Connect with us

Spettacolo

Game of Thrones, Emilia Clarke quasi morta per due aneurismi: “Temevo di non farcela”

Pubblicato

-

Due aneurismi al cervello hanno fatto rischiare seriamente la vita a Emilia Clarke, famosa per il ruolo di Daenerys Targaryen nella serie tv Game of Thrones.

La 32enne attrice britannica ha svelato al “New Yorker” il dramma che la colpita nel 2011 e nel 2013.

Nel 2011, a 24 anni, quando aveva appena finito le riprese della prima stagione di GoT, subì il primo intervento. Ci mise due settimane a riprendersi e per un certo periodo fu affetta da una lieve forma di afasia e non riusciva a ricordarsi il suo nome.

Pubblicità
Pubblicità

Nel 2013, dopo l’uscita della terza stagione di GoT, un controllo medico a New York evidenziò che “la crescita nell’altro lato del cervello era raddoppiata”: l’operazione non andò bene e fu necessario farne un’altra, molto più dolorosa.

La convalescenza in ospedale durò un mese: parte del cranio venne sostituito con pezzi di titanio.

Proprio quando tutti i miei sogni di bambina sembravano avverarsi, ho quasi perso la testa e poi la vita. Non ho mai raccontato questa storia pubblicamente, ma adesso è arrivato il momento di farlo“, ha scritto sul quotidiano americano.

Nei momenti peggiori volevo spegnere le macchine. Ho chiesto ai medici di lasciarmi morire. Il mio lavoro, l’intero sogno di quella che avrei voluto fosse la vita, ruotava intorno al linguaggio, senza mi sentivo persa. Ma sono sopravvissuta e da allora sono guarita oltre le mie più irragionevoli speranze“.

La prossima e ultima stagione di “Trono di Spade” andrà’ in onda dal 14 aprile.

Pubblicità
Pubblicità

Spettacolo

Storia del cinema che se ne va, morto Franco Zeffirelli. Per Firenze e l’Italia è lutto

Pubblicato

-

Il giglio nel mondo. Si è spento serenamente all’età di 96 anni, nonostante una lunga malattia, il regista fiorentino Franco Zeffirelli.

E con lui se ne va una delle figure storiche del cinema nazionale e internazionale. Sceneggiatore, attore, regista, personalità chiave della cultura e del cinema italiani.

Zeffirelli è morto nella sua casa di Roma, sulla via Appia, circondato dalla famiglia, in particolare dai figli adottivi Pippo e Luciano e dai suoi amati cagnolini.

Pubblicità
Pubblicità

Circa una settimana fa, secondo quanto si apprende dalla famiglia, aveva ricevuto l’estrema unzione.

La cittadina Firenze ha proclamato il lutto cittadino per uno dei suoi più illustri rappresentanti. In serata, al Teatro di Maggio, pubblico e orchestra hanno osservato tre minuti di silenzio prima dell’inizio delle “Nozze di Figaro”.

Il premio al “Genio ed Eccellenza italiana nel mondo“, l’ultimo della sua carriera, gli era stato consegnato recentemente dalla presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati.

La camera ardente sarà allestita a Firenze, lunedì mattina, nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio mentre i funerali saranno celebrati a San Miniato al Monte.

Le le sue spoglie riposeranno sotto la basilica del cimitero monumentale alle Porte Sante di Firenze, città dove era nato il 12 febbraio 1923, nella cappella di famiglia.

Sarà un addio a uno dei maestri del ‘900.

All’anagrafe Gian Franco Corsi, nato fuori dal matrimonio da Ottorino Corsi, un commerciante di stoffe originario di Vinci, e dalla sarta fiorentina Alaide Garosi Cipriani, ebbe un’infanzia tribolata, dovuta al mancato riconoscimento paterno che avvenne solo a 19 anni, e alla prematura scomparsa della madre.

Dalle prime esperienze al cinema con Francesco Rosi e poi come aiuto regista di Luchino Visconti in La terra trema e in Senso, nonché di Antonio Pietrangeli ne Il sole negli occhi (1953), Zeffirelli passa al grande schermo nel 1957 con Camping (1957).

