazione di dissesto finanziario realtà importanti come Alessandria, Imperia, Savona, Segrate, Sesto San Giovanni e San Giuliano Milanese.

Il dettaglio analizzato nella relazione della Corte dei Conti prende in esame le procedure di riequilibrio e dissesto avviate sia nel 2024 che nel primo semestre 2025, offrendo un quadro dettagliato delle situazioni ancora aperte al 2024.

Dall’analisi della relazione al Parlamento emerge che a fine 2024 risultano attivate 1383 procedure (795 dissesti e 588 riequilibri), di cui 880 in Sicilia, Calabria e Campania, con 1.001 Comuni coinvolti.

I 487 procedimenti tuttora in corso (227 dissesti e 260 riequilibri), pur rappresentando solo il 6,1% dei 7896 Comuni italiani, interessano comunità vicine agli 8 milioni di abitanti e una massa debitoria complessiva superiore agli 8 miliardi di euro.

I Comuni più grandi registrano un dato più alto a causa della maggiore articolazione organizzativa che rende più difficoltoso il processo di riequilibrio e risanamento.

Lo scenario, pur concentrato soprattutto nel Mezzogiorno, con casi limitati al Nord, assume rilievo per l’impatto sui territori più popolosi.

Il parere della Corte dei Conti indica come “l’impiego di strumenti di previsione basati su algoritmi e intelligenza artificiale potrebbe rafforzare in modo significativo la capacità di prevenzione. In questa prospettiva si colloca il progetto MoDì, un modello sviluppato dalla Corte per l’individuazione tempestiva dei segnali di rischio di squilibrio economico-finanziario.”

Articolo a cura di Salvatore Piccolo

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