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Spettacolo

Game of Thrones, si ricomincia: dal 15 aprile l’ultima stagione

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Dopo due lunghi anni di attesa ricomincia il 15 aprile (data italiana) la celebre saga di Game of Thrones.

Le aspettative per l’ottava serie sono alte e c’è chi è pronto a giurare che sarà un bagno di sangue.

24 mesi di lavorazione, dieci mesi di riprese, centinaia tra comparse e addetti ai lavori per il gioiello di Hbo.

L’ultima stagione in sei episodi, in onda su Sky Atlantic e disponibile su NowTv da lunedì, è costata quasi 100 milioni di dollari (il debutto americano avverrà domenica 14 aprile, mentre in Italia, causa fuso orario, lunedì 15 aprile alle 03.00).

Nata come l’adattamento di una serie di libri fantasy, “Le cronache del ghiaccio e del fuoco” di George RR Martin, la serie delle serie, la più piratata di sempre, la più famosa e vista di Hbo, dopo dieci anni è alla fine del viaggio.

Diverse famiglie, diversi casati, una sola lotta:  da una parte i Lannister, dall’altra gli Stark. Quindi i Targaryen, i legittimi detentori del potere, che ritornano a Westeros, il continente dell’ovest, per reclamare quello che è loro di diritto.

Prevedere chi, o cosa, vincerà, quale fazione delle tante prevarrà, resta difficile. Intanto HBO, dopo il teaser Aftermath ha rilasciato anche un inquietante poster, che trovate qui sotto. Un trono fatto non di spade, ma di cadaveri. E viene il dubbio che la Battaglia di Grande Inverno volgerà a favore del Re della Notte.

 

 

Spettacolo

Con «En nombre de dios…!» stasera la storia vera sale sul palco al New Eos teatro-musica

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Óscar Romero: un uomo straordinario nella sua semplicità, un martire visto dall’ONU come figura-simbolo fra i paladini dei diritti umani.

La sua toccante vicenda e la relativa, drammatica pagina di storia contemporanea, torneranno protagoniste sotto forma di spettacolo multimediale a un anno esatto dalla canonizzazione dell’impavido prelato salvadoregno.

L’appuntamento è per STASERA/LUNEDÌ 14 ottobre al Teatro dello Spazio Costellazione di Bolzano (via Claudia Augusta 111), dove verrà rappresentato «En nombre de Dios…!», riduzione scenica in parole-musica-immagini di un libro di Francesco Comina.

Organizza il Circolo culturale Oltrisarco; inizio alle 20:30 e ingresso libero.

Un’occasione da non perdere, perché si tratta dell’ultima replica bolzanina di questa originale proposta, capace di tenere vive le emozioni e l’attenzione dello spettatore per un’ora filata, e che ha saputo farsi apprezzare ben oltre i confini provinciali.

Sul palco, New Eos teatro-musica Bolzano, con le voci narranti di Mara da Roit e Patrizio Zindaco e le musiche di Luca Dall’Asta, i quali in un serrato mix di narrazione, immagini-verità e musica dal vivo faranno scorrere gli ultimi due anni di vita di Romero.

Il racconto dei fatti di cronaca del Salvador – mattanze, sparizioni, incursioni degli squadroni della morte – si intreccerà al diario dettato al magnetofono da monsignore, dal quale emergerà tutto il suo impegno nell’opporsi alle ingiustizie perpetrate.

Fra i punti nodali: gli attentati a danno di cittadini inermi, il fenomeno dei “desaparecidos”, l’ostracismo verso monsignor Romero, che non a caso arrivò ad avere tutti contro fuorché ovviamente la gente comune.

E poi l’omelia-richiamo (contenente a più riprese la locuzione “En nombre de Dios!” che dà il titolo al lavoro), passata alla storia come uno dei discorsi più incisivi del novecento, ma che mise purtroppo il sigillo, implicitamente, a una condanna a morte già nell’aria, per Romero.

È il 24 marzo 1980 quando viene ucciso a sangue freddo da un sicario. Un frangente che, nella riproposizione scenica, toccherà il pubblico quasi certamente nel profondo. E non è un caso se molti anni dopo l’Organizzazione delle Nazioni Unite ha dichiarato quella data «Giornata internazionale per il diritto alla verità sulle gravi violazioni dei diritti umani e per la dignità delle vittime».

In sala vi sarà anche una chicca artistica, cioè l’esposizione di un ritratto di Óscar Romero eseguito da Claudio Calabrese. Completeranno la serata due emozionanti minuti di ascolto della viva voce di Romero.

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BZ48H – Short Film Contest: vince il corto Pantagruel

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23 squadre, 140 concorrenti e una città da raccontare in sole 48 ore sulla pellicola. Dopo un weekend all’insegna dell’ultima inquadratura e l’attenta selezione della giuria si è svolto questa sera il gran galà di premiazione dei vincitori di “BZ48H short film contest” al Teatro-Cinema Rainerum.