La prima opera con cui Zeffirelli raggiunge la notorietà non è uno dei suoi film più noti, bensì il documentario “Per Firenze” dedicato dal regista alla sua città per raccontare l’alluvione che il 4 novembre 1966 che devastò la città di Firenze.

Dopo infinite esperienze teatrali e cinematografiche, verso la fine degli anni sessanta si impone all’attenzione internazionale sempre in campo cinematografico grazie a due trasposizioni shakespeariane: La bisbetica domata (1967) e Romeo e Giulietta (1968).

Il suo lavoro più famoso forse è “Gesù di Nazareth“, del 1977, sceneggiato televisivo, trasmesso su Rai 1 in cinque puntate di un’ora circa ciascuna, di enorme successo con un cast da kolossal.

Cinque dunque tra i film imperdibili: La bisbetica domata del 1967, Romeo e Giulietta (1968), Fratello Sole Sorella Luna (1972), Gesù di Nazareth (1977), Un tè con Mussolini (1999).

Una carriera tra cinema, teatro ed opera, Franco Zeffirelli era discendente di Leonardo da Vinci, antenato di suo padre: lo scoprì tre anni fa grazie alla ricerca di uno storico. Nel 2007, infatti, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano consegnò a Zeffirelli proprio il ‘Premio Leonardo’.

“Ciao maestro” si legge sul sito della sua fondazione.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Spettacolo

Presunto furto Rinascente, svolta per Marco Carta. Il giudice: “Illegale il suo arresto”

Pubblicato

-

Il giudice di Milano Stefano Caramellino, sulla base degli elementi raccolti durante l’inchiesta sull’arresto Marco Carta con l’accusa di furto aggravato in concorso, ha dichiarato illegale il provvedimento dei confronti del cantante.

In compagnia di una complice 53enne, Carta era accusato di aver tentato di rubare sei magliette alla Rinascente di piazza Duomo a Milano per un valore di 1200 euro.

Il giudice ha però parlato di “elementi di sospetto inconsistenti”, “carenza di gravità indiziaria” e di una versione degli imputati che “attualmente non sembra scalfita da alcun elemento probatorio contrario”.

Pubblicità
Pubblicità

Già l’ordinanza dello scorso 1° giugno non aveva convalidato l’arresto per furto del cantante.

Ora una buona notizia in più per Carta, difeso dal legale Simone Ciro Giordano, che fin dall’inizio si era dichiarato estraneo ai fatti.

Pubblicità
Pubblicità
Continua a leggere

Spettacolo

Caro Evan, un musical “sociale” per la Scuola Vivaldi l’8 giugno

Pubblicato

-

Si intitola Caro Evan il musical prodotto quest’anno dalla Scuola di Musica Vivaldi che andrà in scena sabato 8 giugno alle ore 16.30 e alle ore 20.30 al teatro di San Giacomo, su iniziaziva di Francesco Antimiani, docente di canto moderno e della sua classe di musica d’insieme.

Nel musical Caro Evan, degli stessi autori di La La Land e The Greatest Showman, il protagonista soffre di “fobia sociale” e viene seguito da un terapista.

“La fobia sociale, che molti scambiano per timidezza o asocialità – si legge nella presentazione – è un disturbo più frequente di quanto si pensi.

Pubblicità
Pubblicità

Provoca ansia, non permette al malato di relazionarsi con gli altri nemmeno tramite semplici gesti e cerca di evitare molteplici situazioni: anche andare a scuola risulta complicato”.

Il musical, che ha debuttato a Broadway nel 2016 e ha vinto sei Tony Awards su sei nomination, tratta tematiche forti come il disturbo sociale di Evan, il suicidio di Connor e il dolore delle famiglie coinvolte e lo fa parlando allo spettatore con sincerità e semplicità.

Vuole colpire i giovani e mostrare loro che, nonostante tutto, i loro problemi possono essere ascoltati e risolti, ma bisogna affrontarli e parlarne, sia con un amico che con uno specialista.

L’ingresso è gratuito.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

NEWSLETTER

Archivi

Categorie

di tendenza