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Società

Esuli istriani e Alto Adige del dopoguerra: se ne parla il 12 febbraio con il Centro Pace

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Si è celebrato il 10 febbraio il “Giorno del ricordo”, istituito nel 2004 “al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”.

Per approfondirne il significato il Centro per la Pace di Bolzano organizza un incontro con lo storico Giorgio Mezzalira per il 12 febbraio, alle ore 18.00 nella Sala di Rappresentanza del Comune in vicolo Gumer.

Introdurrà l’incontro lo storico Maurizio Ferrandi, a seguito dell’intervento di apertura degli ex sindaci Giovanni Benussi e Giovanni Salghetti.

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Giorgio Mezzalira aiuterà il pubblico a guardare agli eventi del “confine orientale” partendo dalla storia altoatesina, evidenziando due contesti territoriali che si possono definire come punti sensibili e caldi del nuovo assetto internazionale uscito dal secondo conflitto mondiale.

Il confine del Brennero e quello orientale risentirono fortemente degli equilibri introdotti dalla ‘guerra fredda’.

La vicenda degli esuli e la ricostruzione della società altoatesina dell’immediato dopoguerra saranno inquadrate nel contesto di quei fenomeni di più ampia portata che caratterizzano la storia europea del Novecento: i trasferimenti forzati di popolazioni, le passioni identitarie, i rapporti ‘etnici’ nelle regioni di confine.

Sarà inoltre messo a fuoco l’aspetto quantitativo e qualitativo dell’esodo verso l’Alto Adige e il suo spaccato sociale, ricostruendo la nascita e le iniziative del Comitato provinciale di Bolzano dell’ANVGD.

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Società

Famiglia, sperimentazione per il progetto sostegno precoce

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Il progetto sostegno precoce riunisce offerte e interventi pensati per futuri genitori, nonchè per famiglie e bambini fino ai 3 anni di vita, nell’ambito della salute, del sociale, dell’educazione e della formazione. Con l’obiettivo di giungere ad un modello unitario da applicare a livello provinciale attualmente vengono sperimentate forme di collaborazione nei bacini di utenza di due distretti socio-sanitari, quello Don Bosco a Bolzano e in quello di Brunico.

Lo scopo è sostenere le famiglie in modo precoce e tempestivo, per promuovere il benessere dei bambini e garantire a loro una crescita il più possibile sana” afferma l’assessora provinciale alla famiglia e alle politiche sociali Waltraud Deeg. Si tratta di dar vita ad un’offerta ampia e articolata al fine di prevenire le criticità dove nuove forme di collaborazione in rete fra i vari servizi e professionalità svolgono un ruolo di primaria importanza.

Particolare attenzione deve essere prestata a quelle famiglie che si trovano a dover affrontare difficoltà psicosociali, economiche e di altra natura. A queste famiglie va garantito un sostegno immediato, senza lungaggini burocratiche, per le problematiche del caso. In presenza di particolari necessità i genitori vengono indirizzati alla rete di servizi. In questa direzione vengono sperimentate le collaborazioni nei due distretti pilota.

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Oltre 300 esperti di 5 paesi (Austria, Germania, Svizzera, Liechtenstein e Italia) si sono confrontati sul progetto sostegno precoce nell’ambito di un convegno svoltosi a Dornbirn, nel Land austriaco del Vorarlberg, al quale hanno preso parte numerosi rappresentanti dei servizi che seguono il progetto in Alto Adige. All’iniziativa, coordinata dall’Ufficio provinciale per la tutela dei minori e l’inclusione sociale aderiscono Forum prevenzione, Azienda sanitaria, Ripartizione sanità e Agenzia per la famiglia.

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Società

Abusi: rete delle diocesi del Nordest, don Ugolini nominato coordinatore

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Gottfried Ugolini, responsabile diocesano del Servizio specialistico per la prevenzione e la tutela dei minori da abusi sessuali e da altre forme di violenza, è stato nominato coordinatore del nuovo Servizio interdiocesano del Triveneto: lo hanno deciso i vescovi del Nordest riuniti a Belluno.