Primo premio è andato al corto Pantagruel di Shoplifters, premiati anche Quasi attori di Toast Film, Influenced de La bottega del video e La fragola di The project open source.

I corti vincitori sono stati selezionati dalla giuria di qualità composta da Andreas Pichler, Martin Rattini e Viviana Carlet, e sono stati svelati solo questa sera al gran galà finale.

La cerimonia di premiazione, una vera e propria proiezione con red carpet e festeggiamenti finali, si è svolta ieri sera, sabato 12 ottobre 2019 a partire dalle ore 20.30, presso il Teatro – Cinema Rainerum, con la proiezione dei 10 corti finalisti e l’annuncio in diretta dei vincitori dei prestigiosi premi:

MIGLIOR CORTO BZ48H – GIURIA DI QUALITÀ: 1500€ assegnato dalla Giuria di Qualità è andato al team Shoplifters per il corto Pantagruel.

IDM FILM MENTORING PRIZE: un mentoring di regia del valore di 1000€ lordi offerto da IDM Film Fund & Commission è stato assegnato a La fragola di The project open source.

PREMIO CINEMA|TECH PANALIGHT SÜDTIROL: il premio consistente in un noleggio attrezzatura del valore di 3000€ lordi è andato al corto Influenced de La bottega del video.

PREMIO RAI ALTO ADIGE: selezionato da un rappresentante RAI, il film Quasi attori di Toast Filmverrà mandato in onda all’interno di uno speciale televisivo.

SPECIALE LAGO FILM FEST: per tutti i team partecipanti saranno disponibili gli accrediti per accedere alla 16° edizione di Lago Film Fest 2020.

La sfida proposta dal Comune di Bolzano e organizzata da Cooperativa 19 è alla sua terza edizione: un contest cinematografico che lancia ad artisti e filmmakers la sfida di realizzare un cortometraggio nel tempo limite di 48 ore, dall’ideazione alla post-produzione.

Rispetto al genere di appartenenza, c’è una libertà totale: fiction, documentario, videoclip, animazione, video arte. La sfida inoltre è aperta a tutti: professionisti, studenti di cinema e amatori, sia locali che provenienti da altre città.

A conferma del successo e dell’attenzione che la manifestazione ha richiamato negli scorsi anni, sono tanti e prestigiosi i partner di progetto che in varia misura contribuiranno alla buona riuscita della concorso, che anche quest’anno si svolge sotto la direzione artistica di Valentina Parisi e Giuseppe Zampella: Azienda di Soggiorno e Turismo di Bolzano , IDM Film Fund & Commission, Panalight Südtirol, Lago Film Fest, RAI Alto Adige, Vintola 18 – Centro di cultura giovanile, TeatroCinema Rainerum, BITZ unibz Fablab, Kellerei Bozen.

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Spettacolo

E’ morto Beppe Bigazzi, volto storico della Prova del Cuoco

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Si è spento all’età di 86 anni il giornalista ed esperto di gastronomia Beppe Bigazzi: il grande pubblico lo ricorda per essere stato per lungo tempo uno dei protagonisti de La Prova del cuoco, trasmissione di Rai 1 condotta per anni da Antonella Clerici.

L’annuncio della scomparsa, avvenuta dopo una lunga malattia, è stato dato dallo chef Paolo Tizzanini, del ristorante L’Acquolina di Terranuova Bracciolini, il comune dove Bigazzi era nato il 20 gennaio 1933.

Dal 1997 al 1999 Bigazzi curò sul quotidiano «Il Tempo» la rubrica «Luoghi di Delizia» e sempre nel 1997 pubblicò il libro « La Natura come Chef» che vince il premio «Verdicchio d’oro».

Dal 1995 al 2000, all’interno del programma Unomattina su Rai 1, condusse la rubrica «La borsa della spesa» dal 2000 ha partecipato a «La prova del cuoco» fino a diventarne co-conduttore.

Dopo un passaggio a Sky, sul canale Alice, nel programma «Bischeri e bischerate», nel 2013 era ritornato a La prova del cuoco dopo ben tre anni di esilio.

Celebre fu infatti la sua esclusione dai canali Rai, nel 2010, in seguito alla descrizione di una ricetta a base di carne di gatto. Allora alla conduzione c’era Elisa Isoardi, in sostituzione di Antonella Clerici.

Quella ricetta indispettì l’opinione pubblica e il popolo del web. In un’intervista al Corriere della Sera, Beppe Bigazzi però chiarì il senso delle sue parole: “Ho solo rievocato un’usanza che negli anni ’30 e ’40 era diffusa in zone come la Valdarno ma anche in molti altri Comuni toscani, liguri e veneti ai tempi della povertà tra le due guerre mondiali. Questo non vuol dire mangiare oggi la carne di gatto“.

Il grande pubblico lo ricorda con simpatia per la sua grande professionalità. La notizia della morte si è diffusa a cerimonia funebre già avvenuta.

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