Nell’ultima riunione della CET (Conferenza episcopale Triveneto), svoltasi a Santa Giustina Bellunese, i vescovi del Nordest hanno approfondito il tema della tutela dei minori e delle persone vulnerabili vittime di varie forme di abuso e violenza.

Ad approfondire la tematica con i vescovi è stato invitato don Gottfried Ugolini, responsabile del Servizio specialistico della diocesi di Bolzano-Bressanone, che ha illustrato l’esperienza da tempo avviata dalla Chiesa altoatesina nella tutela dei minori e nella prevenzione degli abusi.

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I vescovi hanno deciso la creazione di una rete interdiocesana e hanno nominato mons. Pierantonio Pavanello (vescovo di Adria-Rovigo) incaricato regionale della CET per seguire il Servizio regionale per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili, mentre coordinatore del nuovo Servizio sarà proprio don Ugolini.

Il Servizio sarà composto dai singoli referenti di ogni diocesi del Nordest più altri operatori pastorali ed esperti.

Nel vertice di Belluno il vescovo Ivo Muser e gli altri presuli del Triveneto si sono in particolare confrontati sulle nuove linee-guida e sul nuovo Servizio nazionale di tutela voluto dalla Conferenza Episcopale Italiana.

Tra gli elementi sempre più fondamentali nella questione sono emersi la capacità e le modalità di ascolto delle vittime, la necessità di un cambio di cultura (nella mentalità e negli atteggiamenti), l’opera delicatissima ed essenziale di prevenzione, informazione e formazione in ogni momento e fase di vita della Chiesa, dalla comunità del Seminario ai diversi ambiti di vita pastorale con i relativi operatori.

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Società

Auting, l’app per il noleggio auto tra privati

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Dopo la casa che si può affittare a terzi nei periodi d’assenza, tocca alla macchina: ovvero tutto quanto temporaneamente non serve, è monetizzabile.

Auting è l’app di car sharing che ha chiuso il 2017 con 7500 utenti attivi.

Partendo dal presupposto che la propria autovettura stia ferma per il 92% del tempo della sua vita e che il guadagno annuale che si può ottenere, cedendo l’auto per 15 giorni al mese, può essere di 5mila euro, l’idea è interessante.

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In pratica attraverso la piattaforma digitale, vengono messi in contatto i privati cercando di soddisfare le reciproche esigenze.

Matteo Menarini e Lorenzo Osti i fondatori di Auting, sono partiti dalla considerazione che una macchina non circola per il 92% della sua vita che vuol dire che il 20% del parco auto italiano, resta in garage dal lunedì al venerdì.

I costi che il proprietario deve comunque affrontare, sono di 3500 euro annuali per i costi vivi che diventano 7mila considerando l’ammortamento del mezzo.

A questo punto si è innescato un ragionamento del tutto simile a quello che è alla base di Airbnb per le case ed ecco l’app disponibile negli store di Apple e Android e un sito desktop che mettono in contatto il proprietario e chi è interessato ad affittare la sua macchina per un breve periodo.

Rispetto a “car2go” che è un servizio che mette unicamente in contatto i privati: Auting regolamenta le condizioni di noleggio, mette a disposizione consulenti legali e assicurativi: a due anni dal suo ingresso sul mercato, conta già 7500 utenti attivi sul territorio nazionale.

Il funzionamento? Semplice e senza nemmeno il bisogno di versare una caparra. La prima cosa da fare è quella di registrarsi sulla piattaforma caricando tutti i dati dell’autovettura che non può avere più di 15 anni, specificando se l’assicurazione Rca preveda o meno la guida libera e le foto.

E’ libera scelta del proprietario quella del costo del noleggio e della scelta dei periodi nei quali la macchina sarà disponibile.

Auting consiglia unicamente un prezzo in base alle caratteristiche del mezzo. Se la cifra pattuita rientra nei parametri dei valori indicati da Aci, non si è nemmeno soggetti ad un particolare regime fiscale.

Tutta l’operazione è coperta da un’assicurazione che Auting ha stipulato con Reale Mutua studiata ad hoc per questo tipo di noleggio.

Infine Auting ha messo online un simulatore del possibile guadagno che ad esempio, per una berlina del 2015 inutilizzata per 15 giorni al mese, può arrivare 5mila euro in un anno.

